Andrea di Antiochia

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Beato Andrea di Antiochia (Antiochia, 1268Annecy, 27 marzo 1360) è stato un religioso normanno, canonico regolare del Santo Sepolcro e custode della Chiave[1], discendente di Boemondo III.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il beato Andrea da Antiochia è nato verso la fine dell'anno 1268 ad Antiochia la città stato del Regno di Gerusalemme (Palestina) da una famiglia Normanna discendente dal matrimonio di Boemondo III (detto il balbuziente) con Sybilla, nello stesso anno in cui il sultano dei mammelucchi Baybars conquista la città stato e scaccia definitivamente i cavalieri crociati dalla Siria che si rifugiarono a Cipro. Andrea resta però in Palestina a San Giovanni d'Acri (Akko) ed entra nella comunità dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro che seguivano la regola degli Agostiniani ed erano addetti alla custodia della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Viene nominato "Custode" della chiave della tomba di NSJC dal Patriarca latino di Gerusalemme Nicola di Hanappes intorno all'anno 1289. Questo incarico era molto importante, sebbene onorifico perché le vere chiavi di ingresso alla Basilica del Santo Sepolcro erano già state affidate da Saladino, probabilmente a partire dal 1187, alla famiglia maomettana di Judah e Nussaibah. Dopo molti anni trascorsi a Gerusalemme nel ruolo di "Custode della chiave", Andrea viene inviato in una lunga missione in Europa per visitare le case degli Agostiniani in cui si erano rifugiati i Canonici Regolari, il viaggio parte dell'Italia (Sicilia), per arrivare in Polonia a Miechow ed infine nella Savoia francese ad Annecy. Il suo incarico era quello di raccogliere i fondi necessari al mantenimento dei Canonici Regolari rimasti in Palestina. Nel 1347 Andrea si trova ancora nella città di Annecy, dove ormai molto anziano riceve una ingente donazione a favore del locale priorato dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro.

Beato Andrea innanzi alla chiesa del Santo Sepolcro con in mano la chiave di cui è custode

Andrea muore ad Annecy il 27 marzo 1360, questo infatti è il giorno in cui una donna benestante della città devolve il ricavato della vendita di una casa di sua proprietà per la costruzione di una tomba atta a conservare il corpo di Andrea. Una volta edificata la tomba questa signora inizia per prima a venerarlo come Beato. San Francesco di Sales fu particolarmente devoto[2] al beato Andrea, come appare negli scritti del suo processo di canonizzazione: "Francesco, infatti, invitava tutti quelli che chiedevano le sue preghiere a NSJC o quelli che avevano ricevuto una guarigione per sua intercessione a recarsi e rendere grazia al Signore sulla tomba del beato Andrea di Antiochia, nella locale chiesa dedicata al Santo Sepolcro"[3]. Come appare dal processo verbale di una visita pastorale del 31 maggio 1633, la tomba di Andrea era assai nota per i numerosi miracoli che si erano verificati innanzi ad essa. Al giorno d’oggi la chiesa dedicata al Santo Sepolcro di Annecy non esiste più perché venne distrutta durante la rivoluzione francese e così con essa si sono perdute le sante reliquie del beato Andrea che erano state alloggiate all’ingresso del coro. Nella città di Annecy, fino alla Rivoluzione francese, la festa del beato Andrea veniva celebrata dal popolo il 30 Novembre.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l'influenza della riforma canonica in atto nell'Europa occidentale, nel 1114 il capitolo cattedrale della chiesa del Santo Sepolcro divenne un ordine di canonici regolari che si affiancano dal punto di vista spirituale ai Milites Sancti Sepulcri cioè i Cavalieri del Santo Sepolcro costituiti da Goffredo da Buglione appena dopo aver riconquistato Gerusalemme. La comunità di canonici acquisì numerosi beni ecclesiastici in Palestina e Siria, organizzati in una rete di filiali, che perse dopo la caduta di Acri nel 1291. Nel XII-XIII secolo l'ordine si diffuse anche in Europa, dove fece costruire conventi filiali e numerosi istituti ospedalieri; dal XIV sec. il priore generale risiedette a Perugia. L'ordine possedette fino alla Riforma l'ospedale di Rolle, che dipendeva dal suo priorato di Annecy.Template:Canonici regolari

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Il Principato di Antiochia, è uno stato crociato costituito prima della riconquista di Gerusalemme.

Discendenza del beato Andrea da Boemondo III

Nella figura in allegato si può vedere l'albero genealogico che porta ad Andrea da Boemondo III.

Il beato Andrea di Antiochia è parente del miles sancti sepulcri San Contardo d'Este per il tramite di Alisa di Antiochia sposa di Azzo V d'Este

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Al momento risulta l'unico beato riconosciuto dalla chiesa cattolica come appartenente al soppresso Ordine dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Goffredo da Buglione, su Encyclopedia of the Medieval Chronicle. URL consultato il 26 aprile 2021.
  2. ^ San Francesco de sales, su Art Sales Catalogues Online. URL consultato il 26 aprile 2021.
  3. ^ Milovitch, Stéphane, 1966-, Quotidianamente da prima del 1336 : la processione che celebra la morte e la risurrezione del Signore nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Terra Santa, cop. 2014, ISBN 978-88-6240-207-1, OCLC 915926738. URL consultato il 26 aprile 2021.
Principato di Andiochia
Stemma del Principato di Antiochia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Tacchinella, L'Ordine dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro nella storia di Torino, Torino, 1990
  • A. Pecchioli, I Cavalieri del Santo Sepolcro, Roma, 1991
  • A. Millesoli, Origini e storia dei cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Milano, 2013
  • G. Piccirillo, La nuova Gerusalemme, Padova-Milano, 2004.
  • U. Lorenzetti, C. Belli Montanari, L'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tradizione e rinnovamento all'alba del Terzo Millennio, Fano (PU), settembre 2011.
  • A. Varisco, Custodes Sancti Sepulchri (con prefazione di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Pierbattista Pizzaballa, Arcivescovo di Verbe, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme e pro Gran Priore OESSH, e presentazione di Sua Paternità Reverendissima fra Francesco Patton), Arcidosso, Edizioni Effigi, 2017. ISBN 978-88-6433-785-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]