Falange spagnola

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La Falange Española y de las J.O.N.S fu un movimento politico fascista spagnolo degli anni trenta. Dal 1938 fu trasformato nel partito unico franchista, come "Movimiento Nacional" del Falange Española Tradicionalista y de las Juntas de Ofensiva Nacional Sindicalista, sciolto nel 1977.

Indice

[modifica] Le origini

Il giogo e le frecce, simbolo della Falange
José Antonio Primo de Rivera durante un comizio.

La Falange Española y de las J.O.N.S[1] nasce il 13 febbraio 1934 a Madrid dall'unione della Falange Española di José Antonio Primo de Rivera (nata il 29 ottobre 1933) con le Juntas de Ofensiva Nacional-Sindicalista (JONS) di Onésimo Redondo Ortega e Ramiro Ledesma Ramos. Il movimento inizialmente viene condotto in triumvirato da Josè Antonio Primo De Rivera, Ramiro Ledesma Ramos e Ruiz de Alda.[2]

Il movimento, che si definiva nazional-sindacalista, proponeva un programma di tipo rivoluzionario, in parte ispirato ai movimenti fascisti europei dell'epoca[3], che coniugava il rispetto dei tradizionali valori storici spagnoli con punti dottrinali fissati sulla giustizia sociale, con forte contestazione del capitalismo e del marxismo, contro l'individualismo e la lotta di classe, grazie soprattutto alle istanze portate in dote dalle JONS. È presente quindi una politica sociale rivoluzionaria, caratterizzata dall'instaurazione di un ordinamento di tipo corporativo, dalla socializzazione dei mezzi di produzione e dal superamento della democrazia parlamentare a favore di nuovi strumenti di partecipazione popolare (democrazia organica). Viene inoltre promossa la nazionalizzazione delle banche e dei grandi servizi pubblici, pur riconoscendo la proprietà privata. In ottica più ampia, Josè Antonio Primo De Rivera tendeva anche a un recupero spirituale dell'identità nazionale, dipingendo la nazione come un'essenza metafisica.[4]

Il nuovo raggruppamento fu presentato il 4 marzo del 1934 al Teatro Calderon di Valladolid[5], in conseguenza dell'accordo del precedente 13 febbraio tra Primo de Rivera e Ramiro Ledesma. I simboli del nuovo movimento furono la bandiera rossa e nera delle JONS ed il giogo con un fascio di cinque frecce, tradizionale emblema dei re cattolici.

Nell'ottobre del 1934 si tenne il primo Consiglio Nazionale a Madrid, nel quale Josè Antonio fu nominato capo unico e furono adottati la famosa Camisa Azul, come uniforme, ed il saluto romano. Successivamente fu fondato "Arriba Espana" l'organo di stampa ufficiale del movimento. José Antonio, figlio del generale Miguel Primo de Rivera y Orbaneja, dittatore dal 1923 al 1930, fu senza dubbio la figura più importante della Falange di cui elaborò la dottrina ed il programma politico.

Le fortune politiche della Falange procedettero a fasi alterne fino alle elezioni del febbraio 1936 vinte dal Fronte Popolare; da quel momento i militanti del movimento crebbero costantemente, passando dai 40.000 del 1936 agli oltre 500.000 del 1939, alla fine della Guerra Civile[6].

Il 14 marzo 1936 José Antonio fu arrestato dalla polizia politica dopo che la sua elezione nel distretto di Cuenca era stata invalidata per privarlo dell'immunità parlamentare.

[modifica] La guerra civile

Il 18 luglio 1936 con l'Alzamiento (la rivolta) militare guidato dai generali Francisco Franco, Emilio Mola e José Sanjurjo scoppiò la guerra civile ed il successivo 20 novembre, dopo un processo sommario di dubbia legalità tenutosi tra il 13 ed il 18, Josè Antonio venne fucilato nel carcere di Alicante, dove era detenuto. La data del 20 novembre diverrà poi una delle ricorrenze più importanti del regime franchista.

Nei mesi successivi caddero anche tutti gli altri capi del movimento, nessuno dei quali sopravvisse alla guerra. La Falange partecipò attivamente, insieme al Carlismo, alla Guerra Civile con suoi reparti militari, che costituivano in genere le truppe d'assalto delle divisioni nazionaliste.

La debolezza politica dei nuovi dirigenti favorì il decreto di unificazione del 19 aprile del 1937, con il quale Franco unì sotto il suo comando i movimenti nazionalisti, fondendo la Falange e la Comunità tradizionalista carlista nel nuovo Partito Unico "Falange Espanola Tradicional y de las JONS" di cui si autoproclamò Capo Nazionale.

[modifica] Il Movimiento

Dopo il 1938 la maggior parte dei falangisti accettò la confluenza nel "Movimiento Unificado" di Franco, mentre quelli che si opposero vennero arrestati e processati. Il capo del movimento Manuel Hedilla, che rifiutava di riconoscere l'autorità politica di Franco, fu addirittura condannato a morte nel 1937 per tradimento. La condanna venne poi commutata, ma Hedilla restò in carcere fino al 1947. L'attività politica dei falangisti dissidenti continuò nella clandestinità sino alla morte di Franco nel 1975.

Successivamente Franco, che non era né diventò mai falangista, ne sterilizzò gradualmente gli impulsi, utilizzando il Movimiento e la sua ideologia per contrapporsi simbolicamente alle ideologie socialista, marxista e liberale, che riteneva nemiche dalla tradizione spagnola. Franco lo trasformò in un partito unico, denominato semplicemente il "Movimiento Nacional", formato da Falange, dal sindacato "vertical", e dai rappresentanti dei corpi sociali. Lo stesso Franco era il capo nazionale del movimento, poi vi era un ministro Segretario generale del movimento e un'assemblea denominata Consiglio nazionale.

Tuttavia nel lungo periodo della sua dittatura, il Franchismo, la Falange ed il suo fondatore restarono sempre e solo vuoti simboli a sostegno di un potere autocratico. Il programma politico e sociale della Falange non fu mai realizzato, neppure in minima parte, e dopo la fine degli anni quaranta, con la graduale emarginazione di Ramón Serrano Súñer (cognato di Franco e ultimo leader dei falangisti), i suoi uomini non occuparono più significative posizioni di potere e di governo. Un anno dopo la morte di Franco il Movimiento Nacional fu sciolto, e dalle elezioni democratiche del 1977 diversi movimenti si sono richiamati all'esperinza falangista, senza grandi successi elettorali.

Josè Antonio è seppellito nella Valle de los Caídos, sotto la croce dell'altar Maggiore in una tomba a fianco di Franco.

[modifica] Capi della Falange

[modifica] Segretari generali del Movimiento

(Con il rango di ministro)

(ministero soppresso nel 1977)

[modifica] Note

  1. ^ Bartolomé Bennassar, La guerra di Spagna. Una tragedia nazionale, Einaudi, 2006
  2. ^ Paul Preston, Le tre Spagne del '36, Corbaccio, 2002.
  3. ^ nell'ottobre del 1933 Josè Antonio aveva incontrato Mussolini restando profondamente influenzato dalla sua dottrina politica, specialmente quella del fascismo sansepolcrista
  4. ^ José Antonio Primo De Rivera, Le basi del falangismo spagnolo, Sentinella d'Italia, 1986.
  5. ^ La vecchia Castiglia fu sempre la roccaforte del movimento
  6. ^ ma a quel punto il movimento non era più quello originario e molte adesioni avvennero più per opportunismo e convenienza che per convinzione ideale

[modifica] Bibliografia

  • Antonio Medrano, La Falange spagnola: una via solare, Raido, 1998.
  • Adolfo Munoz Alonso, Un pensatore per un popolo, Volpe, 1972.
  • Bernd Nellessen, La rivoluzione proibita (Falange spagnola), Volpe editore, 1965.
  • Paul Preston, Le tre Spagne del '36, Corbaccio, 2002.
  • José Antonio Primo De Rivera, Le basi del falangismo spagnolo, Sentinella d'Italia, 1986.
  • José Antonio Primo De Rivera, Scritti e discorsi di battaglia, Settimo Sigillo, 1993.
  • José Antonio Primo De Rivera, Scritti e discorsi di battaglia (Falange spagnola), Volpe Editore, 1967.
  • Armando Romero Cuesta, Obbiettivo: uccidere Franco, Seb, 1996.

[modifica] Voci correlate

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