Via dalla pazza folla

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Via dalla pazza folla
Titolo originaleFar From the Madding Crowd
Far-From-The-Madding-Crowd-1874-Title-Page.jpg
Frontespizio della prima edizione del 1874 di Far From the Madding Crowd
AutoreThomas Hardy
1ª ed. originale1874
1ª ed. italiana1955
Genereromanzo
Lingua originaleinglese
Preceduto daUnder the Greenwood Tree
Seguito daThe Return of the Native

Via dalla pazza folla (Far From the Madding Crowd) è il quarto romanzo di Thomas Hardy, del 1874, e il suo primo successo letterario. Apparve anonimo per la serie mensile sul Cornhill Magazine, dove ottenne una vasta lettura e ricevette generali critiche positive. Hardy rivide estensivamente il testo per l'edizione del 1895 e fece ulteriori modifiche per l'edizione del 1901.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane fittavolo Gabriel Oak, conducendo una vita frugale e di risparmi e ottenuto un prestito, gestisce una fattoria di pecore. Egli si innamora della bellissima e povera Bathsheba Everdene, appena arrivata per vivere con la zia, e chiede la sua mano. Bathsheba lo rifiuta. Dopo qualche mese, la condizione sociale tra i due si è rovesciata: Bathsheba ha ereditato la fattoria di suo zio, e Oak ha perso tutti i suoi possedimenti in una notte di tempesta. Oak si ritrova quindi alle dipendenze di Bathsheba, prima come pastore poi come fattore; e ha così modo di osservare da presso lei e gli altri suoi dipendenti, i variopinti abitanti del paese. Bathsheba miete i cuori di tutti gli uomini che incontra, ma uno solo, all'inizio, sembra indifferente al suo fascino: il suo vicino di fattoria, William Boldwood. Per scherzo, Bathsheba gli manda un biglietto di S. Valentino.

L'uomo si infiamma e inizia ad ardere d'amore per lei. Bathsheba riesce a malapena a impedire un fidanzamento tra loro, prendendo tempo; intanto nel villaggio arriva un nuovo sergente, il baldo Francis Troy. Per la prima volta in vita sua la sprezzante Bathsheba si innamora, cede alle lusinghe di Troy, lo sposa dopo pochi giorni. Troy inizia a sperperare le ricchezze di Bathsheba, ma non è tutto: spunta fuori anche la sua precedente relazione con una cameriera, Fanny Robin, che aveva sedotto e abbandonato. Quando Fanny muore di parto, Troy ritrova all'improvviso tutto il suo amore per lei, le fa costruire una tomba monumentale e scappa di casa.

Viene creduto annegato in mare, e Bathsheba viene riconosciuta da tutti come vedova; Boldwood ricomincia a farle la corte, ottenendone una promessa di matrimonio di lì a sei anni. Quando però all'improvviso rispunta Troy e reclama sua moglie, Boldwood, che aveva già dato segni di squilibrio mentale, lo uccide e viene condannato a morte (sarà poi graziato e deportato in Australia). Rimasta vedova davvero, Bathsheba sposa infine il suo primo pretendente, Gabriel Oak, che in tutti quegli anni non aveva smesso di vegliare su di lei e di amarla.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Via dalla pazza folla, traduzione di Piero Jahier e Maj-Lis Rissler Stoneman, introduzione di Piero Jahier, Collana Classici inglesi, Milano, Garzanti, 1955.
  • Via dalla pazza folla (traduzione sull'ultima edizione approvata da Hardy), a cura di Sara Antonelli, Collana Grandi classici, Milano, BUR, 2015, ISBN 978-88-17-07697-5.
  • Via dalla pazza folla (basata sulla Wessex Edition del 1912), a cura di Enrico Mistretta, Roma, Fazi editore, 2016.
  • Via dalla pazza folla, Collana Romanzi e racconti, Milano, Baldini & Castoldi, ISBN 978-88-6852-862-1. (in corso di pubblicazione)

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