Tsujigiri

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Tsujigiri (辻斬り o 辻斬 tsuji-giri, in italiano 'uccisione all'angolo della strada') è un termine giapponese ed indica la pratica del samurai, dopo aver ricevuto una nuova katana, sviluppato un nuovo stile o ricevuto un dono, di provarne l'efficienza attaccando persone inermi, in particolare durante la notte. [1] I praticanti di quest'arte sono conosciuti anch'essi come tsujigiri.[1]

Originariamente, la pratica consisteva in duelli individuali tra Samurai, ma le regole del bushidō furono dimenticate durante il periodo d'Edo, e lo tsujigiri divenne sempre più deplorevole. Era comune, per un rōnin, attaccare inermi.

La pratica di attaccare inermi era comune durante il Periodo di Edo, quindi il governo d'Edo fu costretto a renderlo fuorilegge e a punire capitalmente gli offensori [1]

Importanza filosofica[modifica | modifica wikitesto]

La pratica del tsujigiri è stata citata notevolmente dal movimento filosofico del relativismo, in particolare da Mary Midgley nel suo lavoro datato 1989 Non possiamo giudicare moralmente?[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c つじぎり 【辻斬り】 国語辞書 - エキサイト辞書. Excite.co.jp. Retrieved 22009-31-12.
  2. ^ Midgley, Mary. Can't We Make Moral Judgements? Bristol Press 1989. ISBN 1-85399-166-X