Ragioniere commercialista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il ragioniere commercialista, è una figura professionale prevista in Italia, che opera nel campo della contabilità.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

L'attività venne regolamentata dal R.D. 28 marzo 1929 n. 588 e successivamente dal D.P.R. 27 ottobre 1953, n. 1068. Il d.lgs 28 giugno 2005, n. 139, ha introdotto il requisito per lo svolgimento della libera professione il conseguimento almeno della laurea triennale, ed ha contestualmente stabilito che dal 1º gennaio 2008 è stato istituito l'albo unico degli iscritti all'albo dei dottori commercialisti o in quello dei ragionieri e periti commerciali, Tuttavia la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, III sezione civile, n. 4796 del 26 febbraio 2013 ha stabilito che tale atto non elimina le differenze tra le due figure.[1]

Il titolo professionale di "ragioniere commercialista" conseguito prima della riforma del 2005 è attribuito agli iscritti alla sezione A dell'albo, dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili,[2] che erano già iscritti all'Albo dei ragionieri e periti commerciali. L'autorità giudiziaria italiana e le pubblica amministrazione italiana devono affidare normalmente gli incarichi relativi alle attività di competenza dei ragionieri e periti commercialia soggetti iscritti nell'apposito albo professionale, salvo che si tratti di incarichi che per legge rientrano nella competenza dei dottori commercialisti, degli avvocati e dei procuratori o che l'amministrazione pubblica conferisce per legge ai propri dipendenti. A coloro che sono iscritti nell'albo dei ragionieri e periti commerciali, è riconosciuta competenza tecnica in materia di ragioneria, di tecnica commerciale, di economia aziendale nonché in materia di amministrazione e di tributi.[3]

Oggetto della professione[modifica | modifica wikitesto]

Formano oggetto della professione le seguenti attività:

  • l'amministrazione e la liquidazione di aziende, di patrimoni e di singoli beni;
  • le perizie contabili e le consulenze tecniche;
  • la revisione dei libri obbligatori e facoltativi delle imprese ed ogni indagine in tema di bilancio, di conti, di scritture e di ogni documento contabile dalle imprese;
  • i regolamenti e le liquidazioni di avarie marittime;
  • le funzioni di sindaco nel collegio sindacale delle società commerciali e degli altri enti;
  • le divisioni di patrimoni, la compilazione dei relativi progetti e piani di liquidazione nei giudizi di graduazione;
  • i piani di contabilità per aziende private e pubbliche, i riordinamenti di contabilità per riorganizzazioni aziendali;
  • le determinazioni dei costi di produzione nelle imprese industriali, le rilevazioni in materia contabile e amministrativa.

Il segreto professionale[modifica | modifica wikitesto]

I ragionieri commercialisti hanno l'obbligo del segreto professionale, salvo per quanto concerne le attività di revisione e certificazione obbligatorie di contabilità e di bilanci, nonché quelle relative alle funzioni di sindaco o revisore di società od enti, attività per cui fino al 1995 si assumeva la qualifica di pubblico ufficiale ai sensi dell'art. 13 del regio decreto legge 24 luglio 1936, n. 1548.[4]

Le tariffe[modifica | modifica wikitesto]

Con decreto ministeriale, 2 settembre 2010 n. 169 è stata approvata la tariffa professionale dei dottori commercialisti e dei ragionieri commercialisti (ora appartenenti alla sezione A, dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, ai sensi del decreto legislativo, 28 giugno 2005 n. 139). Sono previste parcelle prestabilite nel minimo.[5]

A seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 - convertito in legge 24 marzo 2012, n. 27 - le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico sono state abrogate con decorrenza dal 24 gennaio 2012. Il compenso per le prestazioni professionali, pertanto, deve essere pattuito al momento del conferimento dell'incarico professionale secondo le indicazioni contenute nell’articolo 9 del citato decreto.

Deontologia professionale[modifica | modifica wikitesto]

I ragionieri commercialisti sono tenuti, nell'esercizio dell'attività professionale, al rispetto delle regole etiche di cui al nuovo codice deontologico del consiglio nazionale dell'ordine (CNDCEC) in data 9 aprile 2008.

Cassa di previdenza[modifica | modifica wikitesto]

Gli esercenti la professione di ragioniere commercialista sono tenuti ad iscriversi alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dottori commercialisti e ragionieri: l’albo unico non elimina le differenze di mauro lanzieri, da altalex.com,6 marzo 2013.
  2. ^ Art.61, comma 6, d.lgs. 28 giugno 2005, n. 139
  3. ^ Art. 1 D.P.R. 27 ottobre 1953, n. 1068
  4. ^ Art. 13, R.D.L. 1548/1936 (testo abrogato): "Il revisore dei conti nell'esercizio delle sue funzioni ha la qualità di pubblico ufficiale a tutti gli effetti di legge."
  5. ^ Tariffa Professionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (D.M. 2 settembre 2010 n. 169 - G.U. 242/2010)
  6. ^ C.N.P.R.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]