Stretta monetaria

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Una stretta monetaria è una operazione compiuta da una banca centrale destinata alla riduzione dell'offerta di moneta circolante nell'economia. Lo strumento impiegato per realizzare la stretta è di norma un aumento del tasso di sconto.

L'aumento del tasso di sconto, che si riflette su tutti i tassi di interesse, rendendo meno conveniente il ricorso al credito da parte delle imprese e degli altri soggetti economici che desiderano indebitarsi, riduce la domanda e conseguentemente anche l'offerta di moneta, poiché le banche ordinarie, che si rifinanziano presso la banca centrale cedendole titoli in cambio di moneta, si trovano a pagare un prezzo più elevato per rifinanziarsi.

La stretta monetaria è uno strumento di politica economica il cui fine è di rallentare la crescita dell'economia. Il rallentamento si rende necessario quando il tasso di inflazione tende a crescere troppo velocemente, ma anche quando la domanda di beni e servizi implica un eccesso di importazioni che gravano sui conti con l'estero.

In questi casi la stretta monetaria, rallentando la domanda di beni e servizi, il cui finanziamento da parte di imprese, settore pubblico e settore privato diventa più costoso, determina un rallentamento nella crescita dei prezzi e una minore domanda di beni e servizi provenienti dall'estero.