Aquilonia (città antica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Aquilonia, detta anche Aquilonia degl'Irpini era una città romana, tradizionalmente identificata con la moderna Lacedonia.[1] Si trovava in Irpinia.

Conquista romana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Aquilonia.

Aquilonia si trovava in Irpinia ed era posseduta dai Sanniti. Durante la terza guerra sannitica venne espugnata dai Romani, in seguito alla battaglia di Aquilonia (293 a.C.) in cui la legio linteata dei Sanniti venne annientata. Il conquistatore di Aquilonia in Hirpinis fu Lucio Papirio Cursore.

Dalla fine delle guerre sannitiche a Augusto[modifica | modifica wikitesto]

Durante questo periodo Aquilonia in Hirpinis era un municipium cioè una città annessa alla repubblica romana che era governata da persone del posto ma senza diritti politici. I suoi abitanti avevano una certa autonomia amministrativa ma erano costretti a pagare un tributo e fornire soldati ai Romani oltre che usare la stessa moneta usata a Roma.[2]

Dopo il 90 a.C. Lacedonia, insieme alle altre città italiche, ottennero la cittadinanza romana e vennero da allora in poi governate da quadrumviri: due amministratori (aedificia potestate) e due giudici (iure dicundo).[3]

Aquilonia in età augustea[modifica | modifica wikitesto]

Augusto veniva venerato a Aquilonia in Hirpinis.

Numerose epigrafi scoperte dal celebre storico Theodor Mommsen ci permettono di scoprire le condizioni di Aquilonia in età augustea.

Il municipium di Lacedonia[modifica | modifica wikitesto]

Aveva i seguenti organi amministrativi:[4]

  • un'assemblea del popolo (comitium)
  • un senato (ordo clarissimus)
  • 4 magistrati (2 giudici e 2 addetti alle opere pubbliche).

L'epigrafe 6.257 (vedi paragrafo "Opere pubbliche") attesta tra l'altro la presenza a Aquilonia di un quattuorvir, che aveva il compito di dirigere il servizio di manutenzione delle strade e delle opere pubbliche, era il capo della polizia, si occupava dell'approvvigionamento e di vettogliamento di derrate alimentari, emetteva editti e ordinanze su tutte le materie di sua competenza.

La lapide CIL 6.257 conferma inoltre il contenuto della Lex Iulia coloniae genetivae, una legge che veniva applicata nelle colonie, il che fa supporre che anche Aquilonia/Lacedonia fosse una colonia romana, anche se non viene mai detto esplicitamente.[5]

L'epigrafe CIL 6260:

(LA)

« Q(VINTUS) STATIVS QVAEST(ORES) Q(VINTUS) SERGIVS »

(IT)

« QUINTO STAZIO, QUINTO SERGIO: QUESTORI. »

(CIL 6260)

dimostra la presenza, nel municipio di Aquilonia, dei questori. Essi erano ministri delle finanze pubbliche ed erano eletti dai comizi tributi.

Culto dell'Imperatore Augusto[modifica | modifica wikitesto]

L'epigrafe CIL 6255:

(LA)

« DIVO AVG(VSTO) D(ECVURIONVM) (DECRETO) »

(IT)

« AL DIVINO AUGUSTO PER DECRETO DEI DECURIONI »

(CIL 6255)

attesta che a Lacedonia era presente il culto dell'Imperatore Augusto, che venne divinizzato dopo la morte. In suo onore venivano celebrate le Augustaliae (giochi e feste solenni). A Lacedonia il culto di Augusto era stato decretato dai decurioni.

A Lacedonia erano presenti sei augustali, dei sacerdoti che si occupavano del culto degli imperatori e della dea Iside.

Opere pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Mommsen rinvenne molte epigrafi a Lacedonia.

La presenza di una cisterna pubblica a Lacedonia è attestata dalla seguente epigrafe:

(LA)

« (PVBLIVS) (B)ABIDIVS P(VBLI) F(ILIVS) C(ISTERNAM) QVOD AB INCHOA(TA) VETVSTATE CORRV(PTA) A FVNDAMENT(IS) (REFECIT) »

(IT)

« BABIDIO, FIGLIO DI PUBLIO, RIFECE DALLE FONDAMENTA LA CISTERNA PERCHÉ CORROTTA DA PROGRESSIVO DEGRADO. »

(CIL 6256)

A Lacedonia vi era anche una piscina pubblica, come risulta da questa epigrafe:

(LA)

« M(ARCUS) LVCCEIVS C(AI) F(ILIVS) IIIVIR AED(IFICIA) (POTESTATE) PISCINAM PURGANDAM ET LORICA(M) IMPONENDAM DE VRBANORVM OPEREIS COERAVIT. »

(IT)

« MARCO LUCCEIO, FIGLIO DI GAIO, QUATTUORVIRO, FORNITO DI POTERE EDILIZIO, FECE PULIRE LA PISCINA E RIFARE IL SUO RIVESTIMENTO CON LA MANODOPERA DEI CITTADINI »

(CIL 6257)

Quest'epigrafe attesta tra l'altro la presenza di un edile, Marco Lucceio, che si curava di mantenere l'ordine e di costruire o restaurare le opere pubbliche. Marco Lucceio era un quattuorvir: dirigeva il servizio di manutenzione delle strade e delle opere pubbliche, era il capo della polizia, si occupava dell'approviggiamento e di vettogliamento di derrate alimentari, emetteva editti e ordinanze su tutte le materie di sua competenza. La presenza di questo magistrato indica che Lacedonia, in epoca romana, era un municipium.

Oltre al quattuorvir anche l'ordine dei decurioni si occupava del restauro delle opere pubbliche: infatti dalla CIL 6261 risulta che il bagno pubblico di Lacedonia venne restaurato per decreto dei decurioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barrington, Atlas of the Greek and Roman World, Princeton University Press, 2000, ISBN 0-691-03169-X
    Arturo Solari, Aquilonia degl'Irpini, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
  2. ^ Fierro, p. 69.
  3. ^ Fierro, p. 70.
  4. ^ Fierro, p. 82.
  5. ^ Fierro, p. 83.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Theodor Mommsen, CIL.
  • Nicola Fierro, Aquilonia in Hirpinis. Lacedonia in età sannitica e romana.
  • Arturo Solari, Aquilonia degl'Irpini, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929. URL consultato il 10 dicembre 2015.
Antica Roma Portale Antica Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Antica Roma