I Corvi

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Corvi
I Corvi al Cantagiro del 1966; al basso Gimmi Ferrari, con il corvo appollaiato; alla chitarra Angelo Ravasini
I Corvi al Cantagiro del 1966; al basso Gimmi Ferrari, con il corvo appollaiato; alla chitarra Angelo Ravasini
Paese d'origine Italia Italia
Genere Beat
Rock
Garage rock
Periodo di attività 1966-1969
1982-1988
2000-in attività
Etichetta Ariston Records, Bluebell, Rare
Album pubblicati 2
Studio 2
Gruppi e artisti correlati I Royals
I Nomadi
Equipe 84
I Delfini

I Corvi sono un gruppo beat storico italiano, particolarmente noto per la canzone Un ragazzo di strada.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

I Corvi si formano a Parma nel 1965, ed iniziano ad esibirsi in vari locali dell'Emilia proponendo cover di gruppi inglesi ed americani. All'inizio del 1966 si iscrivono al Torneo nazionale Rapallo Davoli, superando le selezioni e classificandosi al secondo posto.

Oltre che per le sonorità elettriche, si distinguono anche per un look particolare: suonano infatti con delle mantelline nere, per richiamare l'immagine del corvo. Vengono così notati dal direttore artistico dell'Ariston, Alfredo Rossi, che li mette sotto contratto, facendo loro incidere Un ragazzo di strada, cover di I Ain't No Miracle Worker dei Brogues (un complesso i cui membri parteciperanno poi alla fondazione dei Quicksilver Messenger Service) con un testo in italiano scritto da Nisa, storico collaboratore di Renato Carosone. La canzone partecipa al Cantagiro dello stesso anno, riscuotendo un grande successo: il gruppo si esibisce con un corvo vero (chiamato Alfredo in onore del loro discografico) appollaiato sulla paletta del basso, ed alla fine della manifestazione, pur essendo un gruppo esordiente, si classificano all'ottavo posto. Nello stesso anno viene pubblicato un altro 45 giri di successo, Bang bang, con sul retro Che notte ragazzi, inserita nella colonna sonora del film omonimo diretto da Giorgio Capitani (con Philippe Leroy, Marisa Mell ed Alberto Lionello). Tutti questi brani sono inseriti nel primo album del gruppo, pubblicato nell'autunno del 1966 ed intitolato Un ragazzo di strada; da ricordare due cover di Donovan Leitch, I colori (Colours) e Volevo finirla (To Try For The Sun).

Dopo altri 45 giri pubblicati nei primi mesi del 1967, tra cui Sospesa ad un filo (quest'ultima cover di I had too much to dream last night degli Electric Prunes, che li avvicina alla psichedelia), rompono il contratto con la Ariston e passano alla Bluebell, per cui pubblicano altri 45 giri con scarso successo; particolarmente interessanti Bambolina, cover di Any day now di Burt Bacharach, Datemi un biglietto d'aereo (The letter dei Box Tops) e Questo è giusto (Morning dew degli Episode six). Nel 1969 Levati abbandona il gruppo, ed è sostituito da Massimo Vessella che suona le tastiere; pochi mesi dopo il gruppo decide però di sciogliersi. Ravasini (chitarra e voce) forma il gruppo Angelo e i Corvissimi e Claudio Benassi (batteria) dà vita a I Nuovi Corvi, (formati, oltre che da Benassi, da Pino Corvino a chitarra e voce, Giancarlo Lazzini alle tastiere , Ennio Tricomi al basso) che nel 1971 incidono un 45 giri Profezia per la CAR Juke Box. Il gruppo poi sostituirà Benassi con Franco Pulvirenti alla batteria ed Ennio Tricomi con il fratello di Corvino diventando il gruppo che accompagna Marcella Bella. Tricomi si unisce a Ravasini; con Antonello Gabelli (Nuova Idea) e Benassi alla batteria rifonda il gruppo de I Corvi che si scioglie definitivamente nel 1972 dopo alcune tournée soprattutto al sud della penisola. Nel 1982 Ravasini e Tricomi si ritrovano e pubblicano, con il nome I Corvo, una versione elettronica di Un ragazzo di strada con sonorità più moderne. Il 45 giri è arrangiato da Fio Zanotti e distribuito da Durium.

Nel 1983 Ennio Tricomi fonda la Cruisin' Records e la Hiara Dischi e cinque anni dopo riporta in sala d'incisione i vecchi compagni, Angelo Ravasini, Antonello Gabelli, Gimmi Ferrari; incidono l'album Hanno preso la Bastiglia! (che, oltre a qualche vecchio successo, racchiude canzoni nuove come Picasso o Segni sulla pelle, con sonorità a volte vicine all'hard rock), pubblicato l'anno successivo dalla Hiara Records di Ennio Tricomi, e riprendono l'attività dal vivo. In seguito Gianluca Antolini sostituisce al basso Ferrari (che si dedica definitivamente all'attività di burattinaio, che la sua famiglia porta avanti da tre generazioni), mentre alla chitarra c'è sempre Antonello Gabelli. Partecipano anche alla trasmissione "Vent'anni dopo", curata e presentata da Red Ronnie e trasmessa da Italia Uno, dove cantano Un ragazzo di strada. Nel 1989, partecipano ad "Una rotonda sul mare", trasmissione musicale di Canale 5 presentata da Marco Predolin, interpretando Un ragazzo di strada. Dopo alcuni anni anche questa formazione cessa le attività; intorno al 2000 Ravasini ricostituisce un gruppo, con la stessa denominazione, ma con altri musicisti, Stefano e Luigi Ravasini (figli di Angelo), Massimo Armani (dal 2007 Alessandro Secchi), Cristian Ferretti e Luca Sardella.
Il 18 aprile 2000 muore a 53 anni Fabrizio "Billo" Levati; il 31 dicembre 2006 muore a 66 anni Gimmi Ferrari ed il 26 dicembre 2013 muore anche Angelo Ravasini.

La band è in attività, portata avanti da Antonello Gabelli, chitarrista cantante dal 1968/69, e poi nell'unico disco originale del 1989, da lui composto, per la voce di Angelo

Claudio Benassi il batterista dei Corvi (dal 1966 al 1997) tra i fondatori della storica band  e ultimo rimasto, dal 1999 continua a percorrere l'esperienza musicale del gruppo, riproponendo il repertorio storico con lo stesso spirito della formazione originale. 

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

La loro canzone più nota, Un ragazzo di strada, è stata reincisa molte volte da vari artisti: ricordiamo, tra gli altri, Ivan Cattaneo e i Rats e nel corso del 2008 i Pooh, nell'album Beat ReGeneration. Nel 2009 è stata cantata al concerto del Primo Maggio da Vasco Rossi. I The Bastard Sons Of Dioniso ne hanno inoltre proposto una versione nel loro terzo album. I Calibro 35 hanno inciso il brano nel 2013 con Manuel Agnelli. I Los Gatos Negros hanno invece inciso Che strano effetto in spagnolo.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Ravasini: voce, chitarra (dal 1966 al 2013)
  • Claudio Benassi: batteria (dal 1966 fino al 1997)
  • Fabrizio Levati (musicista): chitarra (dal 1966 al 1969)
  • Italo Gimmi Ferrari: basso (dal 1966 al 1969)
  • Antonello Gabelli: chitarra (dal 1969 al 1971, poi nel 1989/91)
  • Ennio Tricomi dal 1969 al 1972 : basso
  • Massimo Vessella : organo (dal 1969 al 1970)
  • Gianluca Antolini : basso (dal 1988 fino agli anni '90)
  • Flavio Polverigiani: tastiera (anni'70)
  • Massimo Armani: chitarra solista e acustica (dal 1990 al 2007)
  • Stefano Ravasini: batteria (dal 1999 al 2013)
  • Cristian Ferretti: tastiere (dal 1990 al 2013)
  • Luca Sardella: basso (dal 2003 al 2013)

Formazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonello Gabelli: chitarra e voce
  • Daniele Fabio: chitarra e voce
  • Domenico Sangiovanni: batteria
  • Gigi Puzzo: basso

Formazione attuale Claudio de I CORVI[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Benassi: batteria
  • Lorenzo Cavazzini: voce
  • Emanuele Sirocchi: chitarra ritmica
  • Pietro Amoretti: chitarra solista
  • Paolo Ferrarini: basso
  • Mirko Rivara: tastiere

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Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 Giri[modifica | modifica wikitesto]

45 Giri[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Pescetelli - Una generazione piena di complessi - Editrice Zona, Arezzo, 2006
  • Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990
  • Enzo Mottola "Bang Bang il Beat Italiano a colpi di chitarra" Bastogi Editrice Italiana,2008
  • Alessio Marino "BEATi voi!" n.9, settembre 2011, Edizioni i libri della Beat boutique 67
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