Si isti et istae, cur non ego?

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Si isti et istae, cur non ego? è una locuzione latina che significa: Se questi e queste (sono stati capaci di tanto), perché io no?; viene usualmente citata per affermare la possibilità che ciascuno ha di fare grandi cose, in base al fatto che altri sono stati in grado di farle.

È attribuita a sant'Agostino nelle Confessioni, dove in realtà troviamo l'affermazione seguente:

(LA)

«Tu non poteris, quod isti, quod istae? An vero isti et istae in se ipsis possunt ac non in Domino Deo suo?»

(IT)

«Non potrai tu ciò (di cui sono capaci) questi e queste? E veramente questi e queste ne sono capaci per virtù propria o non piuttosto grazie al Signore Dio loro?»

(Conf. 8, 27[1])

La si trova nel paragrafo in cui Agostino si sente esortato alla continenza, ma dubita di esserne capace; la decisione ultima avviene confidando nelle forza della Grazia. Come si vede, il senso del passo originale non è quello usualmente attribuito alla frase, ma piuttosto questo: Io potrò le grandi cose di cui sono capaci questi e queste, non perché ne sono capaci loro, ma perché, come loro, potrò contare sull'aiuto di Dio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Augustinus.it - Confessioni, su augustinus.it. URL consultato il 26 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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