Su, comunisti della Capitale

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Su, comunisti della Capitale
Artista
Autore/ianonimo
GenereCanzone popolare
Stilepopolare
Esecuzioni notevoliCanzoniere del Lazio, Piero Brega
PeriodoSecondo Dopoguerra

Su, comunisti della Capitale è una canzone antifascista e comunista italiana, legata alla Resistenza, il cui testo fu scritto nel Secondo Dopoguerra. È una delle canzoni di lotta più diffuse tra i militanti comunisti di Roma e del Lazio[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La canzone fu composta nell'immediato Secondo Dopoguerra, condividendo la melodia e buona parte del testo con la contemporanea Orsù compagni di Civitavecchia. Entrambe le canzoni traggono ispirazione dalla canzone anarchica Nel fosco fin del secolo morente, chiamata anche Inno della rivolta. Nei decenni la canzone trovò diffusione, tanto da diventare la più diffusa canzone comunista di Roma[2].

La canzone fu riproposta nel 1973 dal Canzoniere del Lazio, cantata da Piero Brega, nell'album Quando nascesti tune[1].

Testo[modifica | modifica wikitesto]

«Su, comunisti della Capitale,
è giunto alfine il dì della riscossa,
quando alzeremo sopra al Quirinale
bandiera rossa.

Questa città ribelle e mai domata
dalle rovine e dai bombardamenti;
la guardia rossa suona l'adunata:
tutti presenti.

Vent'anni e più di tirannia fascista,
col carcere, il confino ed il bastone,
non hanno menomato al comunista
la convinzione.

La convinzione di una nuova era
che al mondo porterà la redenzione
e porta scritto sulla sua bandiera:
rivoluzione.

E se la polizia 'n ce lascia perde
e se la polizia 'n ce lascia in pace,
risponderemo sulle barricate
piombo con piombo.

E se cadremo in un fulgor di gloria,
schiacciando borghesia e capitalismo,
dal sangue sorgerà la nuova storia
del comunismo.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Su comunisti della capitale, su Ildeposito.org.
  2. ^ Su comunisti della capitale, su Antiwarsongs.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Vettori, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1974

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]