Antico Regno

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L'Antico regno è il periodo della storia dell'Antico Egitto che va dalla III alla VI dinastia (secondo la divisione del Canone Reale) e che, indicativamente è compreso tra il 2700 a.C. ed il 2192 a.C.[1]
A questo periodo risalgono le costruzioni più famose ed imponenti della civiltà egizia: le piramidi.

III dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Per la lista dei sovrani di questa dinastia vedi III dinastia egizia

Malgrado alcuni dei sovrani della terza dinastia siano ben conosciuti, poche e confuse sono le informazioni sulle loro correlazioni, al punto che la stessa sequenza è oggetto di discussioni e tesi contrapposte. Anche sull'esistenza o meno di alcuni sovrani vi sono, tra gli studiosi, pareri contrastanti.
Per tali motivi è anche impossibile definire una cronologia dei singoli regni; il periodo coperto dalla dinastia si suppone vada dal 2700 a.C. al 2630 a.C.[2]

IV dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Per la lista dei sovrani di questa dinastia vedi IV dinastia egizia

Il tratto forse più saliente della quarta dinastia è che ai suoi sovrani sono legati i monumenti probabilmente più famosi che ci rimangono dell'antica civiltà egizia: le piramidi di Giza e la grande Sfinge.
A Medjedu, conosciuto con il nome greco di Kheops (Cheope) è dovuta la grande piramide, unico monumento giunto fino a noi di quelli che vennero detti le sette meraviglie del mondo.

Durante la campagna di scavi del 2011 - 2012 l'archeologo francese Pierre Tallet della Sorbona di Parigi ha ritrovato un porto e grandi magazzini scavati nella roccia nella località di Wadi al-Jarf, sul Mar Rosso, databili alla IV dinastia. Tali ritrovamenti attestano la capacità degli egiziani di intraprendere viaggi per mare non solo per lo sfruttamento delle miniere di rame della vicina costa della Penisola del Sinai ma anche verso luoghi più lontani e probabilmente fino al mitico Paese di Punt fin dal 2600 a.C.[3]

La sequenza dei sovrani di questa dinastia è abbastanza sicura tranne che per Bafra e Djedefptah di cui non possediamo dati archeologici ma solamente la loro indicazione nella lista di Manetone. La IV dinastia si estende, approssimativamente, dal 2630 a.C. al 2510 a.C.[4]

V dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Per la lista dei sovrani di questa dinastia vedi V dinastia egizia

Durante questa dinastia si assiste all'affermarsi, almeno fino al regno di Nieserre, del culto solare di Re come si può ricavare dai resti dei templi solari di alcuni sovrani ed anche dalla presenza del termine re in numerosi nomi.
I complessi funerari dei sovrani di questa dinastia non raggiungono le dimensioni di alcuni della precedente dinastia.
Per quello che ci è dato a sapere i rapporti commerciali con l'esterno dell'Egitto proseguono ed abbiamo notizie di importazione di legno di cedro da Biblos, di animali esotici dalla bassa Nubia e di rapporti commerciali con Punt, una stazione probabilmente posta sulla costa somala di cui non è ancora stato identificato il sito con sicurezza.
Verso la fine della dinastia inizia a notarsi un rafforzamento del potere provinciale (nomos) in contrasto con il potere centrale.
La V dinastia si estende, approssimativamente, dal 2510 a.C. al 2350 a.C.[5]

VI dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Per la lista dei sovrani di questa dinastia vedi VI dinastia egizia

Con la sesta dinastia si conclude il periodo della storia egizia comunemente denominato Regno Antico.
Dopo il lungo regno di Netjerkhau, noto anche come Pepi II, lo stato centrale si sfascia e la regalità si disperde tra una miriade di sovrani locali che regnano contemporaneamente rivendicando, ciascuno per sé, il titolo di Signore delle Due Terre.
Anche le fonti, sia quelle archeologiche, che quelle storiche ed epigrafiche, si riducono a pochi accenni spesso contraddittori.
La VI dinastia si estende, approssimativamente, dal 2350 a.C. al 2192 a.C.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, da pag. 467 a pag.469
  2. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, da pag. 467 a pag.468
  3. ^ Cinzia Dal Maso, Egitto - scoperto il porto di Cheope è il più antico del mondo in La Repubblica, 22 aprile 2012, pp. 47.
  4. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 468
  5. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, da pag. 468 a pag. 469
  6. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 469

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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