The Lamb

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L'agnello
Titolo originale The Lamb
William Blake - Songs of Innocence and Experience - The Lamb.jpg
illustrazione della poesia disegnata da Blake stesso
Autore William Blake
1ª ed. originale 1789
Genere poesia
Lingua originale inglese

The Lamb (L'Agnello) è una poesia del poeta e incisore inglese William Blake; è una delle poesie più note tra quelle della raccolta Songs of Innocence.

Testo[modifica | modifica sorgente]

Originale (inglese)
Little Lamb, who made thee?
Dost thou know who made thee?
Gave thee life, and bid thee feed
By the stream and o'er the mead;
Gave thee clothing of delight,
Softest clothing, woolly, bright;
Gave thee such a tender voice,
Making all the vales rejoice!
Little Lamb, who made thee?
Dost thou know who made thee?


Little Lamb, I'll tell thee,
Little Lamb, I'll tell thee:
He is called by thy name,
For He calls Himself a Lamb.
He is meek, and He is mild;
He became a little child.
I a child, and thou a lamb,
We are called by His name.
Little Lamb, God bless thee!
Little Lamb, God bless thee!
Traduzione
Agnellino, chi ti fece?
Sai chi ti fece?
Ti diede la vita, e ti disse di nutrirti
Dal ruscello e sopra il prato;
Ti diede un vestito di delizia,
Il più morbido vestito, di lana, chiaro;
(Chi) Ti diede una così tenera voce,
da fare gioire tutte le valli!
Agnellino, chi ti fece?
Sai chi ti fece?


Agnellino, te lo dirò,
Agnellino, te lo dirò:
Egli è chiamato col tuo nome,
Poiché Egli Si chiama Agnello.
Egli è mite, ed Egli è buono;
Divenne un piccolo bambino.
Io un bambino, e tu un agnello,
Siamo chiamati col Suo nome.
Agnellino, Dio ti benedica!
Agnellino, Dio ti benedica!

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

La poesia è formata da due strofe di dieci versi ciascuna, con rime baciate. Sono presenti alcuni arcaismi come 'dost' (do you) e thee (you, pronome complemento). Si presenta come una canzoncina per bambini, e infatti l'intento dell'autore era quello: vi sono allitterazioni di suoni dolci e una semplicità unica del lessico. Tuttavia, dietro un'apparente forma di filastrocca, il significato più profondo è un altro; il poeta vede se stesso come un bambino che, insieme all'agnellino, guarda il mondo con l'innocenza tipica dell'infanzia e degli esseri miti per antonomasia. Nella prima strofa l'autore pone delle domande a cui risponderà nella seconda, questo a simboleggiare l'amore di Dio verso l'agnello che vive in questa sorta di giardino dell'Eden.

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