Ocello

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Ocelli di Polistes sp.

L'ocello (o occhio semplice) è un occhio primitivo, talora presente, in numero di due, sul capo dei platelminti (escluse le forme parassitarie), ma anche, due o tre, sul capo degli insetti o di altri Artropodi. Negli insetti adulti e negli stadi giovanili degli insetti a metamorfosi diretta, come le cavallette, sono di solito in numero di due o tre, situati tra gli occhi composti; mancano però nella gran parte dei Coleotteri, mentre costituisce gli unici occhi nei maschi dei rincoti coccidi (Cocciniglie). Nelle larve sono in numero variabile e si trovano ai lati del capo e sostituiscono gli occhi composti.

I tre ocelli di una libellula.

La struttura anatomica di un ocello è molto semplice, composta da una cornea, da una porzione sottostante rifrangente e dalla retinula, formata da 2-4 cellule. A differenza degli occhi composti, gli ocelli non percepiscono le immagini, bensì reagiscono all'intensità della luce e percepiscono la luce polarizzata. Questa proprietà è di fondamentale importanza per l'orientamento degli insetti, in quanto la percezione della luce polarizzata permette loro di individuare la posizione del sole anche in condizioni di nuvolosità [1][2].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tremblay. Op. cit., pp. 31-32.
  2. ^ Gert Stange, Jonathon Howard, An ocellar dorsal light response in a dragonfly in J. Exp. Biol., vol. 83, 1979, pp. 351-355. URL consultato il 28 dicembre 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ermenegildo Tremblay. Entomologia applicata. Volume I. 3a ed. Napoli, Liguori Editore, 1985. ISBN 88-207-0681-4.
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