Maria Luggau

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ingresso al santuario

Il santuario di Maria Luggau (Madono di Lucau in friulano carnico), 1170 m s.l.m. è considerato il centro storico del comune di Lesachtal, nella valle del Gail, nella Carinzia austriaca.

Al censimento del 2001 questa frazione contava 256 abitanti. Cenni storici testimoniano la presenza alla fine del XVI secolo di 16 case, dove dimoravano i contadini assunti dai signori Pittersberg, per lavorare i campi e i boschi circostanti.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Veduta del santuario dedicato alla Madonna Addolorata

La presenza di un santuario dedicato alla “Madonna Addolorata”, risalente all'anno 1536, ha fatto di Maria Luggau, meta di pellegrinaggio. Il numero di pellegrini oscilla fra 35.000 e 40.000 ogni anno. La tradizione vuole che dove oggi sorge la Chiesa, vi fosse un campo di segala; se ne curava una contadina povera e molto devota di nome Helena. Un giorno ella si sentiva particolarmente stanca e si sedette; addormentatasi sognò che nel luogo dove si trovava, sarebbe sorta una chiesa, e proprio lei avrebbe avuto il compito di costruirla. In un primo momento Helena soffrì la forte opposizione dei contadini e del capovillaggio, ma poi riuscì a realizzare una prima cappella in legno dove venne collocata l’immagine dell’Addolorata.

Durante i lavori di realizzazione del tetto, uno stolto entrò nella cappella e, rimasto colpito dalla bellezza della statua, cercò di impadronirsene. L’artigiano che lavorava in quel momento alla cappella lo riprese e lo invitò a lasciare al suo posto l'immagine sacra. Allora l'uomo lo obbedì e allo stesso tempo riacquistò l’uso della ragione.

La notizia di quanto accaduto si diffuse rapidamente e fu interpretata come un fatto miracoloso. Nel 1593 il Conte di Ortenburg (Conte del Tirolo) realizzò proprio vicino alla chiesa un convento e lo affidò all'Ordine Minori dei Francescani. Dall'anno 1635 il santuario è custodito dai Servi di Maria.

La Chiesa[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa, edificata fra il 1520 ed il 1544, è in stile gotico. La pala dell'altare maggiore raffigura l'Assunzione di Maria ed è opera è un'opera del pittore veneziano Cosroe Dusi (1808-1859). Una piccola statua raffigurante la Vergine che tiene tra le braccia il figlio morto, sovrasta l'Altare. Sui due altari laterali, ornati da bassorilievi in legno, si possono ammirare due tele raffiguranti una Deposizione della Croce e San Luca mentre dipinge un quadro della Madonna con bambino.

La volta della Chiesa è interamente affrescata con dipinti che raffigurano la storia di Luggau. Il campanile, con guglia a cipolla, è opera di Bartolomeo Vierthaler. All'esterno davanti ad esso, è posta una statua in marmo realizzata da K. Campidell nel 1958 raffigurante la Pietà.

Pellegrinaggi tradizionali[modifica | modifica sorgente]

L'affresco all'ingresso della chiesa ricorda i 200 anni di pellegrinaggi della comunità di Sappada Plodn

Il santuario mariano è meta di pellegrinaggi ricorrenti nei secoli. I pellegrini che visitano il santuario di Maria Luggau provengono dalla Carinzia, dalla Stiria e dal Salisburghese. Vi sono poi i pellegrini provenienti dal Cadore e dalla vicina Carnia. Un esempio, di cui troviamo ampie testimonianze all'interno della chiesa è quello degli abitanti di Sappada, che ogni anno in settembre, raggiungono la località austriaca attraversando le Alpi, dopo un cammino di circa 9 ore. Questa tradizione, iniziata nell'anno 1804 come voto per invocare l'aiuto della Madonna contro la peste che aveva colpito il bestiame, si porta avanti ancora oggi. Insieme agli abitanti di Sappada, negli anni si sono uniti gruppi provenienti da Sauris, Forni di Sopra e Ampezzo, coinvolgendo così circa 300 persone. Anche gli abitanti della comunità friulana di Forni Avoltri compiono il loro annuale pellegrinaggio verso Maria Luggau, ogni anno in giugno, in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo.

Un altro pellegrinaggio interessa annualmente circa 150 devoti provenienti dal Comelico. Tradizione nata alla fine degli anni '90, il "Cammino di Maria Luggau" riunisce gli abitanti di Comelico Superiore che raggiungono il santuario attraverso il valico alpino di Cima Vallona, scendendo poi nella Lesachtal e percorrendo le stradine che costeggiano il torrente Gail, passando per i paesi di Obertilliach e Untertilliach. I partecipanti a questi pellegrinaggi hanno la possibilità di pernottare nell’adiacente convento dei Serviti.

I mulini ad acqua[modifica | modifica sorgente]

Uno dei tipici mulini ad acqua

Maria Luggau, oltre ad essere un luogo di culto religioso, è anche un paese legato alla tradizione contadina. In tutta la valle in passato si potevano contare oltre cento mulini ad acqua. I contadini li utilizzavano per macinare il grano, ma sfruttavano anche la forza prodotta dall'acqua per far funzionare segherie, per trascinare aratri o come forza motrice per diversi meccanismi. La crescente industrializzazione ha preso lentamente il posto dei vecchi mulini. Alcuni sono scomparsi, altri sono stati restaurati, altri ancora sono giunti ai giorni nostri mantenendo il loro assetto originale.

Qui a Maria Laggau è possibile percorrere la Mühlenweg ovvero la "strada dei mulini". Si tratta di un percorso aperto ai visitatori, creato nel 1973. Attraverso un sentiero che sale alla sinistra del santuario, si possono visitare i cinque antichi mulini ad acqua disposti lungo il rio che attraversa il paese. È un itinerario circolare di circa un chilometro, con un dislivello di 100 m.

Tutti i mulini sono perfettamente funzionanti, ed appartengono a privati locali. Ognuno reca il nome del proprietario; leggiamo sulle rispettive targhe: Hanseler, Leader, Groaßn, i giudici Freiberger e Mattlamühle. Gli unici campi di grano della valle del Gail si trovano qui a Maria Luggau. Alcuni contadini hanno scelto il metodo biologico per la coltivazione dei loro campi e il grano raccolto viene lavorato ancora in questi mulini, ricavandone farina fresca per pane e per i dolci tradizionali.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]