Susanna di Roma

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Santa Susanna di Roma, Vergine e Martire
La morte di Santa Susanna, dipinto nella Cappella di Santa Susanna, Chiesa di San Rocco a Parigi
La morte di Santa Susanna, dipinto nella Cappella di Santa Susanna, Chiesa di San Rocco a Parigi

Martire

Nascita III secolo
Morte 11 agosto 294
Venerata da Chiesa cattolica
Ricorrenza 11 agosto
Attributi palma del martirio e corona della verginità
Patrona di Osini

Torre Santa Susanna

Susanna di Roma, Vergine e Martire (III secoloRoma, 11 agosto 294) è stata una martire cristiana, venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Poco si conosce sulla vita e sul martirio di questa santa. La leggendaria Passio di Santa Susanna, redatta nel VI secolo, che ne descrive il martirio la vorrebbe parente sia dell'imperatore Diocleziano sia di Papa Caio.

Nel 294 Diocleziano avrebbe ordinato la decapitazione di sua nipote Susanna, perché fervente cristiana e perché aveva rifiutato di rompere il suo voto di castità e di andare sposa a Massimiliano Galerio, suo figlio adottivo. La condanna fu eseguita l'11 agosto del 294 nella stessa casa della martire.


Durante la persecuzione di Diocleziano, per essersi rifiutata di sposare il figlio dell'imperatore, fu arrestata e decapitata nella sua stessa casa. Il papa Gaio, che abitava accanto, ne iniziò la commemorazione liturgica e dichiarò la casa di Susanna titolo stazionario (da Enciclopedia Cattolica - Città del Vaticano 1949).


Culto[modifica | modifica wikitesto]

Serena, moglie dello stesso Imperatore, anch'ella cristiana, fece trasportare il corpo della nipote nelle catacombe di Santa Felicita, raccolse il sangue della martire e non soltanto lo conservò quale preziosa reliquia, ma suggerì agli altri cristiani la devozione verso questa Santa martire. Papa Caio diede inizio al culto di santa Susanna all'alba del giorno successivo alla decapitazione, celebrando la Messa sul luogo del martirio. Susanna fu associata nel culto a Papa Caio, perché il titulus, o chiesa titolare[1] dedicato al pontefice, fu connesso al culto della santa nipote.

Il Martyrologium Hieronymianum la colloca all'11 agosto.

Dal 595 a Roma vi è una chiesa a lei dedicata ed è Patrona Principale e Protettrice di Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi, nella diocesi di Oria, dove il culto alla Santa Vergine e Martire Susanna ha radici profonde e secolari, da collocare nel periodo in cui i soldati romani custodivano il Castello e le torri già esistenti in tale paese sin dal 294, anno della morte di S. Susanna, e per mantenere vivo il suo ricordo posero l'immagine della Santa in una torre e la stamparono in un affresco nell'antica Chiesa. Il suo culto a Torre S. Susanna è, tuttora, forte e sentito, tanto da vantare un'antica Statua lignea in mezzo busto (più varie Reliquie), un'antica tela raffigurante la Vergine Maria Assunta tra i Santi Nicola e Susanna, custodite nella Chiesa Matrice, e un obelisco (Colonna di S. Susanna), collocato al centro del paese, alto circa 12 metri in tufo locale, mentre la Santa posta su di esso, è alta circa 2 metri e mezzo, in pietra leccese. Esso risale al 1837 per volere dei Torresi, in quanto erano scampati da una epidemia di colera che nei paesi limitrofi aveva decimato le popolazioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Titolo cardinalizio

Circa Santa Susanna, quale culto nel brindisino, a Torre Santa Susanna: contributo di Giovanni Ursini.

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