Bacon's Rebellion

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La Bacon's Rebellion fu una ribellione, avvenuta nel 1676 nella Colonia della Virginia, guidata da Nathaniel Bacon, un ricco allevatore. Essa fu la prima ribellione avvenuta nelle Tredici colonie in cui presero parte coloni scontenti; un fatto simile avvenne in Maryland qualche mese dopo. La presa di posizione fu una protesta contro le razzie dei nativi americani alle frontiere, oltre che contro le politiche di favoritismo nei loro confronti da parte del governatore reale della Virginia, William Berkeley. Questa fu una delle prime volte in cui i poveri di pelle bianca e quelli di etnia nera furono uniti nel sostenere una causa. Il fatto determinò la paura che si insinuò nelle classi dominanti e sfociò nel razzismo e nella schiavitù.[1][2] Mentre i coltivatori non riuscirono nel loro intento di espellere i nativi americani dalla Virginia, la ribellione obbligò Berkeley a recarsi in Inghilterra per rispondere dei disordini.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Prima della "ribellione in Virginia", come venne chiamata, nel 1674, un gruppo di coltivatori insediati alla frontiera della Virginia, chiesero ai nativi americani di spostarsi in alcuni territori protetti, altrimenti sarebbero stati uccisi. L'anno successivo, nel settembre 1675, un gruppo di indiani Doeg rubarono alcuni maiali al piantatore Thomas Mathews, come ritorsione per il mancato pagamento di alcune partite di merce acquistate dagli indiani. Quando i coloni scoprirono il fatto, uccisero diversi indiani. In risposta questi ultimi uccisero il mandriano di Mathews, Robert Hen.

Due capitani della milizia, (entrambi con una storia di aggressione non motivata verso gli indiani) si recarono presso gli indiani, uccidendo 14 Susquehannock senza alcun motivo. Ne scaturì una serie di incursioni in ritorsione al fatto accaduto. John Washington andò ad una festa dalla Virginia al Maryland, e circondò un campo di Susquehannock con la milizia del Maryland. Anche se gli indiani rimasero nel campo per sei settimane, quando sei dei loro capi uscirono per parlamentare, vennero uccisi a sangue freddo dai coloni assedianti.

Dopo alcune settimane, gli indiani ruppero la tregua e si recarono alle cascate del fiume James (nei pressi dell'attuale (Richmond). Lungo la strada, uccisero numerosi coloni in ritorsione per la morte dei loro capi. Quando ebbero ucciso un numero adeguato di persone, tentarono di concordare una tregua con gli inglesi che rifiutarono.[3]

Cercando di evitare una intensificazione della guerra con gli indiani, il Governatore Berkeley emanò una legge per il contenimento della minaccia dei nativi americani. Egli propose la costruzione di molti forti difensivi lungo la frontiera. I coloni sulla frontiera, pensando che il piano era costoso ed inadeguato, pensarono che era una scusa per aumentare le tasse.

La ribellione[modifica | modifica wikitesto]

Quando Berkeley rifiutò di rivalersi nei confronti dei nativi americani, gli allevatori si riunirono a rapporto per discutere della faccenda. Nathaniel Bacon arrivò con un gran quantitativo di brandy e dopo che venne distribuito, egli venne eletto capo del gruppo. Contro gli ordini di Berkeley, si diresse a sud prima di raggiungere la tribù Ochannechee. Dopo aver ottenuto la promessa di attaccare gli Susquehanocks, Bacon ed i suoi uomini attaccarono e uccisero la maggior parte degli uomini, donne e bambini del villaggio. Al loro ritorno a casa scoprirono che Berkeley aveva richiesto una nuova elezione alla Camera dei Burgess, allo scopo di facilitare i problemi degli indiani. [4]

La neo eletta House of Burgesses decretò un numero elevato di riforme (Anche se in questo periodo Bacon non partecipò alle riunioni del Burgess, poiché la sua piantagione era molto lontana.) limitando i poteri del governatore e ripristinando i diritti di suffragio ai cittadini senza terre. [5]

Dopo la promulgazione di queste leggi, Bacon arrivò a Jamestown con 500 uomini per chiedere l'invio di truppe contro gli indiani. Il governo rifiutò di cedere alle pressioni, anche sotto la minaccia delle armi, ma Bacon riuscì ad estorcere, con la forza, la nomina di una commissione parlamentare allo scopo di ottenere la guerra contro gli indiani. Durante questi avvenimenti, vennero uccise otto persone in alcune scorribande indiane sulla frontiera. [6]

Il 30 luglio 1676, Bacon ed il suo esercito emisero la Declaration of the People of Virginia[7], chiedendo che gli indiani dell'area venissero uccisi o espulsi e la fine della loro figura di "parassiti". La dichiarazione criticava l'amministrazione di Berkeley in dettaglio. Lo accusava di imporre tasse ingiuste, di nominare amici in posizioni chiave e di debolezza nel proteggere i coltivatori della frontiera dall'attacco degli indiani.

Bacon ed i suoi uomini iniziarono a muovere contro gli indiani alla frontiera, lanciando un attacco contro gli innocenti Pamunkey. Essi, non solo non avevano mai partecipato agli attacchi contro i coloni, ma erano sempre stati alleati degli inglesi in tutto il tempo dei raid indiani contro i coloni. Essi stavano provvedendo a raccoglie guerrieri per aiutare gli inglesi, quando Bacon prese il potere.

Alcuni mesi dopo il conflitto, le forze di Bacon, circa 300-500 uomini, marciarono su Jamestown, dove diedero al fuoco la capitale coloniale il 19 settembre 1676. Sopraffatto, Berkeley si ritirò al di là del fiume. [8]

Prima che una squadra navale inglese potesse giungere in porto in soccorso di Berkeley e dei suoi uomini, Bacon morì di dissenteria il 26 ottobre 1676. [9]

John Ingram prese il suo posto a capo della ribellione, ma molti seguaci si ritirarono. Essi vennero sconfitti da Berkeley che lanciò una serie di ambiziosi e proficui attacchi attraverso la Chesapeake Bay. Le sue forze finirono per disperdere i pochi che ancora erano rimasti fedeli a Ingram.

Il settantenne governatore Berkeley, tornò alla sua capitale bruciata alla fine del gennaio 1677. [10]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Governatore Berkeley ritornò al potere, confiscò le proprietà di diversi ribelli e fece impiccare 23 persone. [11]

Dopo aver nominato una commissione d'inchiesta, ed inviato un rapporto al re Carlo II, Berkeley venne sollevato dall'incarico e richiamato in Inghilterra.

Carlo II, si dice abbia detto: "Quel vecchio pazzo, ha messo a morte più gente in quella spoglia terra, di quanta io non ne abbia messa a morte per l'uccisione di mio padre." [12]

Non ci sono tracce ufficiali di questo commento; l'origine della storia sembra risalga ad un mito coloniale scaturito trent'anni dopo l'evento. [13]

Poveri bianchi e neri, indifferentemente, si unirono ai ribelli della frontiera. La visione di questa unità eterogenea allarmò la classe dominante. Gli storici sostengono che la ribellione abbia spinto verso il razzismo e la istituzione dello schiavismo, come sistema per controllare la reazione dei poveri. [14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Bacon's Rebellion", Africans in America, Part 1, PBS, accesso 25 marzo 2009
  2. ^ Green Spring Plantation in Historic Jamestowne, National Park Service. URL consultato il 25 marzo 2008.
  3. ^ Washburn, The Governor and the Rebel, p. 20-25
  4. ^ John Berry, Francis Moryson, and Herbert Jefferys, “A True Narrative of the Rise, Progress and Cessation of the Late Rebellion in Virginia, Most Humbly an Impartially Recorded by His Majesties Commissioners, Appointed to inquire into the Affairs of the Said Colony.” Ed. by Charles Andrews in Narrative of the Insurrections 1675 to 1690, (Charles Scribner’s Sons: New York, 1915), 111-113.
  5. ^ Susan P. Castillo, Ivy Schweitzer, The literatures of colonial America, Blackwell Publishing, 2001, p. 225, ISBN 978-0-631-21125-9.
  6. ^ John Berry, Francis Moryson, and Herbert Jefferys, “A True Narrative of the Rise, Progress and Cessation of the Late Rebellion in Virginia, Most Humbly an Impartially Recorded by His Majesties Commissioners, Appointed to inquire into the Affairs of the Said Colony.” Ed. by Charles Andrews in Narrative of the Insurrections 1675 to 1690, (Charles Scribner’s Sons: New York, 1915), 116.
  7. ^ Dichiarazione del popolo della Virginia.
  8. ^ Edward Channing, Eva G. Moore, A history of the United States, Macmillan, 1908, p. 88.
  9. ^ Bragdon Kathleen J., The Columbia Guide to American Indians of the Northeast, Columbia University Press, 2005, p. 112.
  10. ^ Green Spring Plantation in Historic Jamestowne. URL consultato il 2008-25-30.
  11. ^ Geiter, Mary K., William Arthur Speck, Colonial America: From Jamestown to Yorktown, Macmillan, 2002, p. 63
  12. ^ Fiske, John, Old Virginia and Her Neighbours, Houghton, Mifflin and Co., 1902, p. 110.
  13. ^ Washburn, The Governor and the Rebel, p. 139
  14. ^ Cooper, William J, Liberty and Slavery: Southern Politics to 1860, Univ of South Carolina Press, 2001, p. 9.

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