Womb

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Womb
Womb (2010) Benedek Fliegauf.png
Titolo originale Womb
Lingua originale inglese
Paese di produzione Germania, Ungheria, Francia
Anno 2010
Durata 111 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico, sentimentale, fantascienza
Regia Benedek Fliegauf
Soggetto Benedek Fliegauf
Produttore Marc Baschet, Peter Hermann, Cédomir Kolar, István Major, Verona Meier, Gerhard Meixner, András Muhi, Roman Paul, Edda Reiser
Produttore esecutivo Daniela Meixner, Ernö Mesterházy, Mónika Mécs
Casa di produzione Razor Film Produktion GmbH, Inforg Stúdió, Asap Films, arte France Cinéma, ZDF/Arte, Boje Buck Produktion
Art director Seth Turner
Fotografia Péter Szatmári
Montaggio Xavier Box
Effetti speciali Norbert Skodock
Musiche Max Richter
Scenografia Britta Albert
Costumi Mariano Tufano
Trucco Orla Carrol, Maike Heinlein, Jeanette Kellermann, Sabine Schumann
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Womb è un film del 2010 scritto e diretto dal regista ungherese Benedek Fliegauf.

È stato presentato in concorso alla 63ª edizione del Festival del film Locarno.[1] In Italia il film è uscito nelle sale il 31 agosto 2012, distribuito da Bolero Film.[2]

La pellicola unisce i tratti del genere drammatico/romantico al tema fantascientifico della clonazione senza ricorrere agli effetti speciali tipici del genere, tanto da essere stato definito un film di «fantascienza filosofica» e un «cloning thriller».[3][4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rebecca e Tommy sono due ragazzi che si piacciono sin da piccoli, ma si perderanno l'uno con l'altro fino a rincontrarsi da adulti e fare sbocciare di nuovo il loro amore. Ma la fortuna sembra abbandonarli, quando Tommy muore presto in un incidente. Il dolore di Rebecca è così forte che decide di rivolgersi ad un Istituto di Replicazione Genetica, dove si fa trapiantare nell'utero un clone di Tommy a cui lei darà una nuova vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il budget stimato è di 3.100.000 euro.[5]

Soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Il regista considera la storia molto vicina al mito di Orfeo e Euridice narrato in Le metamorfosi di Ovidio.[6]

Ha affermato di essere attratto dal tema della determinazione genetica e non dalla clonazione in sé, dicendo: «In generale, direi che la credenza dell'effetto che le caratteristiche ambientali hanno sulle persone sia estremamente esagerata, tanto quanto il potere dei geni è sottovalutato».[6]

Location e riprese[modifica | modifica wikitesto]

Un'abitazione a palafitta di Sankt Peter-Ording, simile a quella del film.

L'abitazione a palafitta dove si svolgono la maggior parte delle vicende è stata costruita appositamente per il film. Queste scene sono ambientate vicino a Sankt Peter-Ording in Germania, sull'estremità orientale della penisola di Eiderstedt, bagnata dal Mare del Nord. Il regista ha definito la costa «così incredibilmente ampia e piatta da far percepire una sensazione di eternità». Altre scene sono state girate sempre nel territorio della Germania settentrionale, sull'isola Sylt, location considerate dal regista perfette nei mesi invernali per conferire alle scene «la sensazione di galleggiamento che è il nucleo della pellicola».[6]

Complessivamente le riprese sono durate circa due mesi, dal 10 marzo 2009 al 4 maggio dello stesso anno.[5]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Boyd van Hoeij su Variety afferma: «Nonostante l'argomento insolito, il film del regista ungherese Benedek Fliegauf è molto convenzionale nella regia e nella narrazione, almeno fino alle inquietanti sequenze finali. [Fliegauf] è abile nell'esprimere i temi fondamentali [del film] in una stenografia visuale elegante, più poetica che gelidamente intellettuale».[7]

Eric Kohn su indieWire.com dice: «La performance della Green, incentrata sulla sua espressione continuamente compiaciuta mentre guarda il suo ragazzo che cresce, ha i suoi brividi inquietanti. Ma Fliegauf mette troppa fede nell'uso del silenzio, risultando privo di vigore, piuttosto che un silenzio lirico o di suspense».[4]

Ray Bennett di The Hollywood Reporter scrive «Se il regista e sceneggiatore ungherese, lavorando in inglese, avesse voluto colpire con più coraggio, le risposte a queste domande avrebbero avuto forza e il film sarebbe potuto diventare più che una premessa intrigante e belle immagini».[8]

Marco Grosoli scrive sul sito di Sentieri selvaggi: «L'artificio (pittorico) è solo la nostalgia dello scorrere "naturale" del tempo, così come la clonazione non è che la nostalgia del biologico. L'armonia visiva costantemente cercata da Fliegauf cerca il dipinto, ma trova la danza. È un limite, certo, ma in qualche misura è anche il fascino di questo "Benjamin Button dei poveri"».[9]

Valentina Torlaschi di Best Movie accomuna la pellicola a Non Lasciarmi di Mark Romanek, definendola «fantascienza senza effetti speciali, una sorta di fantascienza filosofica».[3]

Anche Kurt Halfyard nota delle somiglianze con il film di Romanek, scrivendo però di trovare Womb «più ambizioso e impegnato». E aggiunge: «Womb è un meraviglioso e visionario punto di partenza, un film magnificamente bello».[10]

Armando Andria su Schermaglie.it ha definito il film «Del tutto privo di autoironia, fedele alla sua autodefinizione di film d'autore a tutti i costi, Womb va così dritto incontro al suo destino: il ridicolo involontario» nonostante «il talento visivo dell'ungherese Fliegauf [...] trovi un'espressione vivida».[11]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« What are the consequences of giving birth to your dead boyfriend? »

(IT)

« Quali sono le conseguenze di dare alla luce il tuo fidanzato morto? »

(Tagline[12])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) David Hudson, Locarno Film Festival 2010 on Notebook, MUBI, 4 agosto 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  2. ^ Scheda completa del film Womb (2010), Movieplayer.it. URL consultato il 23 agosto 2012.
  3. ^ a b Valentina Torlaschi, Due film sulla clonazione. Per una fantascienza senza effetti speciali, Best Movie, 5 febbraio 2011. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  4. ^ a b (EN) Eric Kohn, Locarno Review A Man Copied: Benedek Fliegauf's "Womb", indieWire, 10 agosto 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  5. ^ a b (EN) Box office/business for Womb (2010), Internet Movie Database. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  6. ^ a b c (EN) Womb a film by Benedek Fliegauf (PDF), mozinet.hu. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  7. ^ (EN) Boyd van Hoeij, Womb - Film Reviews - Locarno - Review by Boyd van Hoeij, Variety, 25 agosto 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  8. ^ (EN) Ray Bennett, Womb -- Film Review, The Hollywood Reporter, 14 ottobre 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  9. ^ Marco Grosoli, LOCARNO 63 – “Womb” di Benedek Fliegauf (Concorso), Sentieri selvaggi, 10 agosto 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  10. ^ (EN) Kurt Halfyard, TIFF 2010: WOMB Review, Twitch Film, 18 settembre 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  11. ^ Armando Andria, Locarno 2010/WOMBIES – L’inattesa trilogia zombie - capitolo terzo Womb, schermaglie.it, 13 agosto 2010. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  12. ^ (EN) Taglines for Womb (2010), Internet Movie Database. URL consultato il 9 dicembre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]