Antonio Di Gennaro

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Antonio Di Gennaro
Antonio Di Gennaro, Verona 1985-86.jpg
Di Gennaro al Verona nella stagione 1985-86
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 177 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1992 - giocatore
2001 - allenatore
Carriera
Giovanili
Fiorentina Fiorentina
Squadre di club1
1976-1980 Fiorentina Fiorentina 44 (5)
1980-1981 Perugia Perugia 24 (3)
1981-1988 Verona Verona 182 (18)
1988-1991 Bari Bari 64 (4)
1991-1992 Barletta Barletta 28 (3)
Nazionale
1977
1979
1979
1984-1986
Italia Italia U-20
Italia Italia U-21
Italia Italia Olimpica
Italia Italia
 ? (?)
0 (0)
0 (0)
15 (4)
Carriera da allenatore
2000-2001 Fiorentina Fiorentina Vice
2001 Milan Vice
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 maggio 2008

Antonio Di Gennaro (Firenze, 5 ottobre 1958) è un allenatore di calcio, ex calciatore e commentatore televisivo italiano, consulente esterno del Bari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Una volta posto termine alla carriera da calciatore è rimasto a vivere a Bari, città dove si è sposato e ha avuto figli.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi a Firenze e Perugia[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione della Fiorentina nella stagione 1978-1979

Centrocampista con caratteristiche da regista, esordisce diciottenne con la Fiorentina, squadra in cui milita dal 1976 al 1980: ai viola Di Gennaro è "chiuso" da Giancarlo Antognoni, rimanendo spesso in panchina.[2]

Aggregato alla prima squadra dalla formazione Primavera, nella Serie A 1976-1977,[3] giocò 4 partite, con il club di Firenze che si piazza al 3º posto. Con la Fiorentina disputò la successiva stagione, tribolata, che si concluse con la salvezza ottenuta all'ultima giornata grazie alla miglior differenza reti nei confronti delle avversarie (otto presenze).

Di Gennaro esultante al Perugia nel 1980-1981

Nel campionato di Serie A 1978-1979, le presenze sono 21 e i gol 3. A Firenze l'8 ottobre segna due reti al Napoli al 32' e all'86', la Fiorentina vinse 2-1, il terzo gol stagionale lo segna al Verona il 19 novembre (sesto posto finale).

6º posto nella Serie A 1979-1980, 11 presenze e due reti, nell'estate 1980 va al Perugia, in cui resta una stagione (1980-81), conclusa con la retrocessione dei grifoni (3 gol in 24 presenze).[4]

L'affermazione a Verona[modifica | modifica wikitesto]

L'anno successivo passa all'Hellas Verona, in cui milita dal 1981 al 1988. Sulla panchina scaligera, nel 1981, esordisce Osvaldo Bagnoli, che porta la squadra in serie A e ha un importante influsso sulla maturazione del giocatore.[2]

Perse la finale della Coppa Italia 1982-1983 contro la Juventus (2-0 per gli scaligeri all'andata al Bentegodi, 3-0 al ritorno al Comunale ai supplementari).[5] Di Gennaro nella Serie A 1982-1983 e in Coppa Mitropa 1982-1983[6] contribuisce al 4º posto finale del club.

La rosa del Verona campione d'Italia nel 1985

Nella Serie A 1983-1984, con il Verona si classifica al 6º posto e arriva alla sua seconda finale di Coppa Italia, persa contro la Roma.[7]

Conquista lo storico scudetto con i veneti nel 1984-85. La squadra scaligera andò in testa dopo due giornate rimanendo imbattuta con Roma, Inter e Juventus. L'Inter compì un temporaneo aggancio il 20 gennaio, per la sconfitta subita dal Verona con l'Avellino, venendo superata il 17 febbraio. L'Hellas mantenne il primo posto sino al termine del campionato, si laurea campione d'Italia il 12 maggio con il pareggio 1-1 con l'Atalanta.[8]

Con l'Hellas Verona terminò il campionato 1985-86 al decimo posto. Esordì in Coppa Campioni (4 presenze),[9] eliminando il PAOK Salonicco al primo turno.[10] Agli ottavi di finale, fu sconfitta dalla Juventus (campione d'Europa in carica): pareggiò 0-0 al Bentegodi, perse 2-0 al Comunale a porte chiuse, per la sanzione inflitta dalla UEFA alla società torinese dopo la strage dell'Heysel, nella partita segnata dal discusso arbitraggio del francese Robert Wurtz[10].

Di Gennaro in azione con la maglia degli scaligeri

Di Gennaro è convocato in Nazionale per la gara di Losanna con la Svizzera; questa con gli elvetici è la prima di quindici presenze in cui totalizzò quattro gol. In azzurro è convocato al campionato mondiale di calcio 1986 in Messico.

La sua squadra si piazza al 4º posto nella Serie A 1986-1987, lui segna tre gol in questa stagione e uno nella Serie A 1987-1988, l'ultima stagione per lui a Verona (che si classifica 10º in campionato). Nel 1988 l'Hellas cede, anche per problemi finanziari, quella che i tifosi consideravano una bandiera[2], e Di Gennaro passa al Bari.

Gli ultimi anni a Bari e Barletta[modifica | modifica wikitesto]

Di Gennaro con il Bari, a fine campionato di Serie B 1988-1989, ottiene la promozione in serie A. Nella stagione 1989-1990 da capitano, [11][12] vinse la Coppa Mitropa 1990; la conquista della Coppa, rappresenta il primo successo internazionale del Bari.

Il Bari festeggia il successo nella Coppa Mitropa del 1990, primo trionfo dei pugliesi in campo internazionale.

Finito il campionato, dal 17 al 21 maggio il Bari disputa la Coppa Mitropa (in virtù del 1o posto in coabitazione con il Genoa, ottenuto l’anno prima in serie cadetta). Nel girone A i galletti battono 3-0 entrambe le due contendenti: gli ungheresi del Pecsi, gli jugoslavi del Radnički Niš. Classificatisi primi con 4 punti, i biancorossi incontrano in finale allo stadio "Della Vittoria" il Genoa capolista del girone B (il Comune di Bari vieta per la finale l’utilizzo del nuovo "San Nicola", pronto per i mondiali, che la società aveva chiesto di poter inaugurare proprio con l’importante finale). Al 14' del primo tempo, da un’azione partita dalla difesa, a centrocampo Terracenere esegue un pallonetto all’indirizzo di Perrone, che corre incontrollato sulla fascia destra; questi in corsa entra in area genoana ed effettua un pallonetto che elude Braglia in uscita. Il risultato non cambia (Perrone colpisce la traversa) e al triplice fischio il Bari conquista il suo primo trofeo internazionale (e seconda Coppa della storia calcistica barese, dopo la Coppa Italia Primavera, ottenuta nel 1980-1981).

A fine carriera, nel 1991-1992, gioca una stagione nel Barletta, in serie C1 dove nel girone B si piazza con la squadra al 12º posto, 28 presenze, 3 reti per lui.

Allenatore e dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000-01 diviene vice allenatore nella Fiorentina di Fatih Terim, venendo licenziato durante la stessa stagione dopo la crisi che porta alle dimissioni del tecnico turco.

Il 17 luglio 2014 diventa club manager del settore giovanile del Bari.[13][14] Il 10 ottobre seguente si dimette dalla carica per l'incompatibilità delle sue competenze col contemporaneo ruolo di opinionista in televisione,[15] rimanendo legato alla società barese come consulente esterno.[16]

Opinionista[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente alla conclusione della carriera agonistica è divenuto commentatore televisivo, dapprima per Sky Sport, spesso a fianco di Maurizio Compagnoni.[17][18] e poi per Mediaset Premium.[19]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Serie Presenze Gol fatti
1976-1977 Fiorentina Fiorentina A 4 0
1977-1978 Fiorentina Fiorentina A 8 0
1978-1979 Fiorentina Fiorentina A 21 3
1979-1980 Fiorentina Fiorentina A 11 2
1980-1981 Perugia Perugia A 24 3
1981-1982 Verona Verona B 33 2
1982-1983 Verona Verona A 26 1
1983-1984 Verona Verona A 26 4
1984-1985 Verona Verona A 29 4
1985-1986 Verona Verona A 25 3
1986-1987 Verona Verona A 23 3
1987-1988 Verona Verona A 20 1
1988-1989 Bari Bari B 32 3
1989-1990 Bari Bari A 15 1
1990-1991 Bari Bari A 17 0
1991-1992 Barletta Barletta C1 28 3

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
3-11-1984 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
8-12-1984 Pescara Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Amichevole 1
5-2-1985 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
13-3-1985 Atene Grecia Grecia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
3-4-1985 Ascoli Piceno Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole -
2-6-1985 Città del Messico Messico Messico 1 – 1 Italia Italia Amichevole 1 Esce all'88'
6-6-1985 Città del Messico Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
25-9-1985 Lecce Italia Italia 1 – 2 Norvegia Norvegia Amichevole -
16-11-1985 Chorzow Polonia Polonia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
26-3-1986 Udine Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Amichevole 1
11-5-1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole 1
31-5-1986 Città del Messico Italia Italia 1 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º Turno -
5-6-1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º Turno -
10-6-1986 Puebla Italia Italia 3 – 2 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º Turno -
17-6-1986 Città del Messico Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Mondiali 1986 - Ottavi di finale - Entra al 46'
Totale Presenze 15 Reti 4

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Verona: 1984-1985
Verona: 1981-1982
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Bari: 1990

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Di Gennaro: "In Fiorentina-Bari chi rischia di più sono i viola" TuttoBari.com (Mauro Solazzo, 19 ottobre 2010) - URL consultato il 6 gennaio 2015 -
  2. ^ a b c Profilo e statistiche su Hellastory.net
  3. ^ Italy 1976/77 su RSSSF
  4. ^ (EN) Attendance Statistics of Serie A - 1974-75 to 1985-86, stadiapostcards.com.
  5. ^ 22 giugno 1983, prodigio in Coppa Italia in juventus.com, 22 giugno 2011.
  6. ^ (EN) Davide Rota, Mitropa Cup 1982/83, www.rsssf.com. URL consultato il 05-03-2009.
  7. ^ (EN) Coppa Italia 1983-1984 Rsssf.com
  8. ^ Campionato 1984-1985 su rsssf.com
  9. ^ Profumo d'Europa per sei italiane in La Stampa, 4 luglio 1985, p. 22.
  10. ^ a b > Giovanni Gambini, Lo chiamavano Elkjaer, la furia di Copenhagen, Tipografia Milani, 2004, pp. 42;70;78;80.
  11. ^ Paparesta-Di Gennaro, contatto: anche l'ex capitano nel progetto... TuttoBari.com (Ivan Barnabà, 1º luglio 2014) - URL consultato il 21 luglio 2014 -
  12. ^ Totò Di Gennaro: “Questo Bari diventerà grande” quotidiano di bari.it (Marco Iusco, 18 giugno 2014) - URL consultato il 21 luglio 2014 -
  13. ^ Bari: così «primavera» e la novità di Rossini La Gazzetta del Mezzogiorno.it (17 luglio 2014) - URL consultato il 21 luglio 2014 -
  14. ^ Manager e vecchie glorie così il Bari ricomincia dal settore giovanile la Repubblica.it (18 luglio 2014) - URL consultato il 21 luglio 2014 -
  15. ^ Di Gennaro: "Zero polemiche. L'aspetto economico..." TuttoBari.com (Francesco Grossi, 8 ottobre 2010) - URL consultato il 6 gennaio 2015 -
  16. ^ Comunicato ufficiale Fc Bari: Di Gennaro sarà consulente esterno Europa Calcio.it (Roberta Caiano, 10 ottobre 2014) - URL consultato il 6 gennaio 2015 -
  17. ^ Roma-Palermo: Compagnoni-Di Gennaro per Sky Stadionews.it
  18. ^ Coppa America: La programmazione Sky Calciomercato.com
  19. ^ Colpo Mediaset Premium: arrivano Fabio Cannavaro, Tacchinardi, Di Gennaro e De Marco digital-sat.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]