Sapere

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Sapere
Stato Italia Italia
Lingua italiana
Periodicità attualmente bimestrale
Genere rivista di divulgazione scientifica
Formato cartaceo e web
Fondazione 1935
Sede Bari
Editore Edizioni Dedalo
Direttore Nicola Armaroli
Sito web http://www.saperescienza.it
 

Sapere è la prima rivista italiana di divulgazione scientifica; il primo numero è stato pubblicato nel gennaio del 1935 ad opera dell’editore Ulrico Hoepli. Attualmente, la rivista è pubblicata da Edizioni Dedalo con cadenza bimestrale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ulrico Hoepli fonda Sapere: i primi anni della rivista[modifica | modifica sorgente]

Copertina del primo numero del 1935

Dopo la morte di Ulrico Hoepli (Milano, 24 gennaio 1935), avvenuta poco dopo la pubblicazione del primo fascicolo, la rivista Sapere, assieme alla casa editrice e alla famosa libreria di Milano, passa nelle mani del nipote Carlo. La prima sede della rivista è a Roma, dove vive il direttore esecutivo, Raffaele Contu, affiancato da un direttorio composto da due fisiologi e un ingegnere: Ernesto Bertarelli, Carlo Foà e Raffaele Leonardi.

Del primo numero si stampano circa 100.000 copie “diffuse in tutto il Regno e nelle colonie”. Sin dall'inizio, la rivista pubblica articoli di divulgazione e attualità scientifica in fisica e biologia, presentando ricerche di base e applicate. Tra gli autori di Sapere spiccano importanti nomi, come quello di Guglielmo Marconi, Enrico Fermi, Edoardo Amaldi, Bruno de Finetti.

Edizioni di Comunità e la nuova gestione della rivista[modifica | modifica sorgente]

Nel 1962, Carlo Hoepli vende la testata a Edizioni di Comunità, ereditata da Roberto Olivetti alla morte del padre Adriano, suo fondatore nel 1946. La casa editrice romana pubblica la rivista per cinque anni, affidandola in un primo tempo alla direzione congiunta di Ulrico Hoepli jr, Romolo Saccomani e Renzo Zorzi. In un secondo momento, al solo Saccomani.

Con la nuova gestione, i settori d’interesse sono allargati alla sociologia e alle scienze politiche, con dibattiti sulla questione meridionale e sulla fame nel mondo. Il direttore Saccomanni è affiancato da un comitato scientifico costituito da personalità appartenenti a varie discipline.

Tra i componenti del comitato, Adriano Buzzati Traverso, genetista poi nominato direttore di Sapere cinque anni dopo, il genetista Luca Cavalli Sforza, il fisico Carlo Castagnoli, l’astrofisico Livio Gratton, il chimico Alfonso Maria Liquori, lo psicologo Cesare Musatti, ed Eduardo Scarano, fisiologo.

Nel 1967 le Edizioni di Comunità ridimensionano i loro programmi editoriali, rinunciando alla maggior parte dei periodici.

Edizioni Dedalo rileva Sapere[modifica | modifica sorgente]

Copertina del primo numero dopo il passaggio alle Edizioni Dedalo (1968)

Nel 1968, Sapere è acquisita da Raimondo Coga, proprietario della casa editrice Dedalo di Bari. Uomo di idee progressiste, il nuovo editore si fa portavoce del fermento che sarebbe di lì a poco sfociato nella contestazione studentesca, e nei movimenti di partecipazione collettiva alle scelte economiche e politiche del Paese.

Con l’editore Dedalo, Sapere attraversa diverse fasi. La rivista è inizialmente mensile e la direzione viene affidata ad Adriano Buzzati Traverso. L’obiettivo è quello di stimolare, attraverso il riferimento alla produzione scientifica internazionale, il rinnovamento della scienza italiana e la diffusione dei risultati più all’avanguardia dell’epoca: biologia e genetica, chimica dei polimeri e delle macromolecole, fisica delle particelle e delle alte energie, con un occhio di riguardo alla storia della scienza.

Dagli anni Settanta al Duemila: le fasi evolutive della rivista[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1969, Buzzati Traverso lascia la direzione di Sapere, che passa nelle mani dello stesso editore sino al 1974, anno in cui s’inaugura una nuova fase.

L’impostazione della rivista viene radicalmente cambiata. Il nuovo corso è guidato da Giulio Alfredo Maccacaro e Giovanni Cesareo, con un collettivo di redazione e un gruppo di collaboratori.

Sapere diventa più attenta e critica verso i mutamenti sociali e le lotte operaie per la tutela della salute, con numerose monografie dedicate a questi argomenti. Questa fase si conclude nel dicembre 1982, con un numero dedicato alla vita e alle opere dello psichiatra Franco Basaglia.

Nel 1983, la rivista è affidata alla direzione del fisico Carlo Bernardini, a cui si affianca il chimico Francesco Lenci nel 2006.

Dal 1995, Sapere diventa bimestrale. In questa fase, la rivista rifocalizza la sua attenzione alla scienza in senso stretto, cercando di recuperare la stima e il seguito della comunità scientifica e intellettuale. L’intento principale è quello di fornire al lettore gli strumenti per l’interpretazione delle scoperte scientifiche e dei progressi tecnologici, con un occhio critico alle conseguenze sul piano politico e sociale.

Dal 1996, si stabilisce una collaborazione fra Sapere e la rivista di scienze sul sito Galileo.[1]

Sapere oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2014, alla vigilia dell’ottantesimo anniversario della rivista, Claudia Coga, figlia di Raimondo Coga, nuovo direttore responsabile della testata, intraprende un progetto di rilancio e di rinnovamento della rivista, attraverso una ristrutturazione delle sezioni interne e una nuova veste grafica.

L’attuale direttore di Sapere è il chimico Nicola Armaroli. Il comitato editoriale è composto dai fisici Tommaso Castellani e Elena Ioli, e dal chimico Massimo Trotta.

Edizione cartacea[modifica | modifica sorgente]

L’edizione cartacea attuale comprende le seguenti sezioni:

  • Satellite: news di attualità scientifica dal mondo.
  • Articoli: testi di approfondimento in cui scienziati internazionali descrivono al grande pubblico le loro attività di ricerca in fisica, chimica, matematica, biologia, medicina, geologia, neuroscienze.
  • Rubriche: pagine su clima, matematica, fisica, geologia, chimica in cucina, astronomia, scienza e musica, scienza e società.
  • Una sezione che parla di scienza attraverso racconti, graphic novel, infografica, fotografia e arte.
  • Recensioni su saggi scientifici italiani e internazionali e consigli di lettura.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Galileo - Giornale di scienza, 2014. URL consultato il 17 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sapere gennaio 1935, n.1
  • Sapere gennaio 1974, n.768
  • Sapere annate 1974-1982
  • Sapere novembre-dicembre 1982, n.851
  • Sapere gennaio 1983, n.852
  • Sapere gennaio 1995, n.976
  • Sapere annate 2000-2013
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