Alabardiere

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Alabardiere
Jacopo Pontormo - Halberdier - WGA18101.jpg
AutorePontormo
Data1529-1530 o 1537
Tecnicaolio su tavola trasferito su tela
Dimensioni92×72 cm
UbicazioneGetty Museum, Los Angeles

L'Alabardiere è un dipinto a olio su tavola trasferito su tela (92x72 cm) di Pontormo, databile al 1529-1530 o al 1537 e conservato nel Getty Museum di Los Angeles.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A lungo si è ritenuto che l'effigiato fosse quel Francesco Guardi, giovanissimo soldato della Repubblica Fiorentina durante l'assedio di Firenze, che Vasari ricordò oggetto di un ritratto di Pontormo. Il ragazzo, che era nato nel 1514 e risiedeva nel quartiere di Borgo la Croce, sarebbe stato allora appena adolescente. Sulla base di una nota in un antico inventario si è anche ipotizzato che l'effigiato sia il giovane Cosimo I de' Medici vittorioso dopo la battaglia di Montemurlo nel 1537.

In ogni caso l'opera si trovava nelle collezioni dei Riccardi a Firenze e in seguito passò per alcune collezioni private. Nel maggio 1989 passò all'asta, realizzando il più alto incasso fino ad allora ottenuto da un'opera d'arte "antica": 32,5 milioni di dollari[1].

Dell'opera esiste un disegno preparatorio al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe che mostra una diversa impostazione della figura, leggermente più inarcata e ruotata in maniera diversa.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane ragazzo si erge statuario in primo piano, con un'inquadratura stretta, fino al bacino, sullo sfondo di un bastione in pietra appena accennato. Si appoggia all'asta dell'alabarda con una presa salda della mano destra, mentre la sinistra è fieramente posata sull'anca. Elegantissimo è l'abbigliamento, a partire dai calzoni rossi, la cintola a cui è appesa la spada che evidenzia un girovita sottilissimo, la casacca rigonfia, una collana di maglie d'oro al collo, una camicia bianca con polsini a sbuffo, un berretto pure rosso su cui è appuntata con uno spillone una piuma e una gemma con Ercole e Anteo.

I diversi materiali sono resi con straordinaria perizia pittorica, dal metallo brunito dell'elsa della spada, al cuoio della cintola, al legno venato dell'asta dell'alabarda, alla setosa consistenza delle pieghe della giacca alla manica, memore della lezione raffaellesca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Kimmelman, The Getty Fills a Role, for Itself and the Public, in The New York Times, 3 giugno 1989. URL consultato il 10 febbraio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elisabetta Marchetti Letta, Pontormo, Rosso Fiorentino, Scala, Firenze 1994. ISBN 88-8117-028-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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