Segnaletica a muro nella seconda guerra mondiale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Uscita di sicurezza di un edificio a Milano evidenziata dalle lettere US e dalla freccia dipinta, gli oggetti posti sopra l'uscita sono filati in vendita al mercato nero

Durante la seconda guerra mondiale sui muri delle città italiane furono dipinti (spesso con l'uso della membranite, un legante per pitture resistenti alle intemperie) molti segnali distintivi per la protezione antiaerea (noti anche come segnaletica a muro, pittogrammi, graffiti di guerra o indicazioni murarie). Erano simboli (frecce e lettere) destinati ad indirizzare la popolazione civile verso i rifugi durante i bombardamenti aerei e ad aiutare l'opera delle squadre di soccorso con la rapida individuazione delle uscite di sicurezza dei rifugi e degli attacchi per gli idranti. Particolari segnali furono utilizzati per evidenziare al nemico gli edifici con destinazioni speciali (ospedali, chiese e monumenti) nella speranza che fossero rispettati. Infine vanno citate le scritte nei ricoveri, con un'ampia varietà di prescrizioni e divieti.

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

Disposizioni e circolari[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 gennaio 1941 una disposizione del Ministero dell'Interno indirizzata ai prefetti raccomandava "l'ubicazione di grafici (ovvero di cartellonistica) indicanti l'accesso ai ricoveri pubblici antiaerei, illuminati di notte da una lampadina azzurrata protetta verso l'alto". Altre circolari ministeriali torneranno sull'argomento dei "cartelli e scritte indicatrici delle installazioni"; nel corso del 1942, anche con la prescrizione del dovuto "dispositivo luminoso per segnalazione ricoveri". Sino ad ora, però, non è stata trovata alcuna tabella specifica delle tipologie grafiche da usare per i segnali distintivi e si ritiene che questi venissero liberamente declinati nel disegno a livello locale[1].

Salvaguardia[modifica | modifica wikitesto]

Censimento e Atlante nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con il passare del tempo - in conseguenza di improvvide ritinteggiature delle facciate dei palazzi o di gratuiti vandalismi dei writers - queste labili tracce della memoria bellica sono andate via via scomparendo dal panorama urbano. Per questo il Network Italiano Bunker e Rifugi Antiaerei[2] ha avviato un censimento per dare vita ad un Atlante nazionale dei segnali distintivi per la protezione antiaerea. L'obiettivo è quello di documentare e salvaguardare i simboli e le scritte ancora presenti, sensibilizzando le istituzioni pubbliche e i proprietari degli stabili alla loro tutela.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è una prima ipotesi di classificazione (con categorie e sottocategorie) dei segnali distintivi per la protezione antiaerea[1]. Occorre premettere che, non essendovi all'epoca prescrizioni grafiche univoche su scala nazionale, si osservano nelle diverse città simboli molto simili ma spesso non identici (variabili anche nelle dimensioni e nei colori). Inoltre per alcune lettere manca ancora un'interpretazione certa, non essendo stati trovati riscontri in documenti ufficiali.

Scritte esterne[modifica | modifica wikitesto]

La scritta esterna più comune è la parola "rifugio" o "ricovero" accompagnata o meno da una freccia. In alcuni casi è seguita dalla parola "ingresso" o, in prossimità dello stesso, dalla specifica della capienza dei posti. In un edificio del Policlinico di Milano[3] è presente l'indicazione "roggia" (dentro un cerchio bianco bordato di nero) per indicare la presenza di un canale artificiale.

Frecce[modifica | modifica wikitesto]

Le frecce stilizzate appaiono principalmente in bianco e nero, con il contorno più o meno bordato. Ve ne sono poi alcune in colore bianco e rosso (spesso per indicare le uscite di sicurezza).

Lettere[modifica | modifica wikitesto]

Indicazione di idrante
Indicazione di uscita di sicurezza a Milano

La lettera più ricorrente è la R di ricovero/rifugio, sia su campo bianco che nero, spesso inserita in una freccia. Compare anche nella versione con la c minuscola per indicare l'ubicazione in una corte o cortile (possibile anche condominiale). Lo stesso vale per la sigla US dell'uscita di sicurezza (talvolta con la scritta "in corte"). I punti in cui erano presenti gli idranti (in realtà bocchette dell'acqua poste rasoterra e chiuse da tombini) erano segnalati, oltre che dalla lettera I nera dentro ad un cerchio, anche con una targhetta. La I dell'attacco Idranti è stata segnalata a Genova anche con la m minuscola per l'uso di acqua marina. Alcune lettere sono di interpretazione controversa (in assenza di documenti ufficiali): come la F segnalata a Genova e Parma (forse derivante da "feuerloscher", ovvero estintore in tedesco; oppure per segnalare fonte, fossato o qualcosa legato ai farmaci) e la S presente a Roma (probabilmente ad indicare un ricovero sotterraneo o in scantinato).

Questo l'elenco completo:

  • C (Cisterna o Canale)
  • F (Fontana - Fp Fontana potabile)
  • I (Attacco idrante) - Im (Attacco idrante con acqua marina)
  • P (Pozzo o Pompa)
  • R (Ricovero/Rifugio) - Rc o R in C (Ricovero/Rifugio in corte)
  • S (Da identificare: forse Ricovero sotterraneo/in scantinato)
  • US (Uscita di sicurezza) - US in C (Uscita di sicurezza in corte)
  • V (Ventilazione/Presa d'aria dei rifugi). Quest'ultimo era uno dei più importanti, visto che segnalava i punti da liberare dalle macerie del bombardamento per evitare che le persone occupanti il ricovero rimanessero soffocate.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Per segnalare la presenza di ospedali furono dipinte inizialmente (sulle facciate e sui tetti) le classiche croci rosse, alle quali fu poi aggiunto il quadrato rosso all'interno di un cerchio bianco. Sono ancora oggi visibili sulle pareti esterne del Policlinico di Milano o dell'Ospedale Molinette di Torino. A guerra scoppiata un Decreto del Duce del 17 giugno 1940[4] stabilì ufficialmente la "Determinazione di segni distintivi per la protezione di edifici e monumenti dai bombardamenti". Il simbolo prescelto fu un rettangolo contenuto in un campo di colore giallo e diviso in diagonale in due triangoli: uno di colore nero e l'altro di colore bianco. Questo simbolo avrebbe dovuto segnalare ai bombardieri nemici la presenza di "edifici consacrati ai culti, alle arti, alle scienze e alla beneficenza, nonché i monumenti storici, gli ospedali civili e altri centri di raccolta di malati e feriti". In alcune città una croce azzurra segnalava gli edifici dove erano disponibili dei medici.

Scritte interne[modifica | modifica wikitesto]

Nei locali sotterranei dei rifugi antiaerei, spesso angusti e affollati, venivano disegnate scritte - o affissi cartelli - che andavano dai semplici inviti dettati dal buon senso, sino alle prescrizioni di sicurezza e ai divieti tassativi (con minaccia di conseguenze penali). Ve ne sono di ogni genere: dalle norme di comportamento (avanzare, stare calmi, in silenzio e seduti), a quelle pratiche e logistiche (non fumare, non sputare, non introdurre materassi, animali o bici, non sostare nei corridoi). E ancora: dagli obblighi (come quello di non abbandonare il ricovero prima della certezza del cessato allarme), sino ai dettami religiosi (non bestemmiare).

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

Anche in altri Paesi europei è possibile trovare segnalazioni analoghe, come la S (Shelter) in Gran Bretagna, Abri in Francia, Refugio in Spagna (risalenti ai tempi della guerra civile), Luftschutzkeller o Luftschutzraum in Germania e Austria (con le frecce marcate "NA" cioè Notausstieg, lo stesso che "US").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Segnali di guerra – Storia & Storie, su lorenzograssi.it. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  2. ^ Nibra - Network Italiano Bunker e Rifugi Antiaerei, su bunkerdiroma.it. URL consultato il 9 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
  3. ^ I segni distintivi della Seconda Guerra Mondiale al Policlinico (PDF), su Policlinico di Milano, pp. 12-13. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  4. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia 144/1940 (PDF), su lorenzograssi.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Seconda guerra mondiale Portale Seconda guerra mondiale: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della seconda guerra mondiale