George Martin

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George Henry Martin

Sir George Henry Martin (Londra, 3 gennaio 1926) è un produttore discografico e compositore britannico. Viene a volte definito come il "quinto Beatle", un titolo dovuto al suo lavoro come produttore della maggior parte delle registrazioni dei Beatles, nonché per aver suonato anche parti strumentali in alcuni dei loro brani ed averne curato gli arrangiamenti orchestrali[1].

In una carriera che ricopre più di sei decenni, Martin ha lavorato in musica, film, TV ed esibizioni dal vivo. Oltre al suo lavoro creativo, ha avuto molti ruoli di direttore esecutivo in aziende attive nell'ambito dei media e ha contribuito a molte attività di carità, incluso il suo impegno per The Prince's Trust, la charity fondata da Carlo, principe di Galles e l'isola caraibica di Montserrat.

In riconoscimento ai suoi servizi all'industria della musica e alla cultura popolare, gli è stato concesso il rango di Knight Bachelor nel 1996. È il padre del produttore Giles Martin e dello scrittore, produttore e attore Gregory Paul Martin.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Quando Martin aveva sei anni, i suoi genitori comprarono un pianoforte che stimolò gli interessi musicali del figlio. Due anni dopo convinse i suoi genitori a pagare lezioni di piano. Frequentando la Guildhall School of Music and Drama dal 1947 al 1950 e studiando pianoforte e oboe, poté ascoltare un'ampia varietà di stili musicali che spaziavano da Cole Porter a John Dankworth. Mentre si trovava ancora all'accademia, sposò Sheena Chisholm, con la quale ebbe due bambini, Alexis e Gregory. Dopo il diploma, prima lavorò per il dipartimento di musica classica della BBC e poi, nel 1950, alla EMI che negli anni cinquanta, con l'esplosione del rock and roll, divenne una delle più importanti etichette discografiche dell'epoca. In seguito fu nominato manager dell'etichetta Parlophone nel 1955. La Parlophone era una società minore sotto la guida del colosso multinazionale, riservata prevalentemente all'incisione di dischi umoristici. Originariamente Martin lavorò con comici come Peter Sellers e Rolf Harris, quindi era noto alla EMI come produttore di artisti minori.

Dopo il divorzio dalla prima moglie, il 24 giugno 1966 sposò Judy Lockhart-Smith e anche con lei ebbe due figli, Lucy e Giles Martin.

I Beatles[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Beatles.

Fece la sua prima audizione ai Beatles nel 1962, dopo che erano stati rifiutati dalla casa discografica Decca.

Fece loro firmare un contratto, sebbene la sua prima reazione sia stata "sono piuttosto orribili"[2]. Questo segnò l'inizio di una lunga relazione nella quale l'esperienza musicale di Martin aiutò a colmare il varco tra il talento grezzo e il suono che i Beatles volevano ottenere[2].

I Beatles non sapevano leggere la musica; la loro abilità nel suonare era tuttavia lodevole, e "non si poteva fare a meno di farseli piacere"[3] ma egli dovette affinare i loro talenti nascosti.

Uno dei suoi provvedimenti fu quello di sostituire Ringo Starr alla batteria con il turnista Andy White, ritenuto da lui più adatto: il singolo Love Me Do infatti vede il Beatle relegato al tamburello. Avrà modo di rivalutare le capacità musicali di Starr; infatti per tutte le registrazioni successive userà sempre Starr come batterista.

Durante l'estate del 1967 partecipò alla realizzazione dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band.

La sua formazione classica si riflette molto in canzoni come Yesterday ed Eleanor Rigby. La maggior parte degli arrangiamenti per strumenti orchestrali venne realizzata da Martin in collaborazione con membri dei Beatles. Un buon esempio ne è Penny Lane, per cui Martin lavorò con Paul McCartney su un assolo di tromba: McCartney esponeva cantando la melodia e Martin la trascriveva su uno spartito.

Dopo i Beatles[modifica | modifica sorgente]

A parte il suo lavoro con i Beatles (sia con il gruppo che con progetti in singolo), Martin produsse anche album per molti altri artisti, tra i quali gli America e gli Ultravox, per i quali lavorò sul loro sesto album Quartet (1982). È anche un famoso compositore, autore della musica del film dei Beatles Yellow Submarine e di quella del film di James Bond Live and Let Die (Vivi e lascia morire) per il quale Paul McCartney cantò la canzone del titolo. Sua anche la composizione Theme One, scritta come sigla per BBC 1 e ripresa successivamente come singolo dal gruppo Van Der Graaf Generator.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
Knight Bachelor - nastrino per uniforme ordinaria Knight Bachelor
— 1996

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ George Martin.
  2. ^ a b I ricordi di sir Martin, intervista di Ernesto De Pascale a George Martin, pubblicata su Jam, n° 162 di settembre 2009, pag. 35.
  3. ^ L'estate di Sgt. Pepper di George Martin, La Lepre edizioni 2013, pag. 9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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