Terrazzo (Italia)

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Terrazzo
comune
Terrazzo – Stemma Terrazzo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Sabrina Chinaglia in Pelizza (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°10′00″N 11°24′00″E / 45.166667°N 11.4°E45.166667; 11.4 (Terrazzo)Coordinate: 45°10′00″N 11°24′00″E / 45.166667°N 11.4°E45.166667; 11.4 (Terrazzo)
Altitudine 12 m s.l.m.
Superficie 20,53 km²
Abitanti 2 334[1] (01-01-2012)
Densità 113,69 ab./km²
Frazioni Begosso, Nichesola
Comuni confinanti Bevilacqua, Boschi Sant'Anna, Legnago, Villa Bartolomea, Castagnaro, Merlara (PD), Castelbaldo (PD)
Altre informazioni
Cod. postale 37040
Prefisso 0442
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023085
Cod. catastale L136
Targa VR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti terrazzani
Patrono san Paolo
Giorno festivo 25 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Terrazzo
Posizione del comune di Terrazzo all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Terrazzo all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Terrazzo (Teràsso o Teràzo in veneto[2]) è un comune italiano di 2.334 abitanti della provincia di Verona.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Terrazzo dista 51 chilometri da Verona (6 km da Legnago, da sempre città di riferimento) ed è situato nella parte sud est della provincia di Verona. Confina anche con la provincia di Padova (comuni di Merlara e Castelbaldo). È lambito dal fiume Adige nella parte meridionale del territorio comunale, nella quale sorgono le due frazioni comunali: Begosso e Nichesola. Il fiume è scavalcato (dal 2008) da un ponte lungo circa 700 metri che collega Terrazzo alla sponda destra riducendo di molto la distanza con i due comuni contigui di Villa Bartolomea e di Castagnaro, anch'essi posti, come Terrazzo, all'estremo Sud della provincia di Verona e da sempre in rapporti con Terrazzo (fino a cinquant'anni fa con un apposito traghetto dalla frazione di Begosso. Inoltre il centro del paese è attraversato da un altro corso d'acqua, il Terrazzo che taglia in due il centro urbano, canale oggi solo a funzioni irrigue, regolato da un sistema di chiuse, ma in passato utilizzato anche per piccoli trasporti di merci su piccole chiatte.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia del toponimo non è ancora del tutto chiara. L'ipotesi più accreditata è quella che associa il nome del comune al termine derivante dall'antica lingua veneta torazo nel senso di torrione, bastione (il paese è citato in un documento ecclesiastico del 1145 come Turracii). La torre corrisponderebbe ad una fortificazione costruita attorno al XII secolo presente in una storica villa del paese.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Nel simbolo che rappresenta il comune, compare l'elemento che da sempre è legato a Terrazzo e al suo nome, la torre. Essa appare merlata, dorata e murata di nero, compresa in uno scudo dallo sfondo rosso arricchito dalla corona di comune nella parte superiore e da due ramoscelli, uno di alloro, l'altro di quercia in quella inferiore.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Preistoria[modifica | modifica sorgente]

La zona ha avuto una popolazione numerosa e stabile ed organizzata in abitati nell'ultimo periodi dell'Età del bronzo. Fra il 1400 e 1200 a.C., le presenze più antiche sono del 1600 a.C. La comunità fu stimata intorno alle 300-400 persone. I ritrovamenti più importanti sono stati fatti nel capoluogo in via Brazzetto durante la recente costruzione delle scuole elementari.
Da sottolineare la presenza di un ecosistema discretamente diverso: mancava l'Adige. Il corso del fiume si modificò ed inizio a passare da Terrazzo nell'Alto Medioevo in seguito alla rotta della Cucca.

La storia[modifica | modifica sorgente]

In epoca romana la zona era attraversata dalla strada consolare romana via Emilia, costruita ai tempi della Repubblica romana nel 175 a.C. dal console Marco Emilio Lepido.

La strada partiva da Bologna e terminava ad Aquileia attraversando l'Adige a Montagnana (che allora era lambita dall'Adige sino al VI secolo E.V.) e servendo tutti i centri dell'impero romano esistenti in zona. La presenza della strada è stata confermata da rilievi aerofotogrammetrici che ne trovarono tracce fino a Begosso[3]. Per il cambiamento strutturale della zona (modifica del corso dell'Adige nel VI secolo) è probabile che fu una delle poche strade romane che non furono seguite da vie di comunicazione moderne. Con la rotta della Cucca (17 ottobre 589) si modificò in maniera molto negativa la vita a Terrazzo e in gran parte della bassa veronese, da una situazione di terre fertili e sicure da inondazioni, si formarono per centinaia di anni delle situazioni di equilibri precari, nel tempo di stabilizzazione del nuovo alveo dell'Adige il territorio fu soggetto ad abbandono in seguito alla creazione di una grande ed instabile palude sino al X secolo E.V. Pochi centri abitati rimasero stabili e dopo 300-400 anni il territorio riprese forma nel modo come lo vediamo adesso. La maggior certezza del letto dell'Adige permise di fare lavori di bonifica e difesa efficaci, dopo un periodo terribile per la zona dove ai problemi del nuovo fiume si sommò l'instabilità politica nata dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente con le conseguenze di scorrerie di nuovi e vecchi barbari.

Bovosio (Begosso) appare in documenti la prima volta nel 932 in una donazione del diacono di Verona al Capitolo della Cattedrale. Il paese fece parte delle dodici ville che versavano le decime alla pieve di San Pietro in Tillida del 1161 l'ultima edificazione, attualmente conosciuto come San Pietro in Cantalovo. In quei tempi era una pieve veronese importante, ora appare nelle bibliografie ad esempio del sistema delle decime che permetteva la sopravvivenza di chiese che non avevano territori propri.

Nichesola prende il nome da una famiglia nobile che sin dal X secolo possedeva i terreni della zona.

Il paese attuale di Terrazzo risale al XII secolo e nel 1234 durante lo scontro fra Ezzelino III da Romano contro Legnago fu teatro di scontri per il controllo del fortilizio (oggi in rovina). Nel 1630 la zona fu fortemente colpita dalla peste, portata da soldati olandesi di stanza a Mantova. La bassa veronese fu colpita duramente per la concomitante carestia che costringeva la gente a nutrirsi senza troppe protezioni.

Nel XVII secolo era attivo a Begosso un porto attrezzato per l'attracco di barconi per il trasporto della ghiaia e un traghetto per le merci molto attivo. Nel 1813, le ragioni sconosciute si possono ipotizzare, le truppe austriache distrussero il porto e il traghetto fu limitato. Al sistema precedente di sostituì un piccolo traghetto soprannominato la Finanza, comunque molto utile, stante la lunga distanza (12 km) altrimenti da percorrere per raggiungere i confinanti comuni veronesi di Villa Bartolomea e Castagnaro utilizzando il ponte di Legnago (VR).

Fin dal XVIII secolo la via d'acqua che attraversa il centro abitato prese il nome di Terrazzo. È lunga 24 chilometri, parte da Bonavigo ed arriva a Merlara nel padovano, dove si innesta sul fiume Fratta. Si tratta di un'opera che ha come scopo la regolazione delle acque, l'irrigazione e, in passato, anche il trasporto di chiatte. È regolato da un sistema di chiuse.

In epoca recente il comune è divenuto notissimo a livello nazionale per aver dato i natali ed ospitato un famoso criminale, che assassinò diverse prostitute, seppellendo poi i corpi di alcune di esse nel terreno di sua proprietà vicino alla sua abitazione nel territorio del comune.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

San Paolo - XI secolo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Terrazzo è di origine molto antica e lo conferma la presenza del campanile risalente al 1100. Sulla facciata è riportata una scritta in onore a San Paolo e sempre al Santo patrono è dedicata l'immagine impressa sulla bandierina presente sulla sommità della facciata. Il campanile, posto a destra della chiesa, riporta un antico stemma nobiliare ed è dotato di una preziosa croce in ferro battuto di recente realizzazione; nella cella campanaria è presente un concerto di 6 campane in scala RE3 maggiore, opera della ditta Cavadini. All'interno la chiesa si presenta ad unica navata. Da ammirare il soffitto a cassettoni, la vetrata dell'abside che raffigura la conversione di San Paolo e l'arco che divide l'altare maggiore dalla navata databile al XVII secolo. Ai lati dell'altare sono appese due tele raffiguranti Sant'Antonio da Padova con in mano il Bambino Gesù (quella di sinistra) e San Bovo (sotto al quale è riportata l'immagine della chiesa parrocchiale) a cavallo con il cardinale Carlo Borromeo assieme a Santa Apollonia (che regge una tenaglia ed un dente) e alla figura della Madonna (su quella di destra). Sulla cantoria in controfacciata è presente un organo risalente al 1753, oggi (2014) non funzionante, sostituito nel servizio liturgico da uno più grande e moderno posto nell'abside. La chiesa è dotata di cinque altari laterali più l'altare maggiore. Entrando, i due di sinistra sono dedicati il primo alla Madonna Addolorata (1800), mentre il secondo al Crocifisso (un tempo votato a San Rocco e San Sebastiano, del 1690); il primo altare a destra invece è dedicato a Sant'Antonio (un tempo qui si trovava il fonte battesimale), il secondo è dedicato all'Immacolata Concezione (risalente al 1790), mentre il terzo ed ultimo è votato Sacro Cuore di Gesù; infine l'altare maggiore, dedicato al patrono San Paolo, realizzato nel 1741.

San Lorenzo Martire - XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

La nuova chiesa parrocchiale di Begosso venne costruita tra il 1845 e il 1856 su di una preesistente del Cinquecento che già era eretta su una precedente risalente all'XI secolo. Sulla facciata spicca un grande mosaico realizzato nel 1951 e situato sopra il portale d'ingresso tra due delle quattro colonne che sorreggono il timpano dotato di cornice sporgente. Ai lati dell'opera sono scavate due nicchie vuote. Il campanile, molto interessante, risale al 1912 e sorge staccato dalla chiesa. È dotato di cupola ottagonale che sovrasta la cella campanaria e l'orologio. All'interno dalla chiesa si può ammirare una preziosa tela raffigurante il martirio di San Lorenzo e una pittura a olio che rappresenta i santi Sebastiano, Cristoforo e al centro Lorenzo Martire. L'edificio sacro inoltre è dotata di un bel pavimento e di un nuovo organo. È curioso notare che, in occasione del restauro del 1845/46, l'ingresso della chiesa fu spostato nella sede attuale, mentre prima si trovava sul lato opposto, come si vede anche dalla stessa struttura della chiesa.

San Celestino - XII secolo[modifica | modifica sorgente]

Questa chiesa è a Nichesola e risale al 1330. Nel tempo venne ruotata di 180 gradi per esigenze di posizione geografica del centro della frazione. La facciata a capanna è molto semplice e ha anche appoggiato ad essa il campanile. Al centro è appesa una croce molto lavorata. Sempre sul fronte della chiesa è presente un portico a tre archi con l'arco di fronte alla porta d'ingresso più ampio e inserito dentro una piccola facciata a capanna. Al suo interno sono presenti opere di importante valore: oltre all'altare Maggiore, fiancheggiato da due statue in marmo ci sono un fonte battesimale del Cinquecento ed un crocifisso del 1720. Sono visibili sul lato destro della chiesa affreschi risalenti al 1748, scoperti però nel 1947 e nel 1980 in occasione di alcuni restauri, mentre sul muro opposto è dipinto un viso di un angelo, fatto risalire per le tecniche di disegno al Trecento, secolo di costruzione della chiesa. Altri elementi di abbellimento sono il soffitto del presbiterio a cassettoni decorati e un dipinto di metà Novecento impresso sulle pareti dell'abside. Sulla cantoria in controfacciata è presente un organo settecentesco a trasmissione meccanica, tuttora funzionante.

Ville[modifica | modifica sorgente]

Villa Fascinato[modifica | modifica sorgente]

Il complesso edilizio sorge in località Toran sulla strada per Legnago e risale al XV secolo. Prende il nome dalla famiglia che l'ha posseduta dal 1867, ereditandola dalla ricca famiglia dei Bevilacqua-Lazise, al 1996 quando venne venduta alla famiglia Chiari di Legnago (in precedenza fino alla metà del Seicento era appartenuta alla potente famiglia dei Nichesola). La villa costruita nel corso del Cinquecento contiene però elementi che risalgono anche ad un paio di secoli prima. Si può pensare che la villa e gli edifici annessi, un tempo facessero parte di un sistema difensivo adottato contro i Carraresi, signori di Padova, che avevano nelle vicine Montagnana e Castelbaldo due punti di forza. Villa Fascinato si presenta su due piani (il secondo costruito nel 1630) ed è fornita di quattro torri. La facciata è abbellita da decorazioni floreali sulle grondaie, da tante altre decorazioni attorno a finestre e porte e da un timpano con impresso il nome della famiglia Fascinato. L'interno della villa è di particolare importanza artistica; compaiono infatti molti affreschi e decori nelle stanze, dotate quasi tutte di camino, e raffinati materiali di costruzione. La villa è compresa all'interno di un parco, nel quale è presente un magnifico pozzo quattrocentesco e un oratorio risalente al 1884 e dedicato a San Carlo Borromeo, eretto per volere della signora Carlotta Fascinato allora proprietaria. Al suo interno oggi possiamo trovare solo poche delle opere che un tempo abbellivano la chiesetta: le più importanti sono un affresco raffigurante Carlo Borromeo e una Via Crucis impressa sul soffitto oltre che ad un valoroso altare.

Corte Bottagisio-Nani Mocenigo quindi Graziani-Pesarin - XV secolo[modifica | modifica sorgente]

La villa quattrocentesca è inserita all'interno di un complesso edilizio al quale appartengono anche rustici, aia e barchesse oltre alla torre medioevale, tutto circondata da un muro in cotto. La casa patronale conserva un loggiato a volta a botte e comprende molte stanze al suo interno viste le dimensioni della struttura. Si affaccia sul fiume Terrazzo, sul quale possiede anche un ponte circondato da piante secolari.

Ca' Nogarola[modifica | modifica sorgente]

Ca' Nogarola, edificio del XV secolo-XVI secolo, attualmente è utilizzato come asilo infantile parrocchiale. La struttura si differenzia dalle altre ville poiché presenta una loggia su due ordini appoggiate su colonne bugnate. All'interno mantiene comunque il disegno dell'antica casa veneta. Sono infatti presenti due saloni disposti centralmente al piano di appartenenza che conduce alle stanze laterali e all'ultimo piano la rimessa o granaio. Inoltre l'edificio è dotato di un grande parco circostante.

Villa Adele-Brizzi - XVII secolo (ora sede municipale)[modifica | modifica sorgente]

Questa villa era in passato di proprietà dei conti Brizzi che nel territorio comunale avevano svariati possedimenti. Annesso ad essa vi era il grande parco antistante, ora comunale e pubblico, nel quale sorgeva anche una ghiacciaia, un'area dedicata ai cavalli ed era collegato all'attracco delle chiatte sul fiume Terrazzo e alla chiesa parrocchiale attraverso un ponticello. L'edificio, acquisito dal comune nel 1921, è stato adibito a sede municipale. La facciata della villa è arricchita dal bel portale d'ingresso, da un piccolo balcone balaustrato oltre che da vasi e statue che la sovrastano. All'interno sono poco visibili gli affreschi che un tempo adornavano le sale e i cassettoni del soffitto. Un tempo la villa era affiancata da altri edifici, andati distrutti nel tempo.

Corte Baldiserotto - XV secolo-XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

Si trova nella frazione di Nichesola. Si presume che un tempo la villa fosse di proprietà della potente famiglia nobiliare dei Nichesola e che fosse collegata tramite una strada, a Villa Fascinato. È costruita su un altro edificio di origine molto antica e presenta una struttura con annessi altri fabbricati, tipico delle antiche corti rurali. L'edificio è ben conservato e presenta cornici in marcapiano. Al piano terra è presente un bell'arco in mattoni sovrastato da un balcone balaustrato del piano nobiliare alla quale si accede da una porta sempre ad arco. Il secondo piano era come in tutte le ville di campagna della zona, utilizzato come deposito di materiale o granaio. Una particolarità della villa è che sulla copertura spunta un abbaino che serviva a dar luce ed aria proprio al piano del granaio.

Villa Cucina-Ferri - XVI secolo[modifica | modifica sorgente]

Fino a qualche tempo fa la villa possedeva un magnifico giardino, un attracco privato lungo il fiume Terrazzo e un cunicolo segreto che conduceva alla vicina torre medioevale. Fu fondata nel Cinquecento dalla nobile famiglia veneziana dei Cucina che a Terrazzo si adoperarono varie volte nella conservazione e per la manutenzione del fiume antistante la villa. Oggi l'edificio resta in stato di abbandono. La facciata conserva ancora l'antico balcone in ferro battuto e sul tetto, un campanile che serviva a richiamare a raccolta i contadini che lavoravano nelle estese proprietà della villa. Nel lato meridionale la villa presenta tre piani. I primi due hanno tre aperture molto vicine tra loro e centrali, mentre il secondo ed ultimo piano, è impreziosito da due finestre in stile veneziano.

Villa Degani-Ghezzo Tardivo XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

La struttura della casa è tipica delle ville venete del Seicento, epoca alla quale appartiene la costruzione di questo edificio. La facciata è arricchita da preziose lavorazioni, tra le quali un balcone in ferro battuto e al secondo piano, una finestra ad arco sovrastata da un timpano che sorregge tre pinnacoli. All'interno la villa conserva una parte degli affreschi che un tempo la abbellivano. Attualmente al suo interno sono conservati molti oggetti preziosi ed una valorosa pinacoteca.

Villa Tomelleri-Degani - XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

La villa, che rispecchia le caratteristica della dimora veneta, è arricchita di preziose lavorazioni. Oltre ai portali in tufo e ai balconcini, all'interno sono presenti dei veri e propri capolavori. Il soffitto del salone centrale al piano terra è composto da dei bei decorati cassettoni, mentre la scala in tufo che conduce al piano superiore, quello nobile, presenta un soffitto anch'esso dipinto. Arrivati nel salone centrale superiore, si possono ammirare una moltitudine di affreschi in stile Liberty mentre nei quattro angoli sono presenti altrettanti medaglioni raffiguranti persone storiche molto importanti, Giuseppe Verdi, Cristoforo Colombo, Dante Alighieri e l'antico proprietario della villa il signor Tomelleri. In una delle stanze al piano nobile è presente un bel camino, lavorato in pietra di Verona, seicentesco. Nel secondo piano era presente il granaio.

Villa Venturi-Carrazzato - XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

L'edificio è di nobile origine. Lo confermano gli stemmi di due casati impressi sulle colonne laterali del cancello d'ingresso. La facciata della villa è ricca di raffinate lavorazioni, come l'arco del portone d'entrata o le finiture del balconcino. La struttura della casa è quella delle villa veneta seicentesca, formata dal salone centrale dal quale si accede alle stanze laterali sia al piano terra che a quello nobile. Il secondo piano ospita il granaio. Un tempo la villa possedeva nella parte antistante ad essa, uno splendido giardino che terminava a ridosso del fiume Terrazzo, mentre dietro vi erano annessi alcuni fabbricati, tra cui una barchessa ancora oggi visibile.

Fortificazioni[modifica | modifica sorgente]

Torre medioevale - XII secolo[modifica | modifica sorgente]

Denominato anche Torazo, sorge all'interno della corte di villa Bottagisio Nani-Mocenigo e oltre che essere un edificio storico di rilevata importanza, rappresenta anche il simbolo del paese, riportato anche nello stemma comunale. Proprio da questa struttura il paese avrebbe derivato i propri nome. Venne costruita agli inizi del XII secolo in difesa del territorio veronese contro quello dei Carraresi di Padova. Nei secoli successivi subì numerosi assalti ma li respinse sempre tutti. Assunse sempre la funzione di torre di avvistamento e di guardia. Attualmente la torre è mal conservata. Presenta due portoni ad arco che permettono l'entrata e l'uscita dalla corte nella quale sorge, e un magnifico tetto a botte (di recente costruzione, un tempo la struttura terminava con le merlature ancor oggi visibili). L'interno della torre si presenta anch'esso in completo stato d'abbandono e gli ultimi crolli stanno mettendo in gioco la stabilità dell'edificio.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il comune ha una attività essenzialmente agricola. Sono presenti coltivazioni estensive e piantagioni di mele con numerose aziende agricole collegate. Negli ultimi anni, con la formazione di una piccola zona artigianale, hanno provato ad inserirsi nel territorio piccole aziende legate al settore metalmeccanico, del mobile e a quello dell'edilizia.

Introduzione a Terrazzo della mela[modifica | modifica sorgente]

Il primo agricoltore ad importare il frutto nella zona di Terrazzo fu attorno al 1910 il signor Clemente De Togni che dopo alcuni studi in Svizzera decise che il terreno dei suoi campi di Begosso potevano sostenere la coltivazione delle piante da frutto. In pochi anni trasformò la tendenza agricola della zona da cerealicola a frutticola. Lo sviluppo si concretizzò attorno agli anni sessanta dello scorso secolo e nel comune di Terrazzo sorsero due grandi cooperative collegate alla coltivazione della mela: la S.C.O.B. e la C.O.T. Nelle campagne di Terrazzo vengono prodotte mele di alta qualità denominata qualità Belfor

La C.O.T. (Cooperativa Ortofrutticola Terrazzo)[modifica | modifica sorgente]

Iniziò a lavorare nel 1967 e raccolse per lo più agricoltori di Terrazzo e di Nichesola. Oggi conta 120 soci che producono oltre 90000 quintali di mele e pere e circa 10000 quintali di altra frutta (susine, albicocche, fragole). Ha ricevuto vari riconoscimenti ed è stata iscritta nella lista delle aziende più innovative del settore ortofrutticolo.

La S.C.O.B. (Società Cooperativa Ortofrutticola Begosso)[modifica | modifica sorgente]

La Società cooperativa venne fondata nel 1962 per commercializzare e conservare al meglio la frutta raccolta. Conta attualmente un centinaio di soci e riesce a conservare e trasformare circa 80000 quintali di frutta ed è dotata di un impianto per la lavorazione e la produzione di frutta sciroppata.

Persone legate a Terrazzo[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Festa di San Paolo Apostolo Patrono

Il 25 gennaio e i giorni più prossimi

Festa dell'estate

In giugno luglio nel parco comunale

Sagra dell'Addolorata

Terza domenica di settembre a Terrazzo

Sagra dell'Anara

Terza domenica di ottobre a Nichesola

Presepe Vivente

Da Natale all'Epifania presso il parco comunale

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Terrazzo fa parte dell'unione di comuni denominata Unione comunale dall'Adige al Fratta". L'unione è composta da cinque comuni: Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Minerbe e Terrazzo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1985 maggio 1990 Giulio Panziera Democrazia Cristiana Sindaco [5]
maggio 1990 aprile 1995 Giulio Panziera Democrazia Cristiana Sindaco [6]
aprile 1995 giugno 1999 Mauro Ziviani Lista Civica Sindaco [7]
giugno 1999 giugno 2004 Mauro Ziviani Lista Civica Sindaco [8]
giugno 2004 giugno 2009 Sabrina Chinaglia in Pelizza Lista Civica Sindaco [9]
giugno 2009 in carica Sabrina Chinaglia Lega Nord - Liste Civiche Sindaco [10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  3. ^ cfr. www.archeosub.it/articoli/fiumi/adigebgs.htm - consultato ad agosto 2013
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 1999. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato il 22 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]