Antusa di Costantinopoli

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Sant'Antusa di Costantinopoli
Anfusa Omoniskaya.jpg
 

Vergine

 
Nascita750
Morte801
Venerata daChiesa cattolica, Chiese ortodosse orientali
Ricorrenza18 aprile

Antusa di Costantinopoli (Costantinopoli, 750Costantinopoli, 801) era figlia dell'imperatore Costantino V Copronimo e della sua terza moglie Eudochia, considerata santa dalla Chiese cristiane, seppur alcune differiscano sul motivo della sua morte (martire per quelle orientali, mentre non è annoverata fra i martiri nel Martirologio latino).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni della sua adolescenza il regno rimase profondamente scosso dai problemi legati al tema dell'iconoclastia. Condannato il culto delle immagini come pratica eretica dal Concilio di Hieria, venne bandito dal re con rigore e poi perseguitato aspramente, colpendo perlopiù monaci.

La principessa Antusa, non condividendo le decisioni del padre, decise di rinunciare al matrimonio e di dedicare la propria vita a Dio distribuendo le proprie ricchezze ai poveri, riscattando schiavi ed edificando chiese.

Nel 780, quando morì il re Leone IV (fratellastro di lei, succeduto sul trono al padre), la moglie dello stesso, Irene l'Ateniana, diventata reggente del figlio Costantino VI, le propose di associarsi a lei nella gestione dell'impero, incontrandone tuttavia il rifiuto, essendo Antusa ormai dedita esclusivamente alla vita religiosa.

Dopo numerose opere di carità e di assistenza agli orfani, ricevette l'abito monacale nel 784 dal patriarca San Tarasio nel monastero della Concordia di Costantinopoli, dove rimase negli ultimi anni della sua vita.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica la ricorda il giorno 18 aprile:

«A Costantinopoli, santa Antusa, vergine, che, figlia dell’imperatore Costantino Copronimo, si adoperò con ogni mezzo nell’aiutare i poveri, nel riscattare gli schiavi, nel riparare le chiese e nel costruire monasteri e ricevette la veste monacale dal vescovo san Tarasio.»

(Martirologio Romano)

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