Ponte Tresa

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Ponte Tresa
comune
Ponte Tresa – Stemma
1920: Ponte Tresa visto da Ponte Tresa Italia
1920: Ponte Tresa visto da Ponte Tresa Italia
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Lugano
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 45°58′10″N 8°51′40″E / 45.96944°N 8.86111°E / 45.96944; 8.86111 (Ponte Tresa)Coordinate: 45°58′10″N 8°51′40″E / 45.96944°N 8.86111°E / 45.96944; 8.86111 (Ponte Tresa)
Altitudine 275 m s.l.m.
Superficie 0,28 km²
Abitanti 773 (31 dicembre 2010)
Densità 2 760,71 ab./km²
Comuni confinanti Caslano, Croglio, Lavena Ponte Tresa (IT-VA)
Altre informazioni
Cod. postale 6988
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5213
Targa TI
Nome abitanti pontresini
Circolo Magliasina
Localizzazione
Ponte Tresa è posizionata in Svizzera
Ponte Tresa
Ponte Tresa – Mappa
Sito istituzionale

Ponte Tresa[1] (Punt da Tresa in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, situato nel Malcantone, sulla falda meridionale del colle Rocchetta, affacciato sul Lago di Lugano. Con i suoi 28 ettari di superficie è il comune più piccolo di tutta la Svizzera.

È terminale della Ferrovia Lugano-Ponte Tresa che collega il Malcantone alla città di Lugano dal 1911.

Indice

[modifica] Storia

Il ponte che attraversa la Tresa fu teatro di diversi avvenimenti storici: una colonna di guerrieri Franchi calata da Bellinzona giunse nel 590 d.C. fin qui per combattere contro un corpo di Longobardi in ritirata verso Varese. Il 3 luglio 820, l'imperatore Luigi il Pio dona alla chiesa dei Santi Abbondio e Pelagio di Como tutto il territorio che si estende da Cadro a Ponte Tresa[2], Nel 965 vi transitarono gli imperatori Ottone II (di ritorno da Roma) e nel 1004 Enrico II (diretto a Zurigo), Federico I Barbarossa e Federico II di Svevia.

A Ponte Tresa cadde prigioniero dei Torriani, signori di Milano, nel 1264, il condottiero locarnese Simone Orelli, con il nipote Guidotto[3]. Alla vigilia della battaglia di Giornico qui giunsero nel 1478 in ricognizione le avanguardie confederate e leventinesi e nel 1481 Ludovico Sforza detto il Moro impedì il passaggio dei bleniesi, diretti a Milano, a causa della peste che infieriva nella loro valle.

Nel Quattrocento fu "terra privilegiata" dal duca di Milano Gian Galeazzo Sforza mediante l'esonero di numerose imposte in cambio della manutenzione della via d'acqua e del ponte. La Confederazione dei 12 Cantoni Svizzeri[4] nel 1513 confermò i privilegi. Il 9 maggio 1517 la pace e trattato di Ponte Tresa sancì che Stabio ed altre terre del Mendrisiotto appartenessero ai dodici Cantoni elvetici in cambio di Domodossola[5].

Nel 1501 lungo la Tresa si registrarono scontri tra le truppe francesi del re Luigi XII e gli Svizzeri che si contendevano il possesso del ducato di Milano dopo la caduta del Moro. Altri seimila Svizzeri calarono quindi verso la pianura lombarda nel 1510 per poi ripassare sconfitti dopo la battaglia di Marignano nel 1515.

Proveniente da Novara nel settembre 1799] transitò sul ponte l'esercito di 22000 uomini del generalissimo russo Aleksandr Vasil'evič Suvorov, diretto a Zurigo allo scopo di combattere l'esercito francese[6]. guidato dal generale Andrea Massena.

Nel 1810 le truppe di occupazione del Regno d'Italia, al comando del generale Achille Fontanelli, da qui penetrarono nel Cantone Ticino (appena creato nel 1803) per stroncare la violazione del blocco commerciale contro l'Inghilterra dovuto al prosperare del contrabbando delle merci coloniali.

[modifica] Personalità

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Silvano Grandi dal 04/04/2004

Le forze politiche che amministrano l'esecutivo e il legislativo comunale di Ponte Tresa sono il PLR, Onda Nuova Ponte Tresa e Ponte Tresa Viva (ora PPD).[7].

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[8] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[9].

L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto da Bernardino Rossi.

[modifica] L'Archivio storico (ASPT)

  • È stato fondato nel settembre del 2000 da don Francesco Dario Palmisano, parroco di Ponte Tresa, e dal signor Eros Manghera, Presidente del Consiglio parrocchiale, per la ricerca di documenti su Ponte Tresa e dintorni e per la loro pubblicazione. Fino al 2008 l'ASPT ha pubblicato 12 Quaderni e 8 Volumi: i Quaderni, che sono di circa 40-44 pagine ciascuno, hanno l'obiettivo di portare la storia al popolo; i Volumi, di circa 300-400 pagine ciascuno, in formato A4 e rilegati, costituiscono un "corpus" di documenti di circa 2500 pagine, che spaziano dal medioevo ai nostri giorni: il primo documento in cui è citata Ponte Tresa è dell'anno 875 dopo Cristo, il primo documento in cui è citato <un piccolo ma profondo fiume> la (Tresa) che esce dal lago Ceresio o di Lugano, è del 590[10].
  • Attorno all'ASPT si è creata una sorta di grande club di amici dell'ASPT (anche al di fuori di Ponte Tresa), che seguono con attenzione e simpatia la continua produzione di documenti, che illuminano di luce riflessa, e spesso anche di luce diretta, la storia di altri paesi della regione del Malcantone, che si estende dal fiume Vedeggio fino a Ponte Tresa.
  • Nel settembre del 2010 è stato celebrato il primo decennio dell'Archivio storico di Ponte Tresa. In tale anno i Quaderni passeranno da 12 a 14, e i Volumi da 8 a 10. Per tale ricorrenza, la Pro Ponte Tresa pensa di organizzare la terza Mostra fotografica di Ponte Tresa.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Il villaggio, comparabile a Morcote o a Bissone per la posizione sul lago e la formazione urbanistica, ha perso molto del suo aspetto originale a causa della costruzione di numerosi edifici moderni inadeguati allo stile del piccolo centro. La costruzione del ponte e della nuova strada cantonale a lago ha comportato il sacrificio di molte tipiche case a loggiati che si affacciavano sulla riva del lago Ceresio.

[modifica] Edilizia religiosa

  • La chiesa parrocchiale di San Bernardino da Siena[11] appartenne fino al 1821 alla parrocchia italiana di Lavena Ponte Tresa. Gli archivi comunale e parrocchiale, preziosa fonte di notizie storiche, si sono arricchiti delle recenti pubblicazioni, frutto degli appassionati studi del parroco don Francesco Dario Palmisano che gettano una nuova luce su fatti e personaggi legati al villaggio di frontiera.
  • Tra le opere più antiche di Ponte Tresa è da segnalare un affresco che si trova nella controfacciata della Chiesa parrocchiale di Ponte Tresa. È quanto resta degli affreschi esistenti nella cappella medievale, abbattuta agli inizi del Seicento per costruirvi, al suo posto, l'attuale chiesa parrocchiale che fu terminata a metà del Settecento. L'affresco del 1500 è attribuibile al pittore Bartolomeo da Ponte Tresa, allievo o seguace di Bernardino Luini.

[modifica] Edilizia civile

  • Rimaste sulla riva del fiume si notano la casa Bella e la Casa Zampini (già Stoppani)[12];
  • sul poggio sorge l'imponente Villa Stoppani (la quale è abbandonata da 90 anni), costruita a mo' di castelletto dall'ingegnere Edoardo De Stoppani per Leone De Stoppani[13]. L'oratorio famigliare dedicato all'Immacolata Concezione, risalente al 1663, fu inglobato e trasformato in salone di ricevimento nel 1865.
  • In prossimità della chiesa un'interessante costruzione razionalistica ospitante la scuola elementare comunale e una sezione di scuola media fu realizzata dall'architetto Giampiero Mina di Croglio nel 1953.
La villa Menotti
  • L'edificio doganale del 1910 è un dignitoso edificio con risalto centrale, dovuto all'architetto Bernardo Ramelli (1873-1930) di Grancia, negli anni 1989-1993 è stato ristrutturato e innalzato dall'architetto Pietro Boschetti (nato nel 1947) di Vezio.
  • In via Lugano il palazzo Tramezzani con angolo smussato, coronato da un frontone con balaustra e decorazioni pittoriche di Luigi Pellegrini e Giuseppe Stoppani venne eretto nel 1914 dall'architetto Giuseppe Bordonzotti (1877-1932) di Croglio cui si deve anche
  • la Villa Menotti con torretta belvedere ottagonale e con facciate ricche di decorazioni plastiche e di graffiti eseguiti nel 1914 dal pittore Luigi Demarchi (1866-1932) di Astano, eretta nel 1912 sopra la linea ferroviaria Lugano-Ponte Tresa: buon esempio di stile eclettico.
Il trenino della linea Lugano-Ponte Tresa
  • Più in alto la Villa La Rocchetta(abbandonata anch'essa da 90 anni) è una costruzione della metà del XIX secolo, rimaneggiata e decorata in finto legno nel 1895 da Luigi Pellegrini.
  • Il palazzo moderno, sede del Municipio, allineato alle case circostanti, rappresenta una felice inserzione architettonica del nuovo stile razionalista nell'antico agglomerato tradizionale.
  • La stazione terminale della linea ferroviaria Lugano- Ponte Tresa realizzata nel 1911 e tuttora utilizzata per il traffico pendolare.
  • In collina, visibili da ogni lato, vi sono casette secondarie a scatoletta, che rappresentano una zona isolata.
  • Nel territorio comunale il lago si chiude a formare l'emissario del fiume Tresa che si getta nel Lago Maggiore a Germignaga. Questo restringimento è stato sempre un guado importantissimo prima della costruzione del ponte di Melide. Per raggiungere Lugano, infatti, o si giungeva da Porlezza o da Ponte Tresa, da qui l'importanza strategica del luogo e del borgo. Il ponte antico venne ricostruito nel 1477, e le locali famiglie patrizie Crivelli[14] e Stoppani beneficiarono dei diritti di pedaggio fino al 1828. Un nuovo ponte in pietra venne eretto nel 1846, per essere poi demolito nel 1962 e sostituito a monte da quello attuale in cemento armato, che continua con la strada che conduce alla Dogana e all'omonimo comune italiano di Lavena Ponte Tresa, facendo sparire la riva naturale del lago.

[modifica] Edilizia militare

Sopra al villaggio, in località Rocchetta, si riconoscono i resti della cinta muraria del castello medievale di San Martino, munito di torre e cisterna. La fortezza fu espugnata e distrutta nel 1122 durante la Guerra decennale tra Milano e Como[15].

[modifica] Demografia

Abitanti censiti

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Virgilio Chiesa, Lineamenti storici del Malcantone, Francesco Bertoliatti, Profilo storico di Sessa, 1961.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 256, 319, 393, 479-480.
  • Adolfo Caldelari, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975, 130-131.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 245-246.
  • Plinio Grossi, Il Malcantone, riedizione della Guida Galli-Tamburini, Fontana Print S. A. Pregassona 1984, 111-114, 144, 148.
  • Giovanni Maria Staffieri, "Ponte Tresa", in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno 1985, 46-47.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, (ristampa) Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Francesco Dario Palmisano, Volumi 8 e Quaderni 12 per circa 2500 pagine pubblicate dall'Archivio storico di Ponte Tresa: volume 1. Il Codice paleografico della pesca e delle peschiere nel fiume Tresa e nello stretto di Lavena..., Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2003; Idem, volume 2. Il Patriziato di Ponte Tresa. Profilo storico e verbali, Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2003; Idem, vol. 3. I verbali delle Sedute municipali e delle Assemblee comunali di Ponte Tresa dal 1810 al 1900, Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2003; Idem, vol. 4. Il diario elettorale e i verbali del Comune di Ponte Tresa dal 1901 al 2000, Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2004; Idem, vol. 5. La Chiesa di Ponte Tresa. Documenti per la storia e Beni culturali, Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2005; Idem, vol. 6. Il Comune di Ponte Tresa. Documenti per la storia fino al 1815 con Repertorio cartografico e iconografico, Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2006.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 405-406.
  • Francesco Dario Palmisano, vol. 7. Ponte Tresa, terra ed acque. Documenti per una storia del territorio, con Repertorio cartografico e fotografico, Ed. ASPT, CH Ponte Tresa 2008; Idem, vol. 8. Documenti per la storia di Caslano, con prefazione del prof. Mario Agliati: vol. di 300 pagine, rilegato, Ed. ASPT CH Ponte Tresa 2008: vedi il titolo completo alla voce Caslano.
  • Francesco Dario Palmisano, Ponte Tresa. Breve guida di storia e d'arte, La Buona Stampa, Pregassona 2009.

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