Terremoto dell'Irpinia

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« Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano. »
(Alberto Moravia)
Scheda Terremoto
Data Evento 23 novembre 1980
Epicentro Conza della Campania
Magnitudo Richter 6,8
Intensità Mercalli 11
Morti 2914

Il terremoto dell'Irpinia si verificò il 23 novembre 1980. Caratterizzato da una magnitudo 7 della scala Richter, con epicentro nel comune di Conza della Campania (AV), causò circa 280.000 sfollati, 8.850 feriti e 2.735 morti.

Indice

[modifica] La scossa

Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980: una forte scossa di magnitudo 6,9 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi. I comuni più colpiti, alla fine, risulteranno quelli di Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania e Teora, tutti in provincia di Avellino.

A Napoli, a seguito della scossa, crolla un palazzo in via Stadera a Poggioreale, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti.[1]

[modifica] I numeri

  • Durata della scossa principale: 90 secondi
  • Morti: 2914
  • Feriti: 8850
  • Comuni colpiti: 3 "disastrati", circa 100 "danneggiati".

[citazione necessaria]

[modifica] La ricostruzione

I comuni originariamente colpiti furono "relativamente pochi", ma il loro numero è però lievitato nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici (stime del 2000 parlano di 58.640 miliardi nel corso degli anni), ed era interesse dei politici locali far sì che i territori amministrati venissero inclusi in quest'area. La ricostruzione, nonostante l'ingente quantità di denaro pubblico versato è stata per decenni incompleta[2]. [citazione necessaria]

[modifica] Fondi e appalti

La prima stima dei danni del terremoto venne fatta nel 1981 e parlava di circa 8000 miliardi di lire. La stessa cifra venne rivista varie volte, fino a raggiungere quota 60000 miliardi. In Irpinia la Guardia di Finanza scoprì fienili trasformati in piscine olimpiche mai ultimate, o in ville. Individuò finanziamenti indirizzati a imprenditori plurifalliti e orologi con brillanti regalati con grande prodigalità ai collaudatori dello Stato. Il senatore DC Ortensio Zecchino nel 1980 fece mettere anche decine di centri irpini e sanniti coinvolti in un sisma di 26 anni prima. Nel marzo del 1987 i giornali rivelarono che le fortune della Banca Popolare dell'Irpinia erano strettamente legate ai fondi per la ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia del 1980. Tra i soci che traevano profitto dalla situazione c'era la famiglia di De Mita con Ciriaco proprietario di un cospicuo pacchetto di azioni che si erano rivalutate grazie al terremoto. I titoli erano posseduti anche da altri parenti. Seguì un lungo processo che si concluse nell'ottobre del 1988 con la sentenza: secondo i giudici del tribunale romano chiamato a giudicare sulla controversia, era giusto scrivere che i fondi del terremoto transitavano nella banca di Avellino e che la Popolare è una banca della Dc demitiana. Appresa la sentenza, l'Unità pubblicò il 3 dicembre un articolo in prima pagina dal titolo eloquente: «De Mita si è arricchito con il terremoto».[3] Nell'inchiesta denominata "Mani sul terremoto" saranno coinvolti l'on. Ciriaco De Mita, l'on. Paolo Cirino Pomicino, il sen. Salverino De Vito, l'on. Vincenzo Scotti, l'on. Antonio Gava, l'on. Antonio Fantini, l'on. Francesco De Lorenzo, l'on. Giulio Di Donato e il commissario on. Giuseppe Zamberletti. [citazione necessaria]

[modifica] Evoluzione dei numeri nel corso degli anni

  • Regioni colpite: 3 - Campania, Basilicata e Puglia
  • Numero di Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia) di cui 3 disastrati
  • Superficie colpita: 17.000 km²
  • Popolazione coinvolta: 300.000 abitanti
  • Abitazioni ricostruite a spese dei contribuenti: 150.000
  • Contributi pubblici Stato italiano (all'anno 2000): 58.640 miliardi di lire (Circa 30 miliardi di Euro)
  • La finanziaria 2006 ha stanziato ulteriori 100 milioni di euro per la ricostruzione
  • Contributi da paesi esteri: Stati Uniti (70 milioni di dollari); Germania (32 milioni di dollari)

[citazione necessaria]

[modifica] Note

  1. ^ Si veda il resoconto stenografico pubblicato dalla Camera dei Deputati il 4 dicembre 1980.
  2. ^ Ippolito Negri. La grande abbuffata: Mani rapaci sull'Irpinia del terremoto, ASEFI, 1996, ISBN 8886818084
  3. ^ Si veda l'articolo pubblicato da Panorama nel 1992.

[modifica] Bibliografia

  • Ippolito Negri. La grande abbuffata: Mani rapaci sull'Irpinia del terremoto, ASEFI, 1996, ISBN 8886818084

Bibliografia scientifica Postpischl D., Branno A., Esposito E.G.I., Ferrari G., Marturano A., Porfido S., Rinaldis V., Stucchi M., (1982): Southern Italy November 23, 1980 earthquake. Macroseismic survey. 7 ECEE, Athens, p. 25-51.

Postpischl D., Branno A., Esposito E.G.I., Ferrari G., Marturano A., Porfido S., Rinaldis V., Stucchi M., (1985): The Irpinia earthquake of November 23, 1980. Atlas of isoseismal maps of italian earthquakes. CNR-PFG N. 114 V.2A.

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