Codice di Chitarrella

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Sotto il nome Codice di Chitarrella cadono due raccolte di regole di giochi di carte, una che descrive il tressette e la sua variante mediatore[1], l'altra, detta in napoletano jonta (aggiunta), che descrive lo Scopone. Entrambe le raccolte sono scritte in latino, entrambe sono attribuite ad un non meglio specificato Signor Chitarrella, che ha finito per essere identificato con un sacerdote o un monaco domenicano, di cui non si avrebbe alcuna notizia biografica.

Fra le due raccolte vi sono differenze strutturali e linguistiche sufficienti per lo meno a suggerire che siano state scritte da autori o in ambienti differenti[2].

La tradizionale identificazione dei due Chitarrella e la collocazione temporale di entrambi al 1750 non trovano riscontro nelle fonti primarie. Il Pratesi cita una confessione dell'editore Pironti, contenuta nel libro Luigi Chiurazzi (1831-1926) e l'editoria napoletana, secondo cui la spesso citata e mai ritrovata prima edizione del 1750 sarebbe un “occasionale frutto della sua fantasia”[3].

Chitarrella sul Tressette[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione a stampa pervenutaci di un'opera attribuita al Signor Chitarrella è del 1840, in Napoli[4]. Secondo Franco Pratesi, questa edizione è da considerarsi la editio princeps del Codice di Chitarrella relativa al tressette[3]. Il Pratesi suggerisce che l'introduzione in cui si nomina un manoscritto “unto e bisunto” sia una trovata editoriale e che la sua assenza nelle svariate edizioni[5] che sono rapidamente succedute a quella del 1840 sarebbe un ulteriore indizio a favore dell'ipotesi[3].

Le "regole" del Chitarrella sono in massima parte regole di gioco, ma ci sono anche suggerimenti di strategia più o meno condivisibili, consigli da baro[6], altrimenti frasi da declamare durante il gioco[7].

Chitarrella sullo Scopone[modifica | modifica wikitesto]

L'aggiunta, o jonta, è formata da 44 regole che descrivono il gioco dello scopone. La sua prima edizione solidamente[8] documentata è del 1937, se si esclude la data del 1750, alcune citazioni si spingono a datarla al 1932[9]. Un ancora inedito libro di Sergio Aldo Bonanni[10] data fra il 1895 e il 1902 l'apparizione di regole sullo scopone associate al Chitarrella.

Secondo Franco Pratesi, il Codice di Chitarrella relativo allo scopone sarebbe un'opera scritta negli anni '30 del secolo 20º[11]. Il Pratesi suggerisce che i due codici siano prodotto dell'ambiente goliardico Napoletano.

il Chitarrella nella tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Signor Chitarrella citato nella edizione del 1840 ha finito per venire identificato con “il sacerdote napoletano Marcello Chitarrella, forse monaco domenicano di cui non si conoscono notizie biografiche”[12].

La datazione tradizionale al 1750 del codice è utilizzata per sostenere tesi a favore di una ampia ed antica diffusione del gioco dello scopone in Italia[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questo mediatore è una variante del Tressette, non il mediatore giocato a Barletta.
  2. ^ Le regole per mediatore e tressette sono strutturate come Introduzione, Gioco, Punteggio, quelle per lo scopone sono un'unica sequenza. La lunghezza delle regole è di 12 parole (dev.st. 8.8) per regola del codice per il tressette, contro le 31 (dev.st. 18.0) parole per regola per lo scopone. Nel Chitarrella-Tressette la forma verbale est è presente in 19 frasi su 131, cioè il 14.5% delle frasi la contiene, nel Chitarrella-Scopone 27 su 76 frasi, pari al 35.5%. Il termine chartarius per indicare il mazziere non è per nulla presente nel Chitarrella-Tressette, mentre ricorre 16 volte nel Chitarrella-Scopone.
  3. ^ a b c Franco Pratesi, La prima edizione di Chitarrella, «Journal of the International Playing-Card Society», XXVII No. 4, 1999 Jan-Feb, pag 166-172
  4. ^ Chitarrella (attribuito), de regulis ludendi et solvendi in mediatore et tresseptem, Cataneo, Napoli, 1840
  5. ^ Edizioni del Codice di Chitarrella, 1840-1866
  6. ^ Mediatore:IV-37: Mira si potes montem, et chartas alterius. Tuas vero tempore opportuno.
  7. ^ Mediatore:IV-23: Post chartam iocatam non fit misericordia.
  8. ^ 1937, edizione Moneta, Revole de jocare e pavare
  9. ^ Abele Saba, Revole de jocare e pavare Mediatore e Tressette, co na jonta d'o Scopone, ed. Moneta, Milano, 1960
  10. ^ Sergio Aldo Bonanni, La Storia dello Scopone, inedito, annunciato sul sito della Federazione Italiana Gioco Scopone
  11. ^ F. Pratesi, scopone italianissimo, pag 71 e nota 16.
  12. ^ 6 giugno 2013, fornendo a Google i due oggetti di ricerca 'monaco' e 'chitarrella', 5 dei primi 10 risultati completano con 'domenicano', un sesto non specifica, altri 4 sono non rilevanti, riferendosi alla città di Monaco o a questa pagina wikipedia.
  13. ^ Non è difficile trovare libri e articoli sullo scopone che citino il Chitarrella del 1750. esempio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chitarrella (attribuito a), de regulis ludendi et solvendi in mediatore et tresseptem, Cataneo, Napoli, 1840
  • Franco Pratesi, La prima edizione di Chitarrella, «Journal of the International Playing-Card Society», XXVII No. 4, 1999 Jan-Feb, pag 166-172
  • Franco Pratesi, Scopone Italianissimo, «L'Esopo - Rivista trimestrale di bibliofilia», nº 61, Marzo 1994, pag 65-77
  • Pasquale Pironti, Luigi Chiurazzi (1831-1926) e l'editoria napoletana, Pironti, Napoli, 1982
  • Sergio Aldo Bonanni, la storia dello scopone: leggende e realtà, inedito.
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