Annunciata di Palermo

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Annunciata di Palermo
Antonello da Messina - Virgin Annunciate - Galleria Regionale della Sicilia, Palermo.jpg
Autore Antonello da Messina
Data 1476
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 46×34 cm
Ubicazione Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo

L'Annunciata di Palermo è un dipinto a olio su tavola (45x34,5 cm) di Antonello da Messina, realizzato intorno al 1476 e conservato a palazzo Abatellis a Palermo.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Maria è colta nell'attimo in cui l'interlocutore le è davanti, e la sua mano destra sembra volerlo infrenare[1]; dalla sagoma dalla geometria essenziale del manto emerge il perfetto ovale del volto della Vergine. Un asse - forse casuale - della composizione è dato dalla piega del manto sulla fronte, giù fino all'angolo del leggio; al contrario, il lento girare della figura e il gesto della mano danno naturalezza alla composizione. Un'interpretazione intravede i diversi momenti di un racconto presenti nell'espressività delle mani, dello sguardo e delle labbra.

La posa è di tre quarti, lo sfondo scuro e la rappresentazione essenziale derivano dai modelli fiamminghi, in particolare da Petrus Christus che forse Antonello conobbe direttamente in Italia. La luce è radente ed illumina il volto quasi facendo emergere gradualmente i lineamenti e la verità del personaggio. L'uso dei colori a olio permette poi un'attenta qualità della luce, con morbidissimi accostamenti che riescono a restituire la diversa consistenza dei materiali, legno, carta, tessuto, incarnato.

A differenza delle opere fiamminghe però, Antonello ha una salda impostazione volumetrica della figura, con semplificazione dello stile "epidermico" dei fiamminghi che permette di concentrarsi su altri aspetti, quali il dato fisionomico individuale e la componente psicologica, nonché il più avanzato realismo.

L'opera rappresenta uno dei traguardi fondamentali della pittura rinascimentale italiana. La purezza formale, lo sguardo magnetico e la mano sospesa in una dimensione astratta ne fanno un capolavoro assoluto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mauro Lucco, Antonello da Messina, MI 2006

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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