Serie zSeries

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Una delle macchine della serie

La serie zSeries è l'evoluzione del IBM System/360 della ditta IBM (presentata il 7 aprile 1964).

Da allora a tutt’oggi, con i sistemi S/370, S/370-ESA, S/390, z/Series, con il termine Mainframe si intendono i Server più potenti, di solito usati da grandi Aziende, Banche e Assicurazioni.

Questi sistemi sono caratterizzati da una grande affidabilità e dall'utilizzo di sistemi di Time Sharing Option (TSO), che permettono la connessione all'Host di migliaia di Clients (o terminali).

L'architettura hardware di questi sistemi è la z/Architecture

I sistemi operativi relativi a questa architettura sono lo z/OS e lo z/VM.

La gestione di complessi carichi di lavoro nel System z[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mainframe.
Mainframe IBM z10 installato presso il CED di una grande banca italiana nel nord Italia

Come tutte le tecnologie si sono evolute nell'ottica di poter ospitare carichi di lavoro specifici, una serie di tecnologie sono state integrate all'interno dei System z per poter ospitare carichi di lavoro eterogenei tra loro all'interno della stessa elaborazione. Non è affatto inusuale constatare che un solo System z9 riesca a gestire applicazioni prettamente transazionali insieme ad applicazioni di Business Intelligence. Questo è dovuto ad un costante ammodernamento della piattaforma che ha cercato di mantenere come caratteristica fondamentale l'effettivo supporto a tutto ciò che la tecnologia aveva già prodotto. In poche parole, se negli anni ottanta le applicazioni transazionali IMS erano perlopiù utilizzate in un mondo Mainframe, oggi, le applicazioni Java possono essere integrate all'interno di un'infrastruttura z capace di mantenere le caratteristiche prestazionali della piattaforma transazionale tradizionale CICS ed IMS insieme a quelle generate dal nuovo carico di lavoro Java. Non solo. La quantità di dati prodotti nel tempo sono oggetto di analisi attraverso applicazioni che riescono a sfruttare le caratteristiche di "DataBase Machine" e di "I/O Rate" tipiche del System z in generale. Non c'è, inoltre, da meravigliarsi se allo stesso tempo alcuni server Linux virtualizzati all'interno di uno z/VM espletano funzioni di servizi di rete infrastrutturali all'azienda (firewall, DHCP, dns).

Una caratteristica della tecnologia del System z è l'abilità di supportare applicazioni di diversa natura attraverso tecniche intelligenti ed avanzate di gestione del workload disegnate per riallocare le risorse del sistema in maniera automatica e dinamica in accordo con le priorità definite. È interessante inoltre comprendere come la definizione delle priorità non è un qualcosa di definito dal punto di vista meramente tecnologico bensì da uno studio "economico" del processo di business associato.

La funzione che permette tutto questo è il Workload Manager (WLM). L'idea del Workload Manager è quella di tradurre gli obiettivi di business associati ad un dato workload all'interno di costrutti tecnici (regole e priorità) forzate dal Sistema Operativo. Le definizioni delle regole con la quale i processi sono gestiti sono all'interno di quelle che vengono chiamate Policy. Ogni diversa tipologia di Workload è definita nel sistema e ad ogni elemento viene assegnato un obiettivo (goal) ed un'importanza. Questi goal, definiscono le aspettative o i livelli di servizio (SLA) di come il lavoro deve essere effettuato. L'evoluzione di questo strumento ha reso possibile anche tale gestione all'interno di un Sysplex.

Il WLM gestisce l'uso delle risorse di sistema (processore, memoria e I/O) in modo da onorare questi obiettivi. L'identificazione e la classificazione delle richieste di lavoro sono supportati dai software middleware e dal sistema operativo: sono loro, infatti, che informano il WLM quando una nuova unità di lavoro entra ed esce dal sistema. Quando le unità di lavoro entrano nel sistema, vengono classificate ed assegnate ad una classe di servizio (Service Class) che descrive gli obiettivi in termini di performance che deve traguardare. Il WLM gestirà le risorse di sistema per assicurare che le politiche vengano rispettate.

Un ulteriore estensione di tale tecnologia e più in generale della capacità di elaborare grossi e complessi carichi di lavoro da parte del System z, è fornita dalla tecnologia hardware stessa. Ad esempio, l'Intelligence Resource Director (IRD) è una tecnologia che estende il concetto del WLM ai Virtual Server che risiedono all'interno dell'elaboratore. Il System z infatti ha sviluppato da decenni il concetto di virtualizzazione estendendo così le sue capacità. Il System z è infatti un elaboratore in grado di partizionare e condividere le sue risorse dal punto di vista Hardware attraverso la tecnologia del Logical partitioning (LPAR) ed anche dal punto di vista Software attraverso il Sistema Operativo z/VM. Tali livelli di virtualizzazione implementati esprimono il concetto che la virtualizzazione nel mondo System z non è un "Add-On" bensì un "Built-In".

Poiché tale partizioni logiche devono essere gestite con gli stessi livelli di un singolo sistema, l'Intelligence Resource Director, sposta le risorse dinamicamente da un sistema all'altro in base alla priorità della unita di lavoro che richiede il servizio.

Le ultime migliorie sulla piattaforma del System z estendono ulteriormente le capacità hardware elaborative di carichi di lavoro misti. È infatti possibile utilizzare processori specializzati ad eseguire diverse tipologie di lavoro:

  • Central processor (CP): È il processore base, disponibile per tutti i sistemi operativi ed in grado di eseguire qualsiasi tipologia di lavoro
  • Integrated Facility for Linux (IFL): È un processore che può eseguire solo il sistema operativo Linux o il sistema di z/VM per l'utilizzo della virtualizzazione di immagini Linux
  • System z Application Assist Processor (zAAP): Tale processore è utilizzato dall'IBM Java Virtual Machine (JVM) per eseguire il codice Java
  • System z9 Integrated Information Processor (zIIP): Il System z9 Integrated Information Processor (zIIP) è invece il processore in grado di eseguire determinate tipologie di carico tipiche di un database. Tecnologicamente è infatti in grado di gestire tipologie di carico per componenti di elaborazione legate alla Business Intelligence (BI), all'enterprise resource planning (ERP), ed al customer relationship management (CRM). Attualmente solo il DB2 V8 per z/OS è in grado di sfruttare tale tecnologia.
  • Integrated Coupling Facility (ICF): Questo processore gestisce, invece, il carico del Coupling Facility Control Code (CFCC). È infatti utilizzato per creare un sistema di Coupling Facility per essere utilizzato dal System z Parallel Sysplex solution (la tecnologia in grado di gestire un Cluster evoluto di System z).

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