Aplysina aerophoba
| Verongia | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Parazoa |
| Phylum | Porifera |
| Classe | Demospongiae |
| Sottoclasse | Ceractinomorpha |
| Ordine | Verongida |
| Famiglia | Aplysinidae |
| Genere | Aplysina |
| Specie | A. aerophoba |
| Nomenclatura binomiale | |
| Aplysina aerophoba Nardo, 1843 | |
| Sinonimi | |
|
Aplysina carnosa Schmidt, 1862 | |
La verongia (Aplysina aerophoba Nardo, 1843) è una spugna della famiglia delle Aplysinidae.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Ha una distribuzione cosmopolita ed è comune nel Mar Mediterraneo, in particolare è molto comune nel Mare Adriatico, ed è un incontro frequente anche nelle acque italiane. È presente anche nell'Oceano Atlantico settentrionale fino alle coste di Irlanda e Islanda, Golfo del Messico, Antille settentrionali, Golfo di Guinea.[1]
È una spugna fotofila, cresce su fondali sabbiosi o rocciosi poco profondi e ben illuminati, è comune anche tra le alghe e tra le praterie di Posidonia o all'imbocco delle grotte, dai 10 metri di profondità fino ai 30 metri.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Presenta una morfologia a canna d'organo, un'estesa porzione basale da cui si elevano molti camini cilindrici con all'apice osculi ben evidenti, caratteristica comune a tutte le spugne del genere Aplysina. Spesso presenta, sui camini, numerosi prolungamenti laterali sottili e ramificati che, staccandosi, originano nuovi esemplari (riproduzione asessuata per frammentazione).[1]
Forma cuscinetti carnosi di colore giallo acceso, di diametro sino a 25–30 cm, con ramificazioni di forma tubolare, che presentano un osculo sulla parte terminale.
La consistenza è carnosa e leggermente viscida.[1]
Il colore è giallo vivo, ma a contatto con l'aria il colore diventa verde scuro o nero per l'ossidazione di un pigmento presente all'interno della spugna; da qui il nome latino di aerophoba (= che ha paura dell'aria).[1]
Ecologia
[modifica | modifica wikitesto]È fotofila, necessita quindi di ambienti molto illuminati.[1]
Ha rapporti endosimbiotici con alcune specie di cianobatteri che si insediano all'interno delle cellule dello strato esterno della spugna.
Viene predata dal mollusco gasteropode notaspideo Tylodina perversa.[1]
Conservazione
[modifica | modifica wikitesto]È una specie protetta[2].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d e f Trainito E., Baldacconi R. Spugne del Mediterraneo. Il Castello. 2013.
- ^ L. 175, 27 maggio 1999. Allegato II del Protocollo relativo alle Zone Particolarmente Protette e alla Diversità Biologica del Mediterraneo della Convenzione di Barcellona (Protocollo ASPIM) "Specie in pericolo o minacciate".
L. 503, 5 ottobre 1981. Allegato II della Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica dell'ambiente naturale in Europa (Berna) "Specie di fauna rigorosamente protette".
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Bergquist, P.R.; Cook, S.D.C. (2002). Family Aplysinidae Carter, 1875 in: Hooper, J.N.A.; Van Soest, R.W.M. (Ed.) (2002). Systema Porifera: a guide to the classification of sponges, pp. 1082–1085.
- Mojetta A., Ghisotti A. Flora e fauna del Mediterraneo. Guida alla biodiversità degli ambienti marini. Il Castello. 2021
- Trainito E., Baldacconi R. Spugne del Mediterraneo. Il Castello. 2013
- Trainito E., Baldacconi R. Atlante di flora e fauna del Mediterraneo. Guida alla biodiversità degli ambienti marini. Il Castello. 2021
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- aiamitalia.it.
- Aplysina aerophoba MondoMarino.net
- (EN) http://www.catalogueoflife.org/show_species_details.php?record_id=4302410[collegamento interrotto] Catalogue of Life
- (EN) R.W.M. Van Soest et al., Aplysina aerophoba, in World Porifera Database. URL consultato il 25.09.2008.
- (EN) Aplysina aerophoba, in WoRMS (World Register of Marine Species).

