Aquilonia

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Aquilonia
comune
Aquilonia – Stemma Aquilonia – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
SindacoGiancarlo De Vito (lista civica Insieme per Aquilonia) dal 26-5-2013
Territorio
Coordinate40°59′16″N 15°28′31″E / 40.987778°N 15.475278°E40.987778; 15.475278 (Aquilonia)Coordinate: 40°59′16″N 15°28′31″E / 40.987778°N 15.475278°E40.987778; 15.475278 (Aquilonia)
Altitudine750 m s.l.m.
Superficie56,15 km²
Abitanti1 677[1] (31-12-2017)
Densità29,87 ab./km²
Comuni confinantiBisaccia, Calitri, Lacedonia, Melfi (PZ), Monteverde, Rionero in Vulture (PZ)
Altre informazioni
Cod. postale83041
Prefisso0827
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064004
Cod. catastaleA347
TargaAV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 299 GG[2]
Nome abitantiaquiloniesi
Patronosan Vito
Giorno festivo9 maggio San Vito piccolo 15 giugno San Vito grande
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aquilonia
Aquilonia
Aquilonia – Mappa
Il comune di Aquilonia all'interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale

Aquilonia è un comune italiano di 1 677 abitanti[1] della provincia di Avellino in Campania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina ha cambiato nome più volte durante la sua storia. Di origine medievale, si chiamava Carbonara, forse non, come la vulgata riferisce, per via dell'attività principale degli abitanti che sarebbe stata la produzione del carbone vegetale, ma probabilmente per la presenza nel suo territorio di particolari pietre che contenevano petrolio e che bruciavano con fiamma viva come carboni. Ancora oggi tali minerali si trovano nella contrada detta "Sassano".

Assunse il nome di Aquilonia dopo l'Unità d'Italia, nel 1861, per volontà politica dell'amministrazione liberale del tempo. Nel 1860, infatti, il paese di Carbonara conobbe una cruenta sommossa popolare filoborbonica contro l'Unità italiana che culminò con l'uccisione di nove persone e nel 1861 venne conquistata dai briganti di Carmine Crocco. Per cancellare la macchia antiunitaria della storia del piccolo centro irpino, si chiese e si ottenne di cambiare nome al paese. Il centro assunse allora quello di "Aquilonia" in omaggio alla tradizione erudita locale che, sulla base di alcune ipotesi del XVI secolo, identificava con il piccolo centro di Carbonara l'antica città dei Sanniti che oppose l'ultima resistenza all'espansione romana nel Sud Italia, citata da Tito Livio nella sua opera. Una recente iniziativa degli amministratori ha ricordato il nome originario e storico del paese facendo inserire nello stemma civico la scritta Olim mihi fuit nomen Carbonara.

Dopo il terremoto del Vulture del 23 luglio 1930, il paese è stato completamente ricostruito in un luogo più alto rispetto alla locazione originale. Il vecchio centro abitato è stato definitivamente abbandonato nel dopoguerra. Oggi restano poche rovine, oggetto di studio e di recupero.

Di grande interesse è la visita al locale Museo etnografico "Beniamino Tartaglia", che raccoglie migliaia di oggetti della millenaria civiltà contadina dell'Appennino, organizzati in un percorso espositivo che ricostruisce tutti gli ambienti domestici e di lavoro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il parco archeologico

Il parco archeologico, con i resti della vecchia Carbonara, memoria storica di tutti gli Aquiloniesi, presenta intatto l'originario tracciato urbano; all'interno del parco vi è il Museo delle città itineranti, a formare un tutt'uno nel percorso culturale che la locale Associazione per la Gestione del Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" offre al visitatore.

Nelle sue vicinanze è situata l'Abbazia di san Vito, di età altomedievale. Nei pressi dell'abbazia troneggia una quercia plurisecolare detta "quercia di san Vito", uno degli alberi monumentali della Regione Campania.[3]

Di notevole interesse naturalistico, a circa 3 km dal centro abitato, vi è il lago artificiale Aquilaverde, creato dalla diga San Pietro, così chiamato perché compreso nei territori di Aquilonia, Monteverde e Lacedonia. Importanti la flora e la fauna tipicamente acquatica nonché una ricca varietà di pesci d'acqua dolce: trote, persici, cavedani, alborelle, anguille.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 novembre 1998 25 maggio 2003 Michele Di Pippa L'Ulivo sindaco
25 maggio 2003 13 aprile 2008 Angelo Coppola L'Ulivo sindaco
13 aprile 2008 26 maggio 2013 Cataldo Donato Lista civica sindaco
26 maggio 2013 in carica Giancarlo De Vito Lista civica sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Etnografico " Beniamino Tartaglia "
  • Museo delle Città Itineranti

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

Aquilonia come tanti paesi dell'Irpinia è ricca di acqua in particolare di fontane e lavatoi che servivano non solo per lavare durante i periodi dell'anno (Lana - Indumenti) ma anche per abbeveratoi dei greggi in cui pascolavano sul territorio Aquiloniese.

  • Fontana del Paese Vecchio (sicuramente la più famosa)
  • Fontana di San Vito (Dista circa 150 metri dalla Badia)
  • Fontana di Pozzo Monticchio (Ubicata a circa 4 km da Aquilonia)
  • Fontana Senna
  • Lu Pisciolo
  • Fontana dell'Angelo

Chiese e luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchia Santa Maria Maggiore
  • Chiesa di San Giovanni (risale agli anni '30)
  • Chiesa dell'Immacolata
  • Badia San Vito

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • All'interno del Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" si trova una biblioteca con migliaia di volumi e documenti storici.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel territorio di Aquilonia viene prevalentemente coltivato il grano, anche in varietà antiche come il Senatore Cappelli.
  • Vino
  • Orzo
  • Mais
  • Zucca (trasformate secondo una particolare procedura in quelle che in dialetto sono chiamate currésce re cucózza)
  • La pastorizia è un'altra delle risorse del territorio (ovini - suini - bovini), si producono prodotto lattiero - caseari (mozzarelle - caciocavalli - nodini).
  • Vengono prodotti inoltre salumi Salsiccia - Sopressata
  • Olio di oliva

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ “Quercia di S. Vito”: Albero Secolare, Patriarca della Natura, su aquilonianews.it. URL consultato l'8 giugno 2015.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN168723879 · BNF (FRcb16267188s (data)