A tu per tu

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A tu per tu
A tu per tu - Titoli.png
Titoli di testa del film
Titolo originale A tu per tu
Paese di produzione Italia
Anno 1984
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Commedia
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Luciano Vincenzoni e Sergio Donati
Fotografia Carlo Alberto Cocchi
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Carmelo e Michelangelo La Bionda
Scenografia Marco Dentici
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

A tu per tu è un film italiano del 1984 diretto da Sergio Corbucci ed interpretato da Paolo Villaggio e Johnny Dorelli.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Emanuele Sansoni, un ricco faccendiere braccato dalla Guardia di Finanza e da alcuni banditi, fuggendo vestito da sub dal suo panfilo al largo di Rapallo, sale a bordo di un taxi condotto da un goffo ligure di nome Gino Sciaccaluga, ordinandogli di portarlo immediatamente a Milano. Arrivati nell'abitazione milanese di Sansoni, prende con sé dei documenti importanti con cui ricattare l'establishment politico-affaristico italiano, e i due si dirigono in fuga verso la Svizzera.

Alla dogana di Gaggiolo, Emanuele Sansoni si rende conto di essere braccato dalla Guardia di Finanza e decide quindi di vestirsi da donna, fingendosi sua sorella. Blandendo con sorrisi ed ammiccamenti il povero tassista genovese, lo prega di condurlo dapprima a Lugano, e poi a Lussemburgo; Sciaccaluga, innamorato, si troverà pienamente coinvolto nella trama che il faccendiere va ordendo: andati a vuoto i tentativi di ricatto il faccendiere, coadiuvato dalla controparte femminile, cede tutti i suoi beni a Sciaccaluga e lo usa come prestanome per rifinanziare le sue imprese attingendo a fondi neri precedentemente seppelliti in varie società di comodo fondate in passato nei paradisi fiscali d'Europa; una volta risollevato il proprio ex impero, Sansoni prevede di convincere (nei panni della sorella) l'ingenuo tassista a "girare" le società risanate al loro ex proprietario in cambio di un misero premio (dapprima venti milioni di lire, poi aumentati a quaranta).

Sciaccaluga cade in pieno nella trappola di Sansoni, ma a seguito di diverse disavventure, e dopo aver capito che la fantomatica donna non esiste e che a casa la moglie Elvira lo tradisce con un aitante carabiniere, Gino decide di suicidarsi lanciandosi da un molo. Due "amichette" di Sansoni salvano il tassista e lo conducono dal finanziere, il quale ha bisogno della sua firma per ritornare in possesso dei suoi beni. A questo punto però Sciaccaluga rimette insieme i pezzi della faccenda e, attraverso il ricordo di alcuni indizi, capisce il gioco di Sansoni.

Con un improvviso cambio di manierismo, atteggiamento e parlata, Sciaccaluga non firma, mantiene la proprietà dell'intera ricchezza del Sansoni e si ritira a "festeggiare" con le due giovani donne, lasciando al notaio di turno il compito di spiegare al faccendiere come egli sia improvvisamente divenuto nullatenente. Il film si conclude al porto di Sanremo, dove il neo finanziere Gino Sciaccaluga avendo imparato come frodare il fisco e creare fondi neri attraverso società di comodo da lui appositamente create in Sudamerica e alle Bahamas, sale a bordo di un taxi guidato ora proprio dall'ex finanziere Emanuele Sansoni.

Galleria d'immagini[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il taxi di Sciaccaluga è una Renault 11. La scelta di usare nel film un'automobile Renault non sembra casuale, dato che durante gli anni ottanta Johnny Dorelli fu per lungo tempo lo storico testimonial della casa automobilistica francese; inoltre l'anno successivo a questa pellicola Dorelli realizzò uno spot proprio per la Renault 11.
  • Apparizione di Moana Pozzi, nella sua fase primaria di ordinaria caratterista, la quale presta il suo lussuoso appartamento romano per alcune scene di interni. L'appartamento romano di Moana Pozzi era già stato usato come location cinematografica nel 1982 nel film di Carlo Verdone Borotalco (ed anche in quella occasione la Pozzi appariva in un piccolo ruolo) e nel film Vai avanti tu che mi vien da ridere.
  • La ragazza di colore che, insieme a Moana Pozzi, allieta la vita del faccendiere Sansoni è la futura cantante Tracy Spencer, accreditata nei titoli del film col suo vero nome, Tracy Louise Freeman.
  • Le scene ambientate a Rapallo in realtà sono state girate a Sanremo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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