AMAT (Taranto)

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AMAT
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1948
Sede principaleTaranto
SettoreTrasporto
Prodottitrasporto pubblico
Sito web

L'AMAT (sigla di Azienda per la Mobilità nell'Area di Taranto) è l'azienda di trasporti pubblici di Taranto. Trasformata in Società per azioni il 12 gennaio 2001, gestisce il trasporto dei passeggeri via terra mediante autobus e biciclette, e via mare mediante motonavi che permettono collegamenti veloci tra il Mar Piccolo ed il Mar Grande, nonché con le Isole Cheradi durante il periodo estivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1948, i tranvieri che operavano presso la Società Tramvie Elettricità Taranto (STET)[1], storico esercente della rete tranviaria di Taranto, costituirono la Società Tramvie e Autobus Taranto S.r.l., una cooperativa per azioni a responsabilità limitata: si decise di eliminare progressivamente tutte le linee tranviarie e di acquistare i primi autobus, che lentamente sostituirono i tram. Dall'unione dei due percorsi tranviari esistenti nacque la linea numero 1/2, rimasta asse portante del trasporto pubblico tarantino.

Negli anni sessanta, grazie al nuovo stabilimento siderurgico che funse da volano per tutta l'economia locale, l'Azienda poté operare in un contesto economico sostanzialmente positivo. Il parco aziendale della STAT contava un centinaio di autobus, tutti con la guida a destra e con la classica verniciatura esterna bicolore verde. Negli anni settanta, avvenne la municipalizzazione della società, ribattezzata AMAT, che rilevò gran parte delle vetture senza modificarne il numero di matricola aziendale: tra questi furono acquisiti diversi minibus, due Fiat 404 Cansa e numerosi Fiat 411 Cansa e Menarini[2].

A causa della forte inflazione e delle crisi petrolifere del 1973 e del 1979, si decise di limitare l'uso delle automobili private, pertanto venne disposto l'uso gratuito del mezzo pubblico per tutta la cittadinanza. In quegli anni l'AMAT migliorò notevolmente il servizio, sia rinnovando il parco vetture con l'introduzione di nuovi autobus (Fiat 410 Menarini e Cameri, Fiat 418 AC e AL Cameri, Mercedes-Benz O305 e verso la fine l'Inbus U210), sia costruendo pensiline alle fermate ed offrendo la possibilità di acquistare i titoli di viaggio anche a terra: iniziò così a scomparire la figura del bigliettaio a bordo dei mezzi[2].

Dal 2001 la municipalizzata è stata trasformata in Società per azioni, e dal 2003 è stato istituito il servizio di idrovie, grazie all'utilizzo delle due motonavi Clodia e Adria, acquisite dall'Azienda Consorzio Trasporti Venezia: esse collegano Piazzale Democrate a Capo San Vito, passando dal Mar Piccolo al Mar Grande attraverso il canale navigabile. Durante il periodo estivo raggiungono le Isole Cheradi attraccando al molo dell'Isola di San Pietro[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oreste Serrano, Storia del Trasporto Urbano della città di Taranto..., op. cit.
  2. ^ a b AMAT - La storia. Sito aziendale. URL consultato nel dicembre 2014.
  3. ^ Il servizio idrovie, su amat.taranto.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oreste Serrano, Storia del Trasporto Urbano della città di Taranto dal 1885 ai giorni d'oggi, Centro Studi L'Altritalia, Taranto, 1985.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]