Catastrofismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il catastrofismo o teoria delle catastrofi naturali è una teoria scientifica formulata dal naturalista francese Georges Cuvier agli inizi del XIX secolo e successivamente più volte rivisitata.[1]


Il catastrofismo classico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo questa teoria la terra sarebbe stata interessata nel corso della sua lunga storia da eventi catastrofici, di corta durata, di carattere violento ed eccezionale. Si opponeva quindi alla teoria dell'uniformitarismo, secondo la quale qualunque processo che si sia esercitato in un lontano passato continua ad agire anche nel presente. Georges Cuvier intendeva spiegare in questo modo l'esistenza dei fossili, che egli per primo riconobbe come appartenenti a specie estinte, cioè le specie scomparse nel corso degli eventi catastrofici. Cuvier basò la sua teoria principalmente su due osservazioni: l'evidenza di estinzioni di massa e l'assenza di forme graduali tra una specie e l'altra.[1]

Catastrofismo ed evoluzionismo[modifica | modifica wikitesto]

Il catastrofismo venne inizialmente usato a sostegno della teoria dell'immutabilità delle specie viventi, in contrasto con la contemporanea teoria di Jean-Baptiste de Lamarck sulla trasformazione delle specie.[1] A tal proposito è rimasto celebre il dibattito pubblico del 1830 tra Gorges Cuvier e Etienne Geoffroy Saint-Hilaire tra immutabilità dei viventi ed evoluzione, in cui Cuvier ottenne una vittoria effimera, data la diffusione dilagante delle idee di Saint Hilaire.[1]

Diatriba col darwinismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del XIX secolo il catastrofismo venne adottato in chiave evoluzionistica da vari studiosi, che vedevano nelle catastrofi il motore principe dell'estinzione e della successiva nascita di nuove specie.[2] La teoria delle catastrofi si trovò quindi in contrapposizione radicale alla teoria dell'evoluzione di Charles Darwin, la quale affermava l'estinzione graduale delle specie secondo le idee dell'uniformitarismo della scuola britannica, alla quale Darwin stesso aderiva.[3] Il catastrofismo cadde quindi in disgrazia verso la fine del XIX secolo col prevalere delle teorie darwiniste. A causa di questa sua lunga contrapposizione con il darwinismo, il catastrofismo è stato infondatamente tacciato di essere una teoria pseudo-scientifica originatasi in ambienti religiosi conservatori, ma non è così,[1][4] sia Cuvier che Louis Agassiz, i primi sostenitori del catastrofismo non evoluzionistico, provenivano da ambienti laici influenzati dall'illuminismo francese.

Rinascita del catastrofismo e neo-catastrofismo[modifica | modifica wikitesto]

Passato di moda e quasi scomparso all'inizio del XX secolo, a partire dagli anni '50 il catastrofismo è stato più volte rivisitato ed incluso in alcune teorie dell'evoluzione delle specie, fino ad essere nuovamente contrapposto al gradualismo darwiniano ed usato come spiegazione della grande estinzione del Cretacico.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Università della California a Berkeley, Georges Cuvier.
  2. ^ Clarence King. Catastrophism and Evolution in The American Naturalist, vol.11, n° 8, agosto 1877. University of Chicago Press, Chicago, 1877.
  3. ^ N.N. Recensione di The coming of Evolution di J. W. Judd. The British Medical Journal, vol. 1, n° 2621, 25 marzo 1911, pag. 695.
  4. ^ Dennis O'Neal, Palomar College, early theories of evolution.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]