L'Angelus

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L'Angelus
L'Angelus
Autore Jean-François Millet
Data 1858-1859
Tecnica olio su tela
Dimensioni 55 cm × 66 cm 
Ubicazione Museo d'Orsay, Parigi

L'Angelus è un dipinto a olio su tela (55x66 cm) realizzato tra il 1857 ed il 1859 dal pittore Jean-François Millet.

È conservato nel Museo d'Orsay di Parigi.

Il soggetto pittorico è composto da una coppia di contadini (lo dimostrano gli abiti umili e gli attrezzi, come il forcone, la cesta e la carretta, dipinti realisticamente) che interrompono il lavoro al suono delle campane che annunciano l'Angelus, mostrati nella loro devozione, intenti nella preghiera. Entrambi sono concentrati nell'orazione, imponendosi con la figura sulla superficie pittorica con fragile dolcezza. I colori utilizzati da Millet sono quelli tipici dei pittori realistici, ovvero i colori caldi. L'opera è simmetrica in quanto ben bilanciata. Nel dipinto non vi è la presenza di una prospettiva e ciò che rende tridimensionale l'opera è la tecnica della sovrapposizione. Le due figure sono in controluce, più scure rispetto al paesaggio retrostante e per ciò sembrano quasi staccarsene plasticamente. La scena riprende la chiesa di Chailly-en-Bière, nei pressi di Barbizon e la campagna attigua. Nonostante ciò, Millet non dipinse il quadro en plen air, ma piuttosto basandosi sui ricordi dell'infanzia in Normandia.

Inizialmente commissionato da un ricco americano, Thomas G. Appleton, e completato durante l'estate del 1857, Millet aggiunse un campanile e cambiò il titolo iniziale dell'opera, "Preghiera per il raccolto di patate" con l'"Angelus", quando nel 1859 l'acquirente finì per non entrarne in possesso. Esposto per la prima volta al pubblico nel 1865, il dipinto cambiò mani più volte, aumentando solo modestamente il suo valore, perché alcuni consideravano sospette le simpatie politiche dell'artista. Alla morte di Millet, dieci anni dopo, si scatenò una guerra di offerte tra Francia e Stati Uniti, che terminò alcuni anni dopo con un prezzo di 800 000 franchi in oro.

La differenza tra il valore apparente del dipinto e lo stato di povertà in cui versava la famiglia dell'artista fu un elemento che diede impulso all'invenzione del diritto di successione, volta a compensare gli artisti o i loro eredi, ogni volta che un'opera viene rivenduta.

L'Angelus è stato frequentemente riprodotto su diversi oggetti e supporti e copiato e reinterpretato da altri artisti nel XIX e XX secolo. Salvador Dalí, in particolare, era talmente affascinato da questo lavoro da consacrare ad esso un intero libro intitolato Il tragico mito dell'Angelus di Millet. Nel 1938 Dalí scrisse che i contadini del quadro non erano semplicemente in preghiera per l'Angelus, bensì erano raccolti davanti ad una piccola bara. Nel 1963 Dalí chiese ed ottenne un'analisi ai raggi X dell'opera presso il Louvre, da cui emerse che in primo piano era effettivamente nascosta la bara di un bambino.

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