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Teoria del cigno nero

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Un cigno della specie Cygnus atratus.

La teoria del cigno nero è una teoria scientifica che descrive un evento non previsto, che ha effetti rilevanti e che, a posteriori, viene inappropriatamente razionalizzato e giudicato prevedibile con il senno di poi.[1] Etimologicamente questa teoria prende le mosse dall'errata assunzione (nell'emisfero boreale) dell'inesistenza del cigno nero, "scoperto" (dal mondo occidentale) solo nel 1697.[2]

La teoria è stata sviluppata da Nassim Nicholas Taleb.[3] per spiegare:

  1. l'importanza sproporzionata di determinati eventi di grande impatto, difficili da prevedere e molto rari, che esulano da ciò che normalmente ci si attende in campo storico, scientifico, finanziario e tecnologico;
  2. l'impossibilità di calcolare con metodi scientifici la probabilità di tali eventi rari e carichi di conseguenze (a causa della natura stessa delle probabilità molto piccole);
  3. le distorsioni psicologiche che impediscono alle persone (sia come individui sia come collettività), di cogliere l'incertezza e il ruolo enorme degli eventi rari nell'andamento della storia.

A differenza del precedente e più ampio "problema del cigno nero" (ovvero il problema filosofico dell'induzione), la "teoria del cigno nero" si riferisce unicamente a eventi inaspettati di grande portata e grandi conseguenze, e al loro ruolo dominante nella storia. Tali eventi, considerati estremamente divergenti rispetto alla norma, giocano collettivamente un ruolo molto più importante della massa degli eventi ordinari.

  1. Teoria del Cigno Nero, su argomenti.ilsole24ore.com, 15 dicembre 2016. URL consultato il 15 marzo 2021.
  2. Cygnus Atratus, su monaconatureencyclopedia.com. URL consultato il 15 marzo 2021.
  3. La teoria del cigno nero e tutti noi, su ilpost.it, 22 maggio 2016. URL consultato il 15 marzo 2021.

Voci correlate

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