Asino sardo

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Asino sardo
Specie Equus asinus
Asino Sardo.jpg
Asini di razza sarda
Altri nomi àinu, molente, burriccu, poleddu, coccineddu, incherci, incónchinu, molinzanu, pegus de mola[1]
Localizzazione
Zona di origine Sardegna
Diffusione Sardegna, Lazio, Umbria
Aspetto
Altezza 80 - 110 cm
Peso 100-150 kg
Mantello grigio sorcino con croce mulina
Allevamento
Utilizzo da soma, da carne
Carattere mite e ubbidiente

L'asino sardo (àinu, molente, burriccu o poleddu fra i nominativi più comuni in lingua sarda) è una razza asinina della Sardegna.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'asino sardo in natura vive circa 25-30 anni mentre in cattività 40-50. Partorisce di norma un solo piccolo dopo una gestazione di 12 mesi. Il suo peso varia tra i 100-150 kg, e l'altezza al garrese è compresa tra gli 80 e i 110 cm.

Il suo comportamento mite lo fa apparire tonto, in realtà è un animale ubbidiente e dotato di buone capacità di apprendimento.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Vive in Sardegna. In Italia, oltre che in Sardegna, l'asino sardo è presente nel Lazio e in Umbria, dove arrivò a seguito dei pastori sardi e dove si trovano diversi allevamenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Sardegna vanta una storia millenaria per ciò che riguarda le attività con l'asinello: l'asino sardo ha dato un grande contributo in agricoltura, nel settore dei trasporti, della locomozione e nelle attività belliche, intrecciando la sua storia con quella dell'isola.

L'avvento della motorizzazione anche tra i contadini ha contribuito al declino dell'asinello, e quello che un tempo veniva considerato un ottimo ed economico mezzo di trasporto ha finito per essere utilizzato solo per la produzione di carne, una situazione che minaccia l'estinzione della sua specie.

Nell'ultimo decennio è sorto un interesse crescente per gli asini. Con D.M. 24347 del 5.11.2003, il Ministero delle politiche agricole e forestali ha istituito il "Registro anagrafico delle popolazioni equine riconducibili a gruppi etnici locali", tenuto dall'Associazione allevatori italiani[2], nel quale è stato ammesso, tra le razze asinine, anche l'asino sardo.

La riscoperta dell'asino sardo oltre che alla iscrizione di un centinaio di soggetti al registro anagrafico, ha portato alla nascita, in Sardegna, di una associazione regionale (Associazione per la tutela dell'Asino Sardo: ATAS) e alla realizzazione del Parco dell'asino sardo di Mui Muscas, Ortueri. Si sono inoltre tenuti due Premi Regionali[3], curati dall'Associazione Regionale Allevatori della Sardegna[4], a Cagliari nel 2005 e 2006[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ditzionariu Sardu Unificadu, asino Archiviato il 13 maggio 2016 in Internet Archive.
  2. ^ AIA
  3. ^ Catalogo[collegamento interrotto]
  4. ^ ARA
  5. ^ Catalogo Asino Sardo 2006[collegamento interrotto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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