Telogen effluvium

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Per Telogen effluvium in campo medico si intende una caduta di capelli molto intensa senza che compaiano chiazze glabre, tali manifestazioni risultano molto comuni.

Un tipico caso si vede dopo una gravidanza per via della cessazione dell’effetto protettivo degli estrogeni.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due forme:

  • Telogen effluvium acuto: la caduta è improvvisa e violenta, la sua durata si attesta sui tre mesi, successivamente si ha una ricrescita che può essere parziale ma anche totale.
  • Telogen effluvium cronico: la durata è molto maggiore e non guarisce con il tempo, formando zone di diradamento [1]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

L’unico segno clinico è il conteggio dei capelli caduti dopo un lavaggio (superiori a 100).

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Le cause possono essere molteplici associate ad un arresto delle mitosi pilari, dove dalla sincronizzazione dei cicli si riesce a comprendere quanto sia grave l’evento e di conseguenza quanti capelli perderà il soggetto.

Altre cause sono trauma, chemioterapia, operazioni subite e stress, carenze o eccesso di ormoni tiroidei (ipotiroidismo o ipertiroidismo), ipervitaminosi da vitamina A, carenze proteiche nutrizionali[2]. Anemia sideropenica (da carenza di ferro) e carenza di oligoelementi (selenio, zinco, etc).

Terapie[modifica | modifica wikitesto]

Mentre nella forma acuta basta rassicurare la persona che recupererà i capelli perduti, nella forma cronica la terapia consiste nella somministrazione di corticosteroidi come ad esempio il prednisone (dose massima 0.25 mg/kg al giorno). Se invece vi è una malattia associata si deve curare prima quest’ultima.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Telogen effluvium (hair shedding). DermNet NZ. URL consultato il 3 dicembre 2007.
  2. ^ articolo di tricologia del tricologo e Direttore Scientifico del Giornale Italiano di Tricologia Dr. A.Marliano su alopecia areata e carenze nutrizionali proteiche

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Sengen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Tullio Cainelli, Riannetti Alberto, Rebora Alfredo, Manuale di dermatologia medica e chirurgia terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2387-5.
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