Squadra d'Arozza

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Nel folklore còrso, la Squadra d’Arozza (o anche d’Aroda o Mumma) era un corteo di fantasmi che terrorizzavano coloro si spostavano di notte in luoghi deserti, poco frequentati o vicino ai cimiteri.

La squadra di trapassati, quando incrociava un vivente, poteva offrirgli un cero che se veniva accettato si trasformava nel braccio di un bambino in fiamme. Il malcapitato poteva difendersi da tale assalto ponendosi un coltello a serramanico tra i denti per evitare il bacio della morte.

I personaggi di questo triste corteo apparivano da lontano come persone normali in processione ma man mano che ci si avvicinava, i volti e le estremità perdevano di definizione.

Sull’origine del nome si pensa che derivi dal nome Erode, il malvagio re che alla nascita del Cristo aveva ordinato la Strage degli Innocenti; in tale modo si giustifica anche la presenza del braccio di un bambino in fiamme tra i loro attrezzi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dorothy Carrington, Mazzeri, Finzioni, Signadori, aspects magico-religieux de la culture corse
  • Mauro Boselli, I cacciatori del sogno in Dampyr nº 91, Bonelli editore, 2007 Milano
  • W.G.Sebald, Le Alpi nel mare, Adelphi editore, 2011 Milano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]