Rocca Viscontea

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Rocca viscontea
Castell'Arquato7.jpg
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàCastell'Arquato
Coordinate44°51′02.5″N 9°52′03.3″E / 44.850694°N 9.867583°E44.850694; 9.867583Coordinate: 44°51′02.5″N 9°52′03.3″E / 44.850694°N 9.867583°E44.850694; 9.867583
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Rocca Viscontea
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Costruzione1342-1349
Materialelaterizi, mattoni
Visitabilesi
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa del borgo
Artocchini, p. 658.
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La Rocca Viscontea è un castello medievale situato a Castell'Arquato, in provincia di Piacenza. Posto nella parte alta del paese domina la bassa val d'Arda da un'altezza di 224 m s.l.m.. Fa parte del circuito Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu eretta per volontà del comune di Piacenza a partire dal 1342 nel luogo dove sorgeva una preesistente struttura di origine romana chiamata Castrum Quadratum[1]. L'inizio della costruzione è testimoniato da un atto risalente al 14 luglio 1342 e facente parte del Registrum magnum del comune di Piacenza, nel quale il notaio Gabriele da Caverzago registrò i Pacta Roche Castri Arquati che descrivono accuratamente gli accordi, i prezzi, le maestranze impiegate, l'elenco delle case comperate ed abbattute per lasciare posto alla costruzione, sotto la guida dell'ingegnere Obertino Domezzano[2].

L'edificazione fu, infine, completata nel 1349 sotto il signore di Milano Luchino Visconti che due anni prima aveva fatto eseguire alcune variazioni al progetto originale con la demolizione di alcuni edifici contigui alla rocca, alcuni dei quali situati nelle vicinanze della chiesa di Santa Maria e la costruzione del mastio alto 42 m[3].

A differenza di altri castelli, la rocca mantenne, negli anni, una funzione prettamente militare, senza subire alcuna opera di conversione a residenza nobiliare[1].

Dal XIX secolo fino agli anni '60 del XX secolo, la rocca è stata utilizzata come carcere mandamentale[1].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La torre con l'ingresso

La rocca è realizzata interamente in cotto ed presenta due serie di fortificazioni collegate tra loro e caratterizzate dalla merlatura ghibellina: la cinta inferiore, di forma rettangolare, realizzata su due livelli, e la cinta superiore, di dimensioni più contenute[3]: nella prima erano di stanza i soldati e, in caso di attacchi, fungeva da rifugio per gli abitanti del borgo, nella seconda, invece, era situato il comando di guarnigione[1].

Agli angoli dei muri perimetrali vi è la presenza di quattro torri di forma quadrata dotate di merlatura, di cui una, quella posta sul lato est, conserva intatta la struttura originale. L'ingresso principale è situato alla base del mastio e presenta un ponte a scavalco del fossato, in origine oltrepassato con un ponte levatoio. É altresì presente un'entrata secondaria che presenta un ponte levatoio[3].

Il mastio, alto 42 m contiene una serie di locali sovrapposti, accessibili tramite una scala in parte in muratura e in parte di legno che conduce fino alla sommità della torre[3].

Il Museo[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del mastio è ospitato il Museo di vita medievale che presenta diversi allestimenti sui vari livelli del mastio: un allestimento multimediale con video che ricreano gli interni della rocca durante il medioevo, una stanza sui rapporti e le comunicazioni della rocca con i castelli limitrofi e approfondimenti su torri e feritoie e una stanza dedicata agli assedi, in omaggio alla funzione difensiva avuta dalla rocca a partire dalla sua costruzione[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Rocca Viscontea, su castellarquatoturismo.it. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  2. ^ Alessandra Mordacci, Castelli del piacentino - Castell'Arquato, in Libertà.
  3. ^ a b c d La rocca di Castell'Arquato, su castellarquato.com. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  4. ^ Museo della Rocca Viscontea, su comune.castellarquato.pc.it. URL consultato il 19 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmen Artocchini, Castelli piacentini, Piacenza, TEP, 1967.
  • P. Andrea Corna, Castelli e rocche del Piacentino, Piacenza, Unione Tip. Piacentina, 1913.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]