Sagrestia di San Miniato al Monte

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Coordinate: 43°45′40.64″N 11°15′55.59″E / 43.761289°N 11.265441°E43.761289; 11.265441

Interno della sagrestia
Libreazione di un novizio dal demonio
San Benedetto riconosce l'impostore di Totila
Fondazione di Montecassino e miracolo del frate risorto
Escorcismo di una pietra resa insollevabile dal demonio

La Sagrestia di San Miniato al Monte contiene un ciclo di affreschi con Storie di san Benedetto di Spinello Aretino, databili a dopo il 1387.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel testamento del 1387 di Benedetto degli Alberti, ricco fiorentino in esilio, venne lasciata una cospicua somma per la decorazione della sagrestia della basilica sul colle fiorentino. Si trattava di una struttura a base quadrata con volta a crociera, completata architettonicamente quello stesso anno. L'incarico venne affidato a uno dei più quotati artisti sulla piazza fiorentina, Spinello Aretino. Si tratta della più antica raffigurazione completa delle Storie di san Benedetto in Toscana, presa a modello da raffigurazioni successive come il ciclo del Chiostro degli Aranci e innumerevoli rappresentazioni su tavola.

Gli affreschi, un tempo più lacunosi, vennero molto restaurati nel primo Ottocento.

Prima dell'attuale finestra a vetri colorati, costruita da Raffaello Payer tra il 1860 e 1961, vale la pena di ricordare la finestra gotica distrutta nel 1630. La piccola stanza con il lavabo, aggiunta in un secondo tempo, risale al 1470-1472. Gli armadi di legno del 1470 circa, sono opera di Moniciatto e vennero restaurati con aggiunte neogotiche nel 1860 circa. Sul bancone si trovano quattro statue di terracotta con i santi Benedetto e Miniato, attribuiti a Benedetto Buglioni, un busto-reliquiario di san Miniato di scuola sense del 1450 circa, e una Madonna attribuita a fra' Mattia della Robbia.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Si accede alla sagrestia dalla navata sinistra del presbiterio rialzato. Dai quattro pilastri situati agli angoli partono costoloni che concorrono alla copertura a crociera. Gli affreschi occupano i registri mediano e superiore delle quattro pareti, oltre alle vele della volta.

Stilisticamente le Storie mostrano l'interesse ancora vivo nella Firenze del secondo Trecento per Giotto, con una chiarezza narrativa ordinata, una decorazione essenziale, figure plastiche, colori accesi e vibranti.

Le storie si leggono da sinistra verso destra, dall'alto al basso, a partire dalla parete di fronte all'ingresso.

  1. Commiato di Benedetto dai genitori
  2. Riparazione miracolosa di uno staio spezzato dalla nutrice
  3. Benedetto riceve l'abito monacale a Subiaco e un diavolo che rompe la campanella con cui Benedetto chiedeva cibo dal suo romitorio
  4. Cena pasquale con un monaco mandato da Dio ad alimentare Benedetto nel romitorio
  5. San Benedetto vince la tentazione carnale buttandosi tra i rovi
  6. Elezione di san Benedetto come abate a Vicovaro e distruzione del bicchiere con cui i frati tentavano di avvelenarlo
  7. Partenza da Vicovaro
  8. Incontro con Mauro e Placido
  9. Fondazione di Montecassino e miracolo del frate risorto
  10. Libreazione di un novizio dal demonio
  11. San Benedetto fa sgorgare l'acqua e tornare a galla un ferro da lavoro disperso
  12. Mauro, inviato da Benedetto, salva Palcido dall'annegamento
  13. Esorcismo di una pietra da costruzione resa insollevabile dal diavolo
  14. San Benedetto riconosce uno scudiero che, inviato da Totila, si fingeva il re
  15. San Benedetto rimprovera Totila
  16. Morte del santo

Nella volta sono affrescati i quattro Evangelisti. L'affresco sul portale, con il Cristo in pietà, risale alla seconda meta del Quattrocento ed è attribuito a Giovanni di Piamonte.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefan Weppelman, Spinello Aretino e la pittura del Trecento in Toscana, Firenze, 2011. ISBN 9788859608776
  • Guida d'Italia, Firenze e provincia "Guida Rossa", Touring Club Italiano, Milano 2007.

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