Unione delle Forze Democratiche

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Unione delle Forze Democratiche
(BG) Съюз на Демократичните Сили (СДС)
Săjuz na Demokratičnite Sili (SDS)
Leader Emil Kabaivanov
Stato Bulgaria Bulgaria
Fondazione 7 dicembre 1989
Sede Sofia
Ideologia Conservatorismo,[1]
Cristianesimo democratico[1]
Collocazione Centrodestra
Coalizione Coalizione Blu
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Internazionale Democratica Centrista,
Unione Democratica Internazionale
Seggi Assemblea Nazionale
10 / 240
 (2009)
Sito web www.sds.bg

L'Unione delle Forze Democratiche (in bulgaro Съюз на Демократичните Сили, СДС, Săjuz na Demokratičnite Sili, SDS) è un partito politico bulgaro, a orientamento conservatore e cristiano-democratico.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La SDS è nata nel 1989 dall'unione di 11 partiti e movimenti politici, impegnati nella lotta al regime comunista. Nel corso del tempo alla SDS hanno aderito altri 6 movimenti e, nel 1997, ad opera di Ivan Kostov, primo ministro, SDS divenne un unico partito. La SDS è membro del Partito Popolare Europeo.

Per tutti gli anni '80, vari gruppi e movimenti anti-comunisti si riunirono dando vita ad un coordinamento per la democrazia, composto da tre membri per ogni partito o movimento. Želju Želev e Petăr Beron ne furono per molti anni rispettivamente portavoce e segretario. Alle elezioni del 1990, la SDS ottenne il 36,2% dei voti, eleggendo 144 seggi ed entrando nel governo Popov, a guida socialista (PSB). Nel 1991, alle nuove elezioni politiche, la SDS perse consensi, ma superò il BSP (34% a 33%) ed espresse il primo ministro con Filip Dimitrov. Il governo durò in carica solo un anno, sostituito da quello di Ljuben Berov, sostenuto da PSB e dai liberali di MDL. Alle elezioni del 1994, il PSB ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, 125 su 240, e la SDS rimase all'opposizione. Il governo, però, a causa della crisi economica, fu sfiduciato e costretto ad indire nuove elezioni nel 1997.

Le elezioni del 1997 e il primo governo di legislatura[modifica | modifica sorgente]

Nelle nuove consultazioni la SDS, con una lista formata insieme all'Unione Nazionale Agraria Bulgara (US), ottenne il 52,3% dei voti e guidò il nuovo governo con il proprio leader, Ivan Kostov. Il governo si impegnò nell'accelerare i passaggi per l'adesione all'Unione Europea. I tagli sociali ed alcuni fenomeni di corruzione favorirono, alle elezioni del 2001, l'affermazione del Movimento Nazionale Simeone II (NDSV), fondato dall'ex re Simeone II, che ottenne il 42,7% dei voti e la metà dei seggi. La Lista SDS-US crollò al 18,2%, eleggendo in tutto 51 deputati, contro i 137 del Parlamento uscente.

Dal 2005 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni del 2005, la SDS, presentatasi senza l'US, ottenne il 7,7% dei voti ed elesse 20 deputati, 7 in meno del Parlamento precedente.

Ciò che contribuì al calo della SDS fu la rottura con l'ex leader e primo ministro Ivan Kostov. Kostov, infatti, diede vita al partito Democratici per una Bulgaria Forte (DSB). Il nuovo partito ottenne il 6,5% dei voti ed elesse 17 seggi, quasi eguagliando il risultato della SDS. La SDS, come US e DSB, è stata esclusa dal nuovo governo, formato da socialisti (PSB), liberali (NDSV) e democratici-ungheresi (DPS).

Alle elezioni europee del 2007, UDF è crollato allo 4.74% dei voti. Unitosi in coalizione elettorale, detta "Coalizione Blu", ottiene un deputato europeo nelle elezioni del 2009, mancando un secondo dallo 0,01%. Con la rettifica del trattato di Lisbona, il 18° deputato bulgaro sarà attribuito all'UFD. Alle elezioni del 2009, la Coalizione Blu ottenne il 6,8% dei voti e 15 seggi, dieci dei quali andarono a SDS.

Alle elezioni politiche del 2013, SDS crollò all'1,4% dei voti e non elesse alcun deputato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Parties and elections - Bulgaria. URL consultato il 5 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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