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Arturo

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Arturo è un nome proprio di persona italiano maschile[1][2][3].

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Varianti in altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Origine e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare di orso bruno eurasiatico (Ursus arctos arctos)

Di etimologia incerta[2], Arturo può essere un adattamento del nome gentilizio latino Artorius[3], di origine messapica[4][5][6] o etrusca[7][8][9], e che probabilmente condivide l'etimologia del nome della dea celtica Artio raffigurata insieme a un orso: infatti parole come il gallico artos, l'antico irlandese art o il gallese arth significano "orso", e conferiscono al nome Arturo il senso di "uomo-orso".

Un'altra ipotesi fa derivare Arturo direttamente dal celtico Arto-wiros che significa "orso-uomo", come composto di artos (orso") e viros ("uomo")[2][3]; il secondo elemento viene talvolta ricondotto anche a rigos ("re")[2]. Tuttavia questo nome composto darebbe origine ad Artgur in gallese antico ed Arthwr in gallese medio e moderno, mentre nelle poesie gallesi compare solamente Arthur (variante di Arturo) in rima con parole terminanti in -ur, non in -wr, a conferma del fatto che il secondo elemento del nome non può essere -[g]wr ("uomo")[10].

Molto vicino al celtico artos è il termine greco arktos (ἄρκτος) dal medesimo significato. Dà il nome a una stella della costellazione di Bootes, Arturo, in greco Αρκτούρος (Arktouros), che può significare "Guardiano dell'Orsa" oppure "Coda dell'Orsa", da ἄρκτος (arktos, "orsa") e οὖρος (ouros, "guardiano") oppure οὐρά (ourà, "coda"). La stella Arturo può essere considerata sulla sfera celeste come il prolungamento dell'arco formato da tre stelle dell'Orsa Maggiore, la "coda dell'Orsa" per l'appunto, e verosimilmente era considerata nell'antichità parte integrante del Gran Carro. La derivazione del nome direttamente da quello della stella ha trovato tuttavia accoglienza limitata fra gli studiosi[11][12][13][14][15][16].

A proposito della sua diffusione, il nome è molto noto per essere stato portato dal protagonista del ciclo arturiano, re Artù; in Inghilterra entrò nell'uso comune nel Medioevo, grazie alle storie di tale ciclo, e nel XIX secolo ebbe un notevole aumento di diffusione[2].

Onomastico[modifica | modifica wikitesto]

L'onomastico si può festeggiare il 15 novembre in memoria del beato Richard Whiting, chiamato anche "Arturo di Clastonburgh", ultimo abate di Glastonbury e martire. Si ricordano con questo nome anche altri due beati, Arturo Bell, martire a Londra, onorato l'11 dicembre[17], e Arturo Ros Montalt, padre di famiglia e martire a Valencia, commemorato il 28 agosto[18].

Persone[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Persone di nome Arturo.

Variante Arthur[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Persone di nome Arthur.

Variante Artur[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Persone di nome Artur.

Variante Art[modifica | modifica wikitesto]

Altre varianti[modifica | modifica wikitesto]

Il nome nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Accademia della Crusca, p. 599.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af (EN) Athur, su Behind the Name. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Sheard, pp. 74-75.
  4. ^ Chelotti et al., pp. 261, 264
  5. ^ Santoro, pp. 271-293
  6. ^ Santoro, pp. 45-60
  7. ^ Schulze, pp. 72, 333-338
  8. ^ Salomies, p. 68
  9. ^ Herbig, p. 98
  10. ^ Higham, pp. 74, 80
  11. ^ Bromwich, p. 544
  12. ^ Zimmer, p. 37
  13. ^ Zimmer, pp. 131-136
  14. ^ Walter, p. 74
  15. ^ Johnson, pp. 38-39
  16. ^ Chambers, p. 170
  17. ^ Beato Arturo Bell, su Santi, beati e testimoni. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  18. ^ Beati Giovanni Battista Faubel Cano e Arturo Ros Montalt, su Santi, beati e testimoni. URL consultato il 12 febbraio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Accademia della Crusca, Dizionario della lingua italiana - Volume VII, Padova, Tipografia della Minerva, 1830.
  • (EN) Rachel Bromwich, Trioedd ynys Prydein: the Welsh triads, University of Wales Press, 1978.
  • (EN) Edmund Kerchever Chambers, Arthur of Britain, Speculum Historiale, Sidgwick & Jackson, 1964.
  • Marcella Chelotti, Vincenza Morizio, Marina Silvestrini, Le epigrafi romane di Canosa, Volume 1, Edipuglia, 1990.
  • (EN) N. J. Higham, King Arthur: Myth-Making and History, Routledge, 2002, ISBN 0-415-21305-3.
  • Gust. Herbig, Falisca, Glotta, Band II, Gottinga, 1910.
  • (EN) Flint Johnson, The British Sources of the Abduction and Grail Romances, University Press of America, 2002, ISBN 0-7618-2218-6.
  • (DE) Olli Salomies, Die römischen Vornamen. Studien zur römischen Namengebung, Helsinki, 1987.
  • Ciro Santoro, Per la nuova iscrizione messapica di Oria, A. VII, n. 27, La Zagaglia, 1965.
  • Ciro Santoro, La Nuova Epigrafe Messapica IM 4. 16, I-III di Ostuni ed nomi in Art-, Ricerche e Studi, Volume 12, 1979.
  • (DE) Wilhelm Schulze, Zur Geschichte lateinischer Eigennamen (Volume 5, Issue 2 of Abhandlungen der Gesellschaft der Wissenschaften zu Göttingen, Philologisch-Historische Klasse, Gesellschaft der Wissenschaften Göttingen Philologisch-Historische Klasse), 2nd Edition, Weidmann, 1966.
  • K. M. Sheard, Llewellyn's Complete Book of Names, Llewellyn Publications, ISBN 0-7387-2368-1.
  • Philippe Walter, Artù. L'orso e il re, Edizioni Arkeios, 2005, ISBN 88-86495-80-3.
  • (DE) Stefan Zimmer, Die keltischen Wurzeln der Artussage: Mit einer vollständigen Übersetzung der ältesten Artuserzählung Culhwch und Olwen, Winter, 2006, ISBN 3-8253-5107-6.
  • (EN) Stefan Zimmer, The Name of Arthur - A New Etymology, in Journal of Celtic Linguistics, Volume 13, Number 1, University of Wales Press, marzo 2009.

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