Menfi

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Menfi
comune
Menfi – Stemma Menfi – Bandiera
Il Sole, porta d'ingresso di Menfi
Il Sole, porta d'ingresso di Menfi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Lotà (Centro-sinistra) dal 14/06/2013
Territorio
Coordinate 37°36′28″N 12°58′07″E / 37.607778°N 12.968611°E37.607778; 12.968611 (Menfi)Coordinate: 37°36′28″N 12°58′07″E / 37.607778°N 12.968611°E37.607778; 12.968611 (Menfi)
Altitudine 109 m s.l.m.
Superficie 113,22 km²
Abitanti 12 808[1] (30-09-2011)
Densità 113,12 ab./km²
Frazioni Porto Palo, Lido Fiori, Capparrina, Bertolino di Mare
Comuni confinanti Castelvetrano (TP), Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Sciacca
Altre informazioni
Cod. postale 92013
Prefisso 0925
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084023
Cod. catastale F126
Targa AG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona B, 825 GG[2]
Nome abitanti menfitani
Patrono sant'Antonio
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Menfi
Posizione del comune di Menfi nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Menfi nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Menfi (IPA: [ˈmɛɱfi][3], Mènfrici in siciliano) è un comune italiano di 12.808 abitanti[1] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Il comune fa parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino[4].

Per il suo incontaminato mare e per le bellissime spiagge è anche Bandiera blu[5].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Lungo la costa sud occidentale della Sicilia, posta tra l'area dei templi dorici di Selinunte e l'area degli scavi archeologici di Eraclea Minoa, sorge la città di Menfi in Provincia di Agrigento.

Il territorio comunale è attraversato dai fiumi Belice e Carboj e da alcuni torrenti (Cavarretto, Fiore, Mandrarossa, Gurra di Mare, Terranova, Dragonara), e confina con i territori dei comuni di Montevago, Santa Margherita Belice, Sambuca di Sicilia, Castelvetrano, Sciacca ed il Mare Mediterraneo. Il territorio si trova inserito in una zona di rilevante interesse agricolo a ridosso dei laghi artificiali di Trinità (17,5 milioni di m³) e Arancio (32,8 milioni di m³).

La sua collocazione nel sistema viario Trapani-Agrigento e Agrigento-Palermo, ne definisce l'area di gravitazione tra le province occidentali e quelle meridionali della Sicilia.

La fascia costiera del Comune di Menfi, che confina con il mare Mediterraneo si estende per circa 10 km ed è caratterizzata da una spiaggia sabbiosa con la presenza del fenomeno naturale delle dune. Le dune infatti invadono l'entroterra per parecchie centinaia di metri ed hanno caratteristiche di mobilità ed inconsistenza dovuta alle poche piogge, al caldo africano, ed all'intensità dei venti. Fanno riferimento a questa fascia di platea sabbiosa, il borgo marinaro di Porto Palo, la riserva naturale delle foci del fiume Belice a cui si integra la zona balneare di Porto Palo e Lido Fiori.

  • Altitudine centro urbano: 109 m s.l.m.
  • Altitudine massima territorio: 408 m s.l.m.
  • Estensione del centro abitato: 3 km²
  • Percentuale territorio destinato a coltura intensiva: 42%
  • Percentuale territorio destinato a coltura estensiva: 40%
  • Percentuale del territorio destinato a pascolo: 3%
  • Percentuale del territorio destinato a bosco: 10%
  • Classificazione sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[6]

Clima[modifica | modifica sorgente]

La costante di queste aree è il clima di tipo "Mediterraneo" con temperatura media di 26° - 28 °C in luglio ed agosto e con punte massime di 40° - 43 °C

  • Classificazione climatica: zona B, 825 GG[7]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Menfi, sulla costa sud-occidentale della Sicilia, sin dall'antichità fu interessato da insediamenti umani. Alcuni storici ipotizzano che la città di Inico, sede della reggia di Cocalos re dei Sicani, fosse ubicata nelle vicinanze dell'attuale borgata di Porto Palo, considerato il porto Orientale di Selinunte.

Si presume che in questa zona sbarcarono i Saraceni alla conquista della Sicilia, dove cominciarono a fissare i loro insediamenti e che la costruzione del Casale di Burgiomilluso nel 1239 sia stata eseguita su un sito già occupato da un borgo saraceno.

Dopo la scomparsa dei musulmani in Sicilia, la terra di Burgiomilluso era rimasta priva di abitanti. Nel 1518, sotto la dominazione spagnola, Giovanni Vincenzo Tagliavia ottenne da Carlo V il privilegio di costruire un casale sul territorio di Menfrici. Ma fu solo un secolo dopo, nel 1638, che Diego Tagliavia Aragona Cortes diede inizio alla costruzione del primo nucleo urbano di Menfi concedendo terreni a famiglie di contadini del circondario e costruendo le prime abitazioni. È dal 1638 in poi che il villaggio rurale viene chiamato Menfi, che sostituì il nome di Burgiomilluso, di Burgimelluso, di Burgio, di Borgetto, nomi che avevano caratterizzato il territorio ed il casale.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune

Ecco la descrizione dello stemma del Comune di Menfi[8]:

« Un'aquila romana grigia con le ali aperte tenente uno scudo quadripartito sormontato da una corona. Nel primo riquadro dello scudo a fondo blu vi è raffigurata una pianta di vite, con la scritta Inicum; nel secondo con fondo celeste un castello con la scritta Burgium Millusium; nel terzo a fondo oro una pianta di palma nana; nel quarto a fondo blu una pianta di sommacco »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Piazza Vittorio Emanuele

Sorto nel 1638 il borgo rurale di Menfi si è sviluppato nel tempo, mantenendo l'impostazione originaria che lo caratterizzava come insediamento feudale di proprietà baronale. Un tessuto edilizio indifferenziato interrotto da emergenze religiose o da palazzi nobiliari.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre Sant'Antonio di Padova, (distrutta dal sisma del 1968 ed oggi ricostruita). Iniziata nel lontano 1662 e terminata dopo il 1700, fu elevata a parrocchia nel 1705. Il suo interno era costituito da tre larghe navate e da cinque arcate. La chiesa costituiva assieme alla torre Federiciana ed al palazzo dei Pignatelli uno degli elementi architettonici principali che fanno da cortina alla piazza del paese.
  • Chiesa di San Giuseppe, eretta nel 1715 (con la facciata adornata da intarsi e paraste e con la torre campanaria a pianta triangolare);
  • Chiesa del Purgatorio, costruita tra il 1739 e il 1769 (con facciata rustica, si caratterizza per il suo sito che domina il quartiere "Purgatorio");
  • Chiesa dell'Addolorata, sorta intorno al 1813;
  • Chiesa e collegio di Maria Santissima Annunziata, caratterizzata dalla torre con l'orologio;
  • Chiesa di San Rocco, costruita intorno al 1851 (con facciate ornate da paraste e trabeazioni doriche);
  • Chiesa della Santissima Provvidenza, costruita nei primi dell'Ottocento sui resti di un'antica cappella ed affiancata da una costruzione signorile con facciata goticheggiante.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Adiacente alla torre Federiciana sorge il palazzo baronale Pignatelli che domina la piazza del paese. Fatto costruire da Diego Aragona Tagliavia, il palazzo si sviluppa attorno ad un cortile e presenta una tipologia prettamente feudale con annessi gli abitati per gli animali e le derrate agricole. È all'interno di uno dei numerosi cortili che caratterizzano il tessuto urbano di Menfi che sorge la costruzione settecentesca di Palazzo Ravidà, caratterizzato dalla facciata costituita da un portico a colonne doriche in pietra arenaria. Una delle più antiche dimore è il palazzo Tito, risalente al 700 e sito nella centralissima via della Vittoria.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Senza dubbio il monumento più antico è da identificarsi nel Castello Svevo fatto costruire nel 1238 da Federico II di Svevia, forse sui ruderi di un fortilizio arabo. Oggi noi conosciamo solo una Torre Federiciana di forma irregolare a quattro piani con un'altezza di 18,58 metri formata da due edifici quadrangolari tra loro riuniti ed addossati per metà di lato. Il sisma del gennaio 1968 ha completamente distrutto la torre. È stata ricostruita dopo il terremoto conservando i ruderi e riprendendo la forma irregolare.

Nel borgo marinaro di Porto Palo (frazione di Menfi), il monumento predominante è la torre di avvistamento anticorsaro. È una delle numerose torri di guardia costiero costruite nel 1583 per difendere le città siciliane da eventuali attacchi dei corsari. Ha pianta quadrata a forma di piramide cubica e si sviluppa su due piani. Oggi la torre sovrasta il borgo di Porto Polo che si affaccia sul mare africano.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

La prima presenza umana sul territorio dell'attuale Menfi risale al paleolitico. Appropriati studi e ricerche scientifiche di laboratorio effettuate dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Agrigento, sul recente ritrovamento della necropoli pavimentale di Palazzo Pignatelli, provano l’esistenza di un insediamento in epoca romano bizantina e paleocristiana.

Circa 700 000 anni fa la zona era percorsa da bande di cacciatori. Lo testimoniano il rinvenimento di alcune schegge di quarzite lavorate come armi rudimentali usate per uccidere gli elefanti, dei quali pure sono state rinvenute le zanne. Anche se sono state trovate tracce databili al neolitico i primi insediamenti residenziali, risalgono all’età del bronzo e del ferro (VII – VI secolo a.C.). Le recenti acquisizioni archeologiche emerse dalle ricerche istituzionali condotte sul territorio di Menfi ed esattamente a Montagnoli di Belice, hanno consentito di accertare l’esistenza di comunità indigene panelleniche, dedite a vere e proprie attività agro pastorali e commerciali sin dall'VIII secolo a.C.

A Montagnoli di Belice (due collinette rocciose unite da una breve sella), le campagne di scavo del 1987 e 1989 hanno evidenziato un impianto urbano dell'età del ferro con sovrapposizioni che si estendono fino al IV secolo a.C.[9].

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Entro l'ambiente costiero si inseriscono alcune aree di particolare interesse naturalistico quali:

  • le solette di Porto Palo, che si estendono per circa 25 ettari con il vallone Gurra di mare che si apre sul mare e con la spiaggia che conserva suggestivi aspetti di naturalità.
  • il serrone Cipollazzo, area collinare ricoperta di sabbia fino all'altezza di 60 m tanto da sembrare una gigantesca duna, è ricoperto interamente da un fitto canneto con presenza di specie vegetali a clima mediterraneo.
  • la collina Capparrina di Mare, ricoperta da una fitta e rigogliosa vegetazione di palme nane (Chamaerops humilis), con una spiaggia solitaria e silenziosa che rivela aspetti faunistici di notevole interesse quali la tartaruga marina e i gabbiani reali.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Le comunità straniere maggiormente rappresentate a Menfi (2009):[11]

  1. Romania, 99
  2. Tunisia, 46

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

La Settimana Santa

Il rito della benedizione delle palme e dei ramoscelli di ulivo, simboli di pace, si compie durante la Messa della domenica delle Palme, in apertura delle celebrazioni della Settimana Santa. Il giovedì Santo, ogni altare in chiesa viene addobbato a mo' di sepolcro con svariate piante, fiori e "lavureddi". Il venerdì santo, nelle prime ore del pomeriggio, il simulacro dell'Immacolata lascia la Chiesa Madre alla volta della chiesa dell'Addolorata. Nello stesso istante il simulacro di Cristo viene avviato al Calvario e viene inchiodato alla croce. Nelle festività pasquali molta importanza riveste la funzione dell'Incontro. Si svolge a mezzodì del giorno di Pasqua e chiude le tradizionali funzioni della Settimana Santa; la banda suona, le statue di San Michele Arcangelo e di Gesù Risorto partono dalla Chiesa Madre per incontrare la Madonna alle dodici in punto, il simulacro della Madonna arriva dalla Chiesa dell'Addolorata; la statua di San Michele, portata a spalla da giovanotti, si fa avanti scuotendo i sonagli del pettorale. Raggiunta Maria, le annuncia la resurrezione del Figlio; così la Madonna corre verso Gesù che già le viene incontro e, vedendolo, lascia cadere il manto nero e, come per magia, uno stormo di colombe nascoste sotto il manto spicca il vola e tutte le campane della città suonano a festa.

Festa della Madonna delle Grazie

La festa, si svolge l'ultima domenica di luglio a Porto Palo. Comprende tra l'altro la tradizionale antenna a mare, un tempo banalissimo gioco che consentiva ai giovani dei porti mediterranei, destinati poi a lavorare sui velieri e sulle barche a vela che allora solcavano i nostri mari, di apprendere il mestiere di marinai. La parte più interessante della festa è la processione con la piccola statua della Madonna delle Grazie che, accompagnata dalla banda musicale, percorre la principale via del borgo marinaro fino al molo. Qui, per tradizione, il simulacro viene sistemato su una piccola barca seguita da tante altre barche colme di fedeli. I pescatori credono che, durante la traversata, la Vergine benedica il loro mare.

Festa di San Giuseppe

Il secondo fine settimana di agosto, a Menfi ha luogo la tradizionale festa di San Giuseppe, che negli anni è diventata la festa del ritorno degli emigrati menfitani di tutte le parti del mondo. La festa di San Giuseppe è un giusto mix tra sacro e profano, tre giorni durante i quali è possibile assistere alle famose corse dei "berberi" (cavalli montati da fantini) che, nel percorso di via Boccaccio, si disputano il "Palio Millusiano", ampio drappo di seta ricamato a mano con l'effigie del Santo. La tradizione vuole che queste corse rappresentino i berberi, allontanati dall'agro Menfitano da Federico II di Svevia nel 1222. Il sabato c'è l'immancabile concerto con cantautori di fama nazionale, mentre durante la sera della domenica, ultimo dei tre giorni di festeggiamenti, si svolge la solenne processione col simulacro del Santo che attraversa le vie principali del centro, per l'occasione ben illuminate.Solitamente la celebrazione si conclude, a tarda notte, con lo spettacolo di fuochi pirotecnici.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Menfi, città del vino

Persone legate a Menfi[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni del paese sono legate ad antichi riti di origini agricole, talvolta con connessioni simboliche tra riti cristiani e altri riconducibili a quelli pagani dell'antichità. Prevalentemente trattasi di manifestazioni religiose.

Inycon - Vino.Mare.Menfi.[modifica | modifica sorgente]

Tra l'ultimo fine settimana di giugno e il primo fine settimana di luglio ha luogo Inycon, la festa del vino, un viaggio alla scoperta del vino e dei sapori di Sicilia, il tutto accompagnato da musica, spettacoli e degustazioni che rendono Inycon una festa divertente e allo stesso tempo interessante. La manifestazione, un week end che dà spazio ad iniziative, incontri e momenti di intrattenimento dedicati al vino, prende il nome dall'antica denominazione di Menfi, allora città abitata dai Sicani.

Inycon, Vino.Mare.Menfi. La rassegna dedicata al vino di qualità prodotto nel distretto delle “Terre Sicane”, territorio che vanta il 40% dell’export di tutta la produzione vinicola dell'isola[12].

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Posta sui rilievi collinari, a 3 km dalla costa mediterranea, fra i fiumi Belice e Carboj, la città presenta un impianto urbanistico seicentesco a scacchiera con comparti molto ampi e corti interne, con espansioni sette-ottocentesche. È borgo di fondazione del 1638, fondato per ragioni di colonizzazione e prestigio feudale.

A seguito del terremoto del gennaio del 1968, la città è stata gravemente danneggiata. Il centro abitato è stato soggetto a trasferimento parziale. L'impianto del nuovo centro riprende in continuità la maglia dei tracciati viari ottagonali a scacchiera.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Bertolino di Mare, Capparrina, Lido Fiori, Porto Palo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Il settore portante dell'economia è rappresentato dall'agricoltura, nella quale prevale la coltura della vite (50% del territorio comunale); a questa si aggiungono quella tradizionale dell'ulivo e quelle emergenti del carciofo, del settore agrumario, del melone e della patata. Il carciofo spinoso di Menfi dal 2012 è entrato a far parte del fantastico mondo dei Presidi Slow Food. Il carciofo spinoso rappresenta il prodotto di punta dell'orticoltura locale, contribuento notevolmente alla diversificazione della produzione agricola d'eccellenza realizzata nel territorio di Menfi. L'attività agricola, con le 925 aziende che coprono una superficie di circa 8.600 ettari, grazie alle opere irrigue viene esercitata in forme moderne e costituisce il perno di un sistema di piccole imprese che interessano settori produttivi collaterali, in particolare quello dei manufatti per le opere irrigue e quello della trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Il settore trainante è caratterizzato dalla presenza dell'industria enologica che gestisce la trasformazione e la commercializzazione di circa 60.000 tonnellate d'uva l'anno. La realtà produttiva più rilevante è la Cantina Settesoli che riunisce le cantine "Progresso" e "Colli del Belice", il cui prodotto viene esportato in tutto il mondo, a seguire La Goccia d'Oro che riunisce 1.100 soci produttori di Olio Extra Vergine di Oliva e l'Associazione dei Produttori Carciofo spinoso di Menfi con una decina di soci.

La spiaggia di Porto Palo

Il territorio di Menfi è compreso nella zona di produzione dell'Arancia di Ribera D.O.P.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

In ambito internazionale, nel 2014, Menfi ha trovato nuovamente conferma della propria qualità ambientale con il riconoscimento della Bandiera Blu (The Blue Flag) assegnato dalla FEE, che indica l'ottimo stato di salute delle acque marine della costa, e la qualità ambientale complessiva della zona e della sua completa vivibilità. Il riconoscimento è stato ottenuto nel 1992 e, ininterrottamente, dal 1998 al 2014.

Il comune di Menfi, anche per l'anno 2014, riconquista la Bandiera verde dei pediatri italiani, per le sue spiagge incontaminate e a tutta natura, ideali soprattutto per i bambini. La ricerca, coordinata da Italo Farnetani, è pubblicata sulla rivista medico-scientifica OK Salute con la direzione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Maggio 2003 Giugno 2008 Antonino Buscemi SDI Sindaco
Luglio 2008 Giugno 2013 Michele Botta Centro-destra Sindaco
Giugno 2013 Vincenzo Lotà Centro-sinistra Sindaco

Nella città di Menfi, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, l'amministrazione comunale è stata per lo più guidata dai comunisti e socialisti. Successivamente agli anni Settanta, Menfi veniva guidata dalla Democrazia Cristiana, alternandosi con il Partito Comunista Italiano ed il Partito Socialista, fino al 1992. Nelle ultime elezioni con il sistema proporzionale indiretto, la Democrazia Cristiana menfitana conquista la maggioranza assoluta in consiglio comunale (16 consiglieri su 30) potendo così determinare il sindaco all'interno del consiglio. Ma le diaspore interne alla DC fanno durare pochi mesi i sindaci del monocolore.

Alle elezioni del 1994, le prime col sistema maggioritario, vince al ballottaggio la lista Insieme per Menfi guidata da Vincenzo Lota (formata da repubblicani, DC e comunisti) contro l'on. Guido Lo Porto (MSI). Nel 1998 Insieme per Menfi rivince con l'appoggio della Lista Dini-Rinnovamento italiano e di un'altra lista civica che fa riferimento ad Alleanza Nazionale. Il sindaco è ancora Lota. Con le elezioni del 2003 è eletto Antonino Buscemi, un sindaco facente parte del Partito Socialista (SDI), appoggiato dalla Margherita, dai DS e dalla lista del sindaco uscente.

Nel 2008 la carica di sindaco è conquistata dal candidato del centro-destra Michele Botta, al quale viene tributato il 62% dei consensi.

Con le elezioni del 2013, Vincenzo Lotà ritorna alla guida della città di Menfi con la lista civica Menfi2020.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Menfi è gemellata con:

Accordi internazionali
  • Marocco Marocco, dal 2010 la città di Menfi ed il Regno del Marocco sono legati da un protocollo d'intesa per scambi culturali e commerciali sottoscritto il 1º agosto tra Sindaco di Menfi Michele Botta e il Console onorario del Marocco.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Menfi fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Pianura tra il Belice ed il Platani)[13].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Personalità sportive legate a Menfi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30-09-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia
  4. ^ Elenco delle città del vino. URL consultato il 1º giugno 2011.
  5. ^ http://www.bandierablu.org/common/blueflag.asp?anno=2012&tipo=bb.
  6. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani. URL consultato il 4 agosto 2010. (PDF)
  7. ^ Dati Confedilizia.
  8. ^ Tratto dallo statuto comunale.
  9. ^ La decima musa.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dati Istat 31-12-2009
  12. ^ Inycon Menfi. URL consultato il 16 luglio 2011.
  13. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato l'8 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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