Regole per la guida dell'intelligenza

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Regole per la guida dell'intelligenza
Titolo originaleRegulae ad directionem ingenii
AutoreCartesio
1ª ed. originale1619-1630
Generesaggio
Lingua originale latino

Le Regole per la guida dell'intelligenza (in latino Regulae ad directionem ingenii) sono un'opera di Cartesio composta tra il 1619 e il 1630. Rimasto incompiuto probabilmente per l'insoddisfazione dell'autore nei confronti delle riflessioni qui contenute, il manoscritto sarà ritrovatò solamente molti anni più tardi e pubblicato postumo nel 1684.

Analisi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Il filosofo francese afferma in questo testo che la saggezza umana è una sola, quali che siano i soggetti a cui si applica. Filosofia e scienza devono infatti concentrarsi su quella che è l'origine di ogni sapere, ovvero la mente umana. Il primo e maggior problema filosofico è dunque costituito da tale oggetto, analizzato nella sua estensione e validità: un'indagine di questo genere è preliminare ad ogni altra interrogazione.

La matematica appare a Cartesio come il modello di sapere correttamente fondato, almeno a questo stadio della sua riflessione (nelle Meditazioni metafisiche necessiterà invece anch'essa di fondazione). Le Regole puntano pertanto a tentare di applicare procedimenti tratti da questa disciplina anche agli altri campi del sapere, in maniera tale da garantirne la veridicità.

Il progetto iniziale di Cartesio prevedeva la stesura di 36 regole; il manoscritto originale ne contiene solo 18, mentre altre vi si trovano allo stato di abbozzo. La prima edizione del 1684 riportava un totale di 21 regole, per quanto non vi sia piena concordanza tra gli studiosi sul punto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN191573544 · GND (DE4236554-5 · BNF (FRcb12244405d (data)
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