Rotfrontkämpferbund

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I leaders comunisti Ernst Thälmann (sinistra) e Willy Leow (destra) in testa alla parata dei militanti del Rotfrontkämpferbund durante il loro raduno nazionale tenutosi a Berlino nel giugno del 1927.
Il simbolo del Rotfrontkämpferbund (RFB)

Rotfrontkämpferbund (RFB, altre varianti: Der Rote Frontkämpferbund, Roter Frontkämpferbund) (Italiano: Lega dei combattenti del fronte rosso) è stata un'organizzazione paramilitare associata al Partito Comunista Tedesco creata il 18 luglio del 1924 durante la Repubblica di Weimar. Il primo leader dell'organizzazione fu Ernst Thälmann. Il compito dell'organizzazione era quello di essere il braccio militare del Partito Comunista di Germania, e per questo motivo spesso si scontrava nelle strada delle città tedesche con altre forze paramilitari di destra ed in particolare con l'organizzazione paramilitare del partito Nazionalsocialista conosciuta con il nome di Sturmabteilungen (SA). La RFB fu sciolta nel 1932 con la messa fuorilegge del Partito Comunista Tedesco.

Motto e giornale[modifica | modifica wikitesto]

Il motto della RFB era: Rot Front! ("Fronte Rosso!") che veniva pronunciato mentre veniva effettuato il saluto con il braccio destro alzato ed il pugno chiuso nel tipico gesto di saluto socialista e comunista. Oltre a ciò l'organizzazione era provvista anche di un inno le cui parole furono composte da Erich Weinert e messe poi in musica da Hanns Eisler che scrisse il motivo musicale nel 1928.

Il Rotfrontkämpferbund possedeva inoltre un proprio organo ufficiale di stampa dal nome Die Rote Front.

Era inoltre presente anche una giovanile per i ragazzi dai 16 ai 21 anni dal nome Rote Jungfront (in italiano: "Fronte giovanile rosso").

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(In ordine cronologico)

  • Hermann Weber, Die Wandlung des deutschen Kommunismus. Die Stalinisierung der KPD in der Weimarer Republik, 2 Bände, Europäische Verlagsanstalt, Frankfurt am Main 1969.
  • Kurt G. P. Schuster, Der rote Frontkämpferbund 1924-1929. Beiträge zur Geschichte und Organisationsstruktur eines politischen Kampfbundes, (Beiträge zur Geschichte des Parlamentarismus und der politischen Parteien, Bd. 55), Droste, Düsseldorf 1975; ISBN 3-7700-5083-5. (Zugleich: Göttingen, Univ., Diss.).
  • Kurt Finker, Geschichte des Roten Frontkämpferbundes, Dietz, Berlin (Ost) 1981.
  • Pierre Aycoberry, The Social History of the Third Reich 1933-1945, New York, New Press, 1998, p. 19; ISBN 1-56584-549-8.
  • Werner Hinze, Schalmeienklänge im Fackelschein. Ein Beitrag zur Kriegskultur der Zwischenkriegszeit, (Tonsplitter, Archiv für Musik und Sozialgeschichte, Bd. 1). Tonsplitter, Hamburg 2002, ISBN 3-936743-00-2. (Zugleich: Bremen, Univ., Diss., 2002).
  • Carsten Voigt, Kampfbünde der Arbeiterbewegung. Das Reichsbanner Schwarz-Rot-Gold und der Rote Frontkämpferbund in Sachsen 1924–1933, Böhlau, Köln - Weimar - Wien 2009, (Geschichte und Politik in Sachsen, Bd. 26); ISBN 978-3-412-20449-5.
  • Günter Bers, Düren in Rot, Die Demonstration des Roten-Frontkämpfer-Bundes (RFB) anläßlich des "Roten Tages" in der Stadt Düren im Jahre 1926. Eine Dokumentation, Joseph-Kuhl-Gesellschaft e.V., Jülich 2011, 49 Seiten; ISBN 978-3-932903-50-2.

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