La Rete

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Movimento per la Democrazia - La Rete
Leader Leoluca Orlando
Stato Bandiera dell'Italia Italia
Fondazione 1991
Dissoluzione 1999, confluito neI Democratici
Sede Roma, via dei Tomacelli
Partito
Ideologia Cristianesimo sociale, Liberalismo sociale, Progressismo, Socialismo democratico, Legalitarismo[senza fonte]
Collocazione
Coalizione Progressisti, L'Ulivo
Partito europeo ELDR
Gruppo parlamentare europeo
Affiliazione internazionale
Seggi massimi Camera 12
(massimo raggiunto nel 1992)
Seggi massimi Senato 6
(massimo raggiunto nel 1994)
Seggi massimi Europarlamento 1
(massimo raggiunto nel 1994)
Seggi massimi Consiglio regionale
Testata
Organizzazione giovanile
Iscritti
Colori
Sito web

Il Movimento per la Democrazia - La Rete, detto semplicemente La Rete, fu un partito politico italiano fondato il 24 gennaio 1991 da Leoluca Orlando, sindaco di Palermo fino all'agosto 1990, e da Nando Dalla Chiesa, Claudio Fava, Alfredo Galasso, Carmine Mancuso e Diego Novelli.

Indice

[modifica] Storia

Circa due settimane dopo la fine della sua sindacatura palermitana [1], il 26 agosto 1990 Leoluca Orlando a Trento riunì «una rete di presenze che si riconoscono nella tradizione cattolico-democratica» volta, a detta del suo ideatore, a «spezzare l'inganno per cui la DC chiede il consenso di milioni di cattolici progressisti per poi fare un politica conservatrice»[2].

L'iniziativa orlandiana interna alla sinistra democristiana nasceva sulla scia della cosiddetta primavera di Palermo, l'eperienza amministrativa di Orlando a Palermo ispirata alle idee di padre Ennio Pintacuda[3] e da esperienze politiche come Città per l'Uomo[4].

Il 5 novembre Orlando annunciò che avrebbe lasciato la DC per fare de La Rete un nuovo partito[5].

Il 24 gennaio 1991 nacque ufficialmente il Movimento per la Democrazia - La Rete[6], ma simbolicamente il gruppo dirigente preferì costituire il la Rete in sede notarile il successivo 21 marzo, primo giorno di primavera[7]. I cinque firmatari del manifesto costitutivo furono Leoluca Orlando, Carmine Mancuso, Nando Dalla Chiesa, Diego Novelli e Alfredo Galasso.

Il 9 marzo a Roma Orlando, Diego Novelli e Alfredo Galasso presentarono ufficialmente il nuovo partito[8].

Poco dopo iniziò la campagna elettorale per le elezioni regionali siciliane. Per l'occasione Orlando fu capolista a Palermo e in altre quattro province, seguirono esponenti dell'antimafia siciliana: a Catania Claudio Fava; ad Agrigento Giuseppe Livatino, fratello del giudice assassinato Rosario; a Palermo Carmine Mancuso, ispettore di Polizia presidente del coordinamento antimafia[9]. La Rete ottenne così 211.423 voti, pari al 7,3%, di cui 101.585 preferenze solo per Orlando nel palermitano[10]. A Palermo la Rete col 26% diventò il secondo partito[11]. All'Assemblea Regionale Siciliana la Rete ottenne cinque seggi: Orlando, Mancuso, Letizia Battaglia, Franco Piro (tutti e quattro eletti a Palermo) e Fava (a Catania)[12].

Dal 22 al 24 novembre si svolse a Firenze la prima assemblea nazionale retina con 505 delegati in rappresentanza di 15 000 iscritti, "trasversali per scelta e convinzione, raccogliendo ideali cattolici e idealità progressiste della sinistra tradizionale, intransigenze laiche ma anche attenzioni radicali e ambientaliste".[13].

Il movimento diventò così un "intreccio tra identità diverse"[13], convergenza di gruppi di varia estrazione politica[14], dalla sinistra democristiana, da indipendenti dell'area comunista, dalla sinistra laica, da esponenti della società civile[15].

Il 7 febbraio 1992 venne presentato il simbolo per le elezioni politiche: sette volti stilizzati di persone sorridenti su fondo rosso[16]. Così facendo, spiegò Orlando, «il nostro è l'unico simbolo con la gente dentro»[17].

La Rete ebbe una forte caratterizzazione antimafia e anti-corruzione[15], lasciando libertà di scelta sulle questioni etiche della sfera personale, come l'aborto[18].

Nato come «movimento politico con durata limitata»[14] a partire dal 1994 diversi esponenti lasciarono il movimento. Nando Dalla Chiesa dichiarò pubblicamente di lasciare la Rete, non riconoscendosi più nel suo progetto politico[19]. Lo seguì a ruota Claudio Fava, che accusò Orlando di voler puntare troppo sul voto moderato, all'interno del recinto di matrice cattolica[20], e aderì a Italia Democratica appena fondata da Nando Dalla Chiesa[21]. Nel 1995, fu il turno del senatore Carmine Mancuso che passò dal gruppo Verdi-Rete a quello di Forza Italia, pur "considerando se stesso ancora un uomo di sinistra"[22].

[modifica] Rappresentanza politica

È stato rappresentato in Parlamento e in numerose assemblee locali. Ottenne buoni risultati alle elezioni regionali siciliane del 16-17 giugno 1991 (7,3% dei voti e 5 deputati eletti) e nelle elezioni politiche del 1992 dove ottenne l'1,86% alla Camera dei Deputati e lo 0,72% al Senato.

Un nuovo successo venne conseguito nelle elezioni per il sindaco di Palermo (1993), nelle quali Leoluca Orlando fu eletto al primo turno. Nel 1994 il movimento si presentò alle elezioni con i Progressisti. In quelle elezioni furono eletti sei deputati e sei senatori (di cui cinque in Sicilia ed uno in Campania).

In occasione delle elezioni politiche del 1996, la Rete avrebbe dovuto presentarsi insieme alla Federazione dei Verdi, con la quale aveva già iniziato un percorso federativo attraverso la costituzione di un gruppo unitario al Senato. L'accordo, tuttavia, non fu concluso; la rottura si riflesse anche nella decisione, promossa dalla Rete, di porre fine al gruppo unitario[23]. Fu così che la Rete presentò candidati propri all'interno della coalizione del L'Ulivo, ottenendo cinque deputati (Rino Piscitello, Giuseppe Scozzari, Franco Danieli, Diego Novelli e Giuseppe Gambale) e un senatore (Mario Occhipinti).

Alle elezioni regionali siciliane di poco successive ottenne il 3,6% e 3 deputati regionali. Il 15 dicembre 1996 mutò nome in La Rete per il Partito Democratico.

Suo ultimo coordinatore nazionale fu Franco Piro. Il partito confluì ne I Democratici il 27 febbraio 1999.

[modifica] Esponenti de La Rete

[modifica] Congressi Nazionali

[modifica] Risultati elettorali

Voti % Seggi
Politiche 1992 Camera 730.293 1,86 12
Senato 239.868 0,72 3
Politiche 1994 Camera 719.841 1,86 6
Senato nei Progressisti - 6
Europee 1994 366.393 1,11 1
Politiche 1996 Camera ne L'Ulivo - 3
Senato ne L'Ulivo - 1

[modifica] Note

  1. ^ Stefano Marroni. «Palermo, un sindaco di passaggio». La Repubblica, 14 dicembre 1990, p. 11. URL consultato in data 9 aprile 2011.
  2. ^ 'SINISTRA DC, ASCOLTAMI O MORRAI'
  3. ^ "ORLANDO TIENE VIVA L'EREDITA' DI MORO"
  4. ^ ORLANDO NON TORNA INDIETRO 'SI', ME NE VADO DALLA DC'
  5. ^ ORLANDO HA DECISO 'ORA LASCIO LA DC'
  6. ^ Fondazione del Movimento per la Democrazia La Rete
  7. ^ La Rete - La Storia
  8. ^ I LEADER DELLA RETE 'IL PRESIDENTE NON E' EQUILIBRATO'
  9. ^ LA MINA ORLANDO NELLE URNE SICILIANE
  10. ^ ORLANDO: LA CARICA DEI CENTOMILA
  11. ^ LA VALANGA BIANCA SPAZZA LA SICILIA
  12. ^ TUTTI GLI ELETTI A PALAZZO DEI NORMANNI
  13. ^ a b Giorgio Battistini, Quei 15mila delusi dalla politica finiti nella Rete, La Repubblica, 24 novembre 1991
  14. ^ a b Leoluca Orlando, Fighting the Mafia and renewing Sicilian culture, New York, Encounter books, 2001, p. 146.
  15. ^ a b Geoff Andrews, Un paese anormale. L'Italia di oggi raccontata da un cronista inglese, Monte Porzio Catone, Effepi libri, 2006, p. 60 e ss..
  16. ^ Il simbolo de La Rete per le prossime elezioni politiche
  17. ^ PER LA RETE VOLTI SORRIDENTI SU FONDO ROSSO
  18. ^ "Orlando è antiabortista ma la Rete è libera", Corriere della Sera, 10 febbraio 1993
  19. ^ Dalla Chiesa: abbandono la Rete, Corriere della Sera, 14 aprile 1994
  20. ^ Felice Cavallaro. «Fava: lascio la Rete perché Orlando l'ha trasformata in un partito albanese». Corriere della Sera, 13 luglio 1994, p. 8. URL consultato in data 25 gennaio 2011.
  21. ^ «Dalla Chiesa ci riprova Nasce Italia democratica». Corriere della Sera, 01 12 1994, p. 46. URL consultato in data 31-10-2009.
  22. ^ «Carmine Mancuso passa dalla Rete a Forza Italia». Corriere della Sera, 14 dicembre 1995, p. 4. URL consultato in data 8 aprile 2011.
  23. ^ http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1996/03/07/Politica/ULIVO-SCIOLTO-IL-GRUPPO-PARLAMENTARE-VERDI-LA-RETE_164500.php

[modifica] Bibliografia

  • Tano Gullo, Andrea Naselli, Leoluca Orlando. Il paladino nella «Rete». Un'intervista lunga cinquecento domande all'enfant terrible della politica italiana che ha sconvolto gli equilibri di potere tra mafia e partiti, Roma, Newton Compton, 1991.
  • Davide Camarrone, La Rete. Un movimento per la democrazia, Roma, Edizioni associate, 1992.
  • Raffaello Canteri, Rete Italia, Trento, Publiprint, 1993. ISBN 88-85179-37-1.
  • Ennio Pintacuda, La scelta, Casale Monferrato, Piemme, 1993. ISBN 88-384-1917-5.
  • Massimo Morisi (a cura di), Far politica in Sicilia. Deferenza, consenso e protesta, Milano, Feltrinelli, 1993. ISBN 88-07-08119-9.
  • Donatella Della Porta, Movimenti collettivi e sistema politico in Italia, 1960-1995, Roma-Bari, Laterza, 1996. ISBN 88-420-4847-X.
  • Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio, Mani pulite. La vera storia. Da Mario Chiesa a Silvio Berlusconi, Roma, Editori Riuniti, 2002. ISBN 88-359-5241-7.
  • Laura Azzolina, Palermo e Catania: note per una valutazione dei percorsi elettorali degli ultimi dieci anni, in Francesco Raniolo (a cura di), Le trasformazioni dei partiti politici, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2004. ISBN 88-498-1126-8.

[modifica] Collegamenti esterni

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