Tommaso Caracciolo, V conte di Gerace

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Tommaso Caracciolo, V conte di Gerace
Conte di Gerace
Stemma
In carica 1443 –
1466
Predecessore Battista Caracciolo, IV conte di Gerace
Successore Titolo estinto
Nascita Napoli, ?
Morte Roma, 1466
Dinastia Caracciolo di Gerace
Padre Battista Caracciolo, IV conte di Gerace
Madre Covella Ruffo
Religione Cattolicesimo

Tommaso Caracciolo, V conte di Gerace (Napoli, ... – Roma, 1466), è stato un nobile italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso era figlio di Battista Caracciolo, conte di Gerace, e di sua moglie Covella Ruffo. Alla morte del padre nel 1443 ne ereditò i beni e i titoli.

Sotto il regno di Alfonso I di Napoli, Tommaso si distinse per essere uno dei peggiori baroni dell'intero regno: non solo si autoproclamò marchese senza aver ricevuto l'assenso regio, ma in più occasioni si dimostrò prepotente nei confronti dei suoi sudditi e sprezzante dell'autorità del sovrano.

Questo comportamento gli attirò le ire del viceré di Calabria e dello stesso re di Napoli il quale, il 14 agosto 1454, emise un mandato di cattura per il nobile. Il Caracciolo riuscì a fuggire a Napoli, ma venne catturato il 21 aprile dell'anno successivo e imprigionato a Castelnuovo. Nel frattempo gli uomini del re di Napoli assediarono il castello di Gerace, dove gli uomini del conte continuavano a resistere: dovettero però cedere dopo dodici giorni. La moglie, Palma Margherita di Viterbo, contessa di Belcastro, venne fatta prigioniera e tradotta a Cosenza, mentre tutti i beni dei conti di Gerace vennero sequestrati. Dopo l'ampio processo che seguì all'operazione, Tommaso venne condannato al sequestro di tutti i suoi beni e alla pena capitale, commutata in ergastolo per grazia del sovrano. Il feudo di Gerace, ormai de facto elevato a marchesato, venne concesso al figlio di re Ferdinando I, Enrico d'Aragona.

Ormai anziano, il Caracciolo venne liberato dal carcere a causa della sua malattia e abbandonò per sempre il regno di Napoli, trasferendosi a Roma, dove morì attorno al 1466.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Caetani, Regesta chartarum, vol. V, San Casciano Val di Pesa 1930, p. 201
  • P. Gentile, Finanze e Parlamenti nel Regno di Napoli, in Archivio storico per le province napoletane, XXXVIII (1913), pp. 207–10
  • P. Gentile, Lo Stato napoletano sotto Alfonso I d'Aragona, in Archivio storico per le province napoletane, XXIV (1938), p. 43
  • F. Fabris, La genealogia della famiglia Caracciolo, a cura di A. Caracciolo, Napoli 1966, tavv. XLI bis, XLV bis 1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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