Vuoto KBC

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Il Vuoto KBC, così battezzato dalle iniziali degli astronomi Ryan Keenan, Amy Barger e Lennox Cowie che nel 2013 ne teorizzarono l'esistenza,[1] è una grande regione di spazio caratterizzata da una bassissima densità di galassie che contiene la Via Lattea,[2] il Gruppo Locale, ossia il gruppo di galassie di cui fa parte le sopraccitata Via Lattea, e buona parte del Superammasso Laniakea.

La forma di questa regione relativamente vuota è grossolanamente sferica e si stima che il suo diametro sia di circa 2 miliardi di anni luce (600 megaparsec), con la Via Lattea posizionata a poche centinaia di milioni di anni luce dal suo centro.[3] Una tale dimensione fa del vuoto KBC il più grande vuoto finora conosciuto, persino più grande del Vuoto Gigante, un altro enorme vuoto scoperto nel 1988 nella costellazione dei Cani da Caccia.

L'esistenza del vuoto KBC è stata utilizzata per spiegare la discrepanza tra le misure della costante di Hubble effettuate a partire da supernove vicine, le cosiddette "candele standard", e dalle variabili Cefeidi (72-75 km/s/Mpc) e quelle effettuate utilizzando la radiazione cosmica di fondo e le oscillazioni acustiche barioniche (67-68 km/s/Mpc).[3] Secondo la teoria, le galassie interne al vuoto sarebbero soggette ad un'attrazione gravitazionale più forte da parte della materia esterna ad esso, il che porterebbe a valori più alti della costante di Hubble se misurata prendendo come riferimento oggetti relativamente vicini.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ryan C. Keenan, Amy J. Barger e Lennox L. Cowie, Evidence for a ~300 Mpc Scale Under-density in the Local Galaxy Distribution, in The Astrophysical Journal, vol. 775, 2013, Bibcode:2013ApJ...775...62K, DOI:10.1088/0004-637X/775/1/62, arXiv:1304.2884.
  2. ^ Giulia Bonelli, Via Lattea "sotto vuoto", ASI, 7 giugno 2017. URL consultato il 28 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2017).
  3. ^ a b c Ethan Siegel, We're Way Below Average! Astronomers Say Milky Way Resides In A Great Cosmic Void, Forbes. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  4. ^ Therry Devitt, Celestial boondocks: Study supports the idea that we live in a void, University of Wisconsin-Madison, 6 giugno 2017. URL consultato il 28 dicembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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