Alberto da Padova

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Alberto da Padova (Padova, 1269Parigi, 1328) è stato un teologo agostiniano italiano.

Nominato predicatore apostolico da Bonifacio VIII nel 1300, fu lector dei frati Eremitani di Padova, baccelliere a Bologna e magister alla Sorbona.

Ebbe grande fama e considerazione nei secoli dal XIV al XVII, con varie edizioni delle sue numerose opere, in Europa e nell'America latina. Caduto ingiustamente nell'oblio, la sua riscoperta si deve a Giuliano Pisani, che lo considera autore del programma teologico della Cappella degli Scrovegni e lo identifica nel religioso che regge sulle spalle il modellino della Cappella degli Scrovegni nella grande scena illustrata da Giotto sulla controfacciata della Cappella degli Scrovegni (I volti segreti di Giotto, Rizzoli 2008, Editoriale Programma 2015). L'interesse destato sulla figura di Alberto da Padova ha attivato un gruppo di studiosi, le cui ricerche si sono concretate nel 2015 nel volume Alberto da Padova e la cultura degli agostiniani, a cura di Francesco Bottin, Padova University Press, Padova 2015, pp. 1–322.

  • La figura di Alberto da Padova, si legge nel retro di copertina, benché solennemente collocata fin dalla metà del ‘400 sopra una delle quattro porte pretorie del Palazzo della Ragione assieme ad altri tre grandi padovani, Tito Livio, Giulio Paolo e Pietro d'Abano, non è mai stata oggetto di studi specifici e, di fatto, il personaggio è pressoché sconosciuto. Dopo la recente e rivoluzionaria ipotesi proposta da Giuliano Pisani, che vede in lui il “teologo di Giotto”, per la prima volta è stata avviata un'indagine approfondita su questo grande predicatore e teologo agostiniano. I saggi qui raccolti documentano i caratteri propri della cultura degli Agostiniani nella Padova del XIV secolo e si propongono specificamente di dare inizio a un vasto studio sulle fonti storiche e sulle opere di Alberto da Padova. Già da questa prima indagine l'iniziale ipotesi di vedere in lui “il teologo di Giotto” risulta ulteriormente rinforzata, anche se certo non in maniera definitiva, da tutta una serie di elementi caratteristici della sua specifica cultura riscontrabili nel ciclo giottesco: dall'indubitabile impostazione “agostiniana” dell'intera narrazione della storia della salvezza fino ad alcuni aspetti particolari e determinati, riscontrabili puntualmente nel modo in cui Giotto, per esempio, ha rappresentato l'Annunciazione, oppure nelle prefigurazioni del Nuovo Testamento presenti i simboli presenti nei dieci quadrilobi della parete nord. Infine, lo stesso bassorilievo del Palazzo della Ragione, come rivela qui lo stesso Pisani, a un'indagine più attenta appare decorato con le stelle a otto punte su sfondo blu azzurro, con un suggestivo ed esplicito richiamo al cielo di Giotto.
  • I saggi sono di Roberta Monetti, Il convento dei Santi Filippo e Giacomo all'Arena di Padova nel Trecento. Studium, comunità conventuale, circolazione di frati; Carlo Pùlisci, La chiesa e il convento degli Eremitani negli anni di Alberto da Padova; Zuleika Murat, Sant'Antonio Eremita e propaganda agostiniana: considerazioni sul ciclo dipinto da Guariento agli Eremitani di Padova; Laura Capuzzo, Egidio Romano e le Quaestiones padovane; Francesco Bottin, Gli Agostiniani e l'Averroismo: il caso di Egidio Romano; Arianna Bonato – Francesco Bottin, Nuove ricerche per una biografia di Alberto da Padova (in Appendice è resa disponibile anche l'edizione del Sermo de Passione dominicae di Alberto da Padova); Giuliano Pisani, La concezione agostiniana del programma teologico della Cappella degli Scrovegni; F. Bottin, Dall'exemplum dell'eremita di Alberto da Padova allo Zadig di Voltaire, alla eterogenesi dei fini di Pareto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN88616881 · ISNI (EN0000 0000 7818 7558 · SBN IT\ICCU\BVEV\047329